Col Napoli il razzismo non s’è visto
È stata invece una grande festa

Una bella serata di calcio. Lì dove tutti pensavano che potesse finire lo sport più bello del mondo è invece arrivata una di quelle risposte che non ammettono replica: Bergamo e il razzismo c’azzeccano come il formaggio sul pesce. Atalanta-Napoli è finita 2-1 per gli ospiti proprio sul filo di lana, Milik ha cancellato un punto che sarebbe stato importante per la Dea, ma sugli spalti hanno davvero vinto tutti i bergamaschi.

Il prepartita: coda infinita e pasta finita. L’arrivo allo stadio previsto per le 19 scarse si trasforma ben presto in una Via Crucis. Arrivare in zona viale Giulio Cesare è complicato sia passando dal centro che da Città Alta, ma anche sulla circonvallazione (considerando il giorno lavorativo e l’orario) non è che se la passino troppo bene. Il Lazzaretto si intravede tra una selva di lampeggianti blu. Ah, dell’immondizia fuori dal settore ospiti nemmeno l’ombra: sarà mica stato un fotomontaggio, cari amici che osservate in panciolle all’ombra del Vesuvio? Passando al dietro le quinte, c’è da dire che dentro lo stadio, in tribuna stampa almeno, di solito si mangia bene e abbondante. Questa volta però è tutto finito e anche il secondo e il terzo giro di pasta e di ravioli vengono divorati in un amen. Ora, va bene che al San Paolo quando gira giusto c’è un po’ di pizza e qualche panino fritto, ma mettersi in coda tipo mensa e riempirsi il piatto fino a scoppiare sembra un pochino esagerato. Qualcuno, ironizzando, chiede pure di togliere il vino nero dalla zona dedicata al beveraggio: sia mai che qualcuno chieda di sospendere preventivamente la gara per razzismo per l’assenza del bianco…

Primo tempo: Ruiz subito e i soliti cori. Il clima allo stadio è elettrico. Sulle nostre teste vola addirittura l’elicottero della polizia, ma all’inizio del match è la coreografia per Nielsen, eroe della Coppa Italia vinta appena scomparso, a strappare applausi insieme all’altra bella coreografia della Curva Morosini. Nonostante parecchi colleghi napoletani siano in diretta su Facebook per riprendere chissà quale scandalo, la partita che si gioca sul campo offre spunti interessanti fin dalle prime battute e il gol di Ruiz, ahinoi, è la prima emozione della serata. Fino al riposo, l’Atalanta ci capisce poco, il Napoli potrebbe addirittura raddoppiare o forse più e della prima frazione resta la grande impressione lasciata dalla squadra ospite, che fino a questo momento è l’unica ad aver davvero messo sotto la Dea dal punto di vista tecnico-tattico. Nota di colore: mentre l’attenzione dei media è rivolta verso sinistra (la Curva Nord), è da destra che arrivano problemi: dal settore ospiti verso la Curva Morosini, infatti, vengono lanciati alcuni bengala. Qualcuno dice uno, altri invece parlano di ben tre lanci, ma siamo sicuri che in pochissimi se ne siano accorti, vero?

Ripresa: Zapata la riprende, Milik la chiude. Dopo il riposo, il primo a entrare in campo è de Roon, con Masiello subito a ruota. La squadra è carica e si vede dal primo quarto d’ora, dove la foga dell’Atalanta è formidabile. Mentre in cielo si vedono i fuochi d’artificio, dalle parti di Ospina iniziano a grandinare palle gol: prima Freuler viene fermato da Albiol, poi Gomez non trova la porta e infine Hateboer arriva solo un attimo in ritardo sullo stupendo cross tagliato di Gosens. La rete è nell’aria e infatti ci pensa Zapata a segnare il gol del pareggio con una conclusione ravvicinata su sponda dell’olandese numero 33. Lo stadio esplode, i decibel del tifo arrivano ai massimi livelli e quando il pubblico di casa inizia a credere addirittura al successo arrivano purtroppo i cambi decisivi di Ancelotti e il gol del 2-1 partenopeo. Negli azzurri entrano Milik e Zielinski, dall’altra parte Gasperini ci prova con Valzania e Tumminello, ma dal potenziale 2-1 a favore l’Atalanta si passa, in venti secondi, al definitivo 1-2. Un pallone vagante nella metà campo del Napoli diventa pericolosissimo per Ospina con Gomez in agguato; Allan (che giocatore straordinario!) intercetta e avvia l’azione chiusa in rete da Milik. Gol splendido, tifosi ospiti che esultano e atalantini corrucciati. In pieno recupero, Zapata mette in mezzo per Tumminello un pallone importante ma Mario Rui salva tutto e il risultato non cambia più.

 

[Il bel sorriso di Mattia]

 

Il post partita: pioggia, bomboni e il sorriso di Mattia. Della serata di Atalanta-Napoli restano la grande pioggia scesa al fischio finale e i bomboni che per una mezz’ora buona si sono sentiti fuori dallo stadio (dalle informazioni che abbiamo, anche i napoletani si sono presentati a Bergamo ben forniti). Fortunatamente, ma avevamo pochi dubbi, nulla di più: niente sospensione, niente scandali, niente incidenti e tanti saluti ai professionisti del terrore. Piuttosto, se volete davvero una bella storia da raccontare potete parlare di Mattia. Si tratta di un piccolo tifoso atalantino di Biella, che gioca a calcio e ama la Dea e che nei prossimi giorni dovrà essere operato al Niguarda di Milano per un delicato intervento chirurgico. Ed è stato bellissimo vedere il suo sorriso mentre era allo stadio. Del resto, l’Atalanta e il Napoli sono stati bellissimi da vedere.

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