«Poter avere “Icaro” qui a Bergamo
per me è un sogno che si realizza»

La prosa della Fondazione Teatro Donizetti sta raccogliendo frutti inattesi, in termini di abbonamenti e di presenze complessive. Inattesi perché si sta lavorando in una situazione d’emergenza: la chiusura del teatro maggiore per restauri. Il successo va ascritto a una buona semina: la separazione della stagione in due linee, una al Creberg e l’altra al Sociale (con l’aggiunta delle proposte di Altri Percorsi), restituisce anche quest’anno, il terzo senza Donizetti, un cartellone vario e trasversale. E da giovedì 7 a domenica 10 novembre (ore 20.30, domenica ore 15.30) si parte con Giuliana De Sio e Isa Danieli in “Le Signorine” al Crebeg. «L’idea di aver aumentato gli abbonati del 10 per cento – dice il direttore artistico Maria Grazia Panigada – in una situazione di svantaggio significa che quello che ha tenuto è il rapporto tra lo spettacolo e il pubblico. La qualità e la piacevolezza delle proposte hanno avuto ragione». Nel frattempo le coproduzioni avviate dalla fondazione stanno andando molto bene: “Per te”, per dire, è in tournée in Canada, dopo essere stato in Russia.

 


 

Partiamo dal fondo. Perché la curiosità ci porta a interessarci – oltre che del gioiello “Icaro”, di cui parliamo più sotto – di “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, con la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, dal 2 al 4 aprile al Sociale, del Teatro dell’Elfo. «Siamo riusciti ad aggiungere una replica il sabato mattina – annota il direttore – perché abbiamo un “problema” di sold-out al Sociale per la parte di prosa: già con gli abbonamenti abbiamo esaurito i posti disponibili, in sostanza. Quindi stiamo aggiungendo delle repliche, ove possibile». La messa in scena dell’Elfo è molto suggestiva, con proiezioni di disegni che a volte rappresentano i luoghi, altre l’illustrazione del pensiero del protagonista: «Offre risonanze diverse che vanno oltre la recitazione».

 

 
Tanti i nomi celebri della televisione impegnati sul palco. Dal 27 febbraio all’1 marzo al Creberg c’è “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”, rielaborazione della celebre tragedia shakespeariana che reca la firma di un altro importante regista italiano, Leo Muscato, e che vedrà in azione la coppia comica Ale & Franz affiancata da Eugenio Allegri e da altri attori. «Uno spettacolo che ho dovuto prendere quando ancora non aveva debuttato – va avanti Panigada -, ma sono molte felice di averlo fatto. Mi sono confrontata con il regista e mi ha convinto. Ale e Franz chiedevano a Muscato da anni di fare questo spettacolo, ma hanno sempre ricevuto dinieghi. Ora il progetto è andato invece in porto. Non è una cosa improvvisata. C’è poi Balasso che fa l’Arlecchino, dal 6 al 9 febbraio, giustamente in un registro totalmente diverso da quello di Strehler, con una cifra molto malinconica, sui toni tenui. Strepitoso Michele Di Mauro che fa Pantalone. Vado avanti con Luisa Ranieri, dal 16 al 19 gennaio, per la prima volta diretta dal compagno Luca Zingaretti, protagonista di “The Deep Blue Sea”, intensa storia di amore e disperazione».

 

 

Veniamo alla partenza, con Giuliana De Sio e Isa Danieli in un testo irriverente e poetico ricorda come la famiglia sia il luogo dove è permesso dare il peggio di se stessi, senza il rischio di perdere i legami più importanti. Una commedia che sa sfruttare abilmente la comicità che si cela dietro al tragico quotidiano, soprattutto grazie a due formidabili attrici del nostro teatro, che trasformano i litigi e le miserie di Rosaria e Addolorata in occasioni continue di gag e di risate. «Sono molto contenta di partire così – aggiunge il direttore – e anche di chiudere con Lella Costa, con “Se non posso ballare…”, tratto da “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini: non ha ancora debuttato, ma l’idea è di fare cento figure femminili. Una cavalcata».

 


 

Due parole anche su Altri Percorsi, a partire da “Il giardino dei ciliegi” di Kepler-452: il giardino del dramma di Cechov è, nello spettacolo, una casa colonica concessa dal Comune di Bologna a due curiosi personaggi, Giuliano e Annalisa Bianchi, che per trent’anni si sono occupati di varia umanità e animalità. Accanto agli stessi Bianchi e a due attori, lo spettacolo vede la partecipazione di Lodo Guenzi. «Vi segnalo anche la compagnia Stivalaccio, molto interessante per vedere il meccanismo della commedia dell’arte: interpretano “Romeo e Giulietta” lavorando su canovaccio, improvvisando». Classica domanda finale: anticipazioni per il prossimo anno? «Porterò uno spettacolo a cui tengo molto, di un autore a cui avevo dovuto rinunciare, ma per or non chiedetemi di più».

 

 

“Icaro”. Il titolo più atteso della nuova stagione di prosa? “Icaro”, lo spettacolo-manifesto del “teatro della carezza”, in cartellone dall’11 al 14 marzo al Sociale. Si tratta di un monologo scritto e interpretato da Daniele Finzi Pasca stesso da 28 anni a questa parte (il debutto a Milano nel 1981), immaginato per un solo spettatore e finora rappresentato in 6 lingue, in 130 città di 25 Paesi nel mondo, quasi 800 volta. Soltanto una sola, privilegiata persona del pubblico, scelta a caso da Daniele, è completamente coinvolta sulla scena, mentre gli altri diventano una sorta di “voyeur”. “È un gioiello, un’emozione, non è neanche uno spettacolo – dice Maria Grazia Panigada -. Nasce da un’esperienza di Daniele in gioventù, in India, di cura dei malati con le suore di Madre Teresa di Calcutta: fa riferimento all’idea di tenerezza, un’idea di tipologia di teatro che poi secondo me lui ha conservato anche in grande scala. Si ride e nello stesso tempo ci si commuove: uno spettacolo che sfiora l’anima. Sono molto contenta che vada in scena qui, perché Daniele lo fa solo dove vuole farlo. Si tratta di una sorta di sogno realizzato: ci stavo lavorando da tempo». Bergamo, quindi, rientra tra i suoi luoghi del cuore.

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