Posti fantastici e dove trovarli
Un brindisi e tanta saudade: è Porto

Guide: Lonely Planet, Rough Guides, Guardian.

 

Porto, la città che dalla quale ha preso il nome la nazione del Portogallo, cattura i visitatori grazie al suo fascino quasi mistico e molto difficile da descrivere. Provare per credere. È impossibile non farsi trascinare nei vicoli del suo centro storico, immersi tra i tipici azulejos portoghesi e la calma impassibile del fiume Douro. Un assaggio della città lusitana lo si può avere prima ancora di mettervi piede, qualora arrivaste in treno: la stazione di São Bento è costruita sui resti dell’omonimo convento ed è caratterizzata da una hall interna ornata da oltre ventimila azulejos, le tipiche piastrelle di ceramica locali che rappresentano la storia del Portogallo. Usciti dalla stazione, si è subito nel centro storico. La cattedrale si impone alla vista grazie alla sua posizione rialzata su una collina. È un edificio rigoroso, con un’imponente facciata romanica e un interno sobrio che ne esalta lo sviluppo in altezza. Rimanendo in tema religioso, vale la pena di visitare la chiesa dei Chierici, dalla cui torre si gode del panorama più bello della città, e la chiesa di San Francesco, con le sue navate rivestite d’oro e le catacombe visitabili nel suo sottosuolo.

 

 

Usciti da lì, ci si imbatte nel Palazzo della Borsa, costruito a partire dal 1842 sui resti del convento francescano andato distrutto in un incendio. È uno dei palazzi più belli della città, con il Cortile delle Nazioni coperto da un’ampia vetrata e le stupende sale al secondo piano, come la Sala Dorata e la Sala Araba, ispirata all’Alhambra. Sempre in centro, è possibile fare un salto indietro nel tempo di un centinaio di anni grazie alla libreria Lallo e Irmão, fondata nel 1906 e restaurata pochi anni orsono: è unica al mondo per la scalinata a chiocciola che si trova al centro del salone, le pareti intarsiate e la vetrata sul soffitto che in molti ritengono abbia ispirato l’autrice di Harry Potter. Subito al di fuori dal centro storico, si passa alla cuore commerciale della città, la via pedonale di Santa Catarina. Tra una vetrina e l’altra, non si può non cogliere l’occasione per fare una sosta al Cafè Majestic, un incantevole bar in stile anni ’20 che all’epoca dell’inaugurazione era un ritrovo per artisti e intellettuali. Svoltato l’angolo si trova il famoso Mercado do Bolhão, purtroppo oggi non visitabile a causa dei lavori di ristrutturazione. I negozi sono al momento riorganizzati in un mercato temporaneo, e se anche l’atmosfera non può essere la stessa è comunque una tappa obbligata per chi vuole fare incetta delle specialità locali.

Altre visite interessanti al di fuori del centro storico possono essere fatte nel quartiere di Boavista, la zona più elegante della città e dove si trova la casa della Musica progettata dall’archistar Rem Koolhaas, di fronte ai giardini di Plaça de Albuquerque. Da qui ci si può avvicinare alle rive del Douro passando dai Giardini del Palacio de Cristal, organizzati in aree tematiche e da cui si gode una gradevole vista della città. Arrivando fino al fiume, si può poi scegliere di percorrere la sponda destra con i tram storici fin quasi in riva all’Oceano Atlantico, partendo dal Museu do Carro Eléctrico. Andando invece nuovamente in direzione del centro storico si arriva al quartiere di Ribeira. Nel dedalo di strade e stradine su cui incombe la figura dello slanciato ponte in ferro Dom Luis I, si possono trovare ottimi ristoranti e si può godere della vista sulle cantine di Vila Nova de Gaia. Dall’altro lato del fiume, infatti, si trovano le cantine dove viene prodotto il Porto, uno dei vini più conosciuti al mondo che veniva trasportato su tipiche imbarcazioni locali, i “rabelos”, che oggi vengono usate per le crociere turistiche. Tra giri per strade pittoresche, panorami suggestivi, degustazioni e percorsi alla scoperta della tradizione vinicola della zona, in tanti al momento di andarsene via da Porto provano un po’ di malinconia. Non preoccupatevi, anche questo è parte del gioco. È soltanto un po’ di saudade.

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