Posti fantastici e dove trovarli
Mont St. Michel, al ritmo del mare

Guide: Lonely Planet, Rough Guides.

 

Mont Saint Michel è una città da favola, un luogo affascinante al confine tra Normandia e Bretagna, dove la vita è regolata dal flusso delle maree. Nata nel XIII secolo come parte del complesso della “Merveille de l’Occident”, qui gli edifici monastici si mescolano con le case a graticcio, creando un’armonia surreale che si leva verso il cielo, illuminata ogni giorno da colori cangianti, che rendono ancora più magica l’atmosfera che si respira in questa città.

 

 

Situata a circa un chilometro dalla costa Nord-occidentale del Paese, Mont Saint Michel è un territorio la cui conformazione è in mano alle maree: quando, infatti, il livello dell’acqua si innalza, la città si trasforma in un’isola, che torna poi a ricongiungersi alla terraferma non appena arriva la bassa marea. In un luogo che già al tempo dei Galli era intriso da un forte misticismo, Mont Saint Michel divenne uno dei simboli spirituali del Paese quando, nel 709, l’Arcangelo Michele apparve al vescovo di Avranches, Sant’Auberto, intimandogli di costruire una Chiesa nella roccia. I lavori presero il via ma fu solo due secoli più tardi, nel 900 con l’arrivo dei monaci benedettini, che l’abbazia venne edificata, divenendo un capolavoro di architettura religiosa nella quale si mescolano le influenze dell’epoca carolingia fino alle forme più eleganti del gotico fiammeggiante. Mont Saint Michel è anche una città la cui struttura urbanistica ben esemplifica la società feudale dell’epoca: in alto doveva trovarsi Dio, poi l’abbazia e il monastero; in basso le grandi sale che ospitano negozi e alloggi, mentre in fondo, al di fuori delle mura, le abitazioni di pescatori e contadini.

Quando ci si avvicina a Mont Saint Michel nelle prime ore del mattino, l’impressione che ne si ha è quella di una sorta di castello avvolto da una nebbia leggera, le cui pareti di roccia si riflettono nell’acqua ferma della baia. Ci si avvia a piedi sulla diga e, superato il varco d’ingresso, ci si trova in un paese dalle strade strette e in salita che creano una specie di spirale verso il monastero. Passando tra negozi e piccole boutique, certe volte capita di ascoltare la musica dell’organo oppure il canto dei monaci, guida nella strada verso l’abbazia. Denominata spesso “la bastiglia dei mari” a causa dell’impossibilità di espugnarla, questa abbazia attraversò anche momenti bui, come quando, a partire dagli anni della Rivoluzione Francese, divenne una prigione, prima di essere dichiarata da Napoleone III monumento storico di fondamentale importanza, trasformata in proprietà dello Stato e fatta poi oggetto di un attento programma di restauro. Il percorso di visita attraversa il chiostro e poi le strette celle dei monaci, passando anche per ampi saloni dai quali si intravedono scorci di giardini affacciati sul mare. Nei sotterranei, invece, si trovano le celle che un tempo furono prigioni. All’uscita, alzando gli occhi verso il cielo, incombe imponente la statua dell’Arcangelo Michele, la sua spada sguainata a spezzare la forza del male. Uscendo dalla cittadella sembra quasi che il mare ci venga incontro, calmo e piatto.

Non si può, infine, parlare dell’abbazia di Mont Saint Michel senza pensare ai siti che si richiamano all’Arcangelo Michele, sette santuari che, situati in vari Paesi europei, sembrano essere uniti da una misteriosa linea retta, simbolo del colpo di spada che il santo diede al diavolo per respingerlo all’inferno. Mont Saint Michel, dunque, è solo una tappa di questo percorso mistico attraverso i sette santuari di San Michele, che tocca anche Skellig Michael (Irlanda), St Michael’s Mount (Gran Bretagna), la Sacra di San Michele (Piemonte), San Michele (Puglia), il Monastero di San Michele (Grecia) e quello di Monte Carmelo (Israele). Un cammino per luoghi mistici tutti da scoprire.

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