A Reggio Emilia proviamo sempre
delle grandi emozioni europee

È iniziata con la coda al casello per arrivare allo stadio, è finita con la coda prima del casello per tornare a casa mentre a Bergamo impazzava la tempesta. Atalanta-Genoa 2-1 è la vittoria del sogno che continua, prima gara delle due interne da giocare a 200 chilometri da Bergamo per una squadra che senza tre squalificati ha comunque dimostrato di avere un cuore enorme e valori tecnici da far spellare le mani. E i tifosi, a Reggio Emilia, si sono divertiti davvero un sacco.

 

 

Il viaggio verso Reggio: dov’è la sala stampa? Tornare a Reggio Emilia da padroni di casa ti regala subito emozioni europee. Il viaggio verso il Mapei scorre via abbastanza agile; chi arriva più a ridosso del match si trova imbottigliato in un bel codone da urlo che costringe a mezz’ora d’attesa per fare due chilometri, ma chi giunge per tempo allo stadio si accorge subito di alcune variazioni importanti. In Tribuna stampa e non solo. I prossimi Europei Under 21 che si giocheranno in Italia hanno suggerito infatti una serie di migliorie alla zona riservata ai giornalisti e nemmeno gli steward sembrano troppo informati. La sala stampa è finita in palestra, quasi sotto al settore ospiti, il catering arriva in ritardo ma ciò che stuzzica di più è il percorso da seguire che passa in mezzo ai bus delle due squadra. Il vero grande problema, però, è il caldo: qualche nuvola non può nascondere il sole di maggio che, quando spunta senza filtri, scalda parecchio.

Primo tempo: due gol, entrambi annullati. La Dea questa volta gioca per prima rispetto a tutte le avversarie. Il Genoa non è squadra che regala spettacolo e infatti dopo sette minuti Veloso si becca il primo giallo per un calcione gratuito a Ilicic che costringe Irrati a mettere subito in chiaro le cose. La Dea passa in vantaggio due volte, ma viene sempre stoppata dal guardalinee: prima Zapata è davanti a Radu ma alle spalle di tutti, poi lo stesso colombiano scappa in profondità ma è di pochi centimetri alle spalle di Romero. Il grande merito del pubblico è che fin dalle prime battute carica i ragazzi in campo, la sensazione che la squadra possa davvero fare bene è diffusa e anche quando Gollini chiude il primo tempo con una bella parata in tuffo su Veloso si percepisce ottimismo. Sarà il sole, sarà la voglia di battere anche il Genoa (seguito a Reggio Emilia da una cinquantina di tifosi), ma ancora una volta gli spalti rispondono presente.

Secondo te: Musa e Tim, bravissimi. Quello che non accade in 45′ minuti arriva poi in 45” secondi: Barrow al posto di Pasalic stimola qualche mugugno prima che parta la ripresa, ma siccome Gasperini ha spesso (quasi sempre) ragione accade che proprio il numero 99 della Dea trovi il pertugio giusto sbloccando lo 0-0. Lo stadio diventa subito una bolgia; Zukanovic fallisce da buona posizione il pareggio, ma poco dopo sale in cattedra la grande “Accademia Atalanta” con un gol da spellarsi le mani. Da Gollini a Castagne che segna, i nerazzurri toccano la palla dodici volte con una ragnatela di passaggi insistita e pulita, nel gol mettono lo zampino Gosens e Djimsiti, con rete del numero 21 belga, e lo stadio dimostra di apprezzare: 2-0, tante occasioni per il tris e una festa che continua al grido di «tutti a Roma alè». Pandev nel finale segna il 2-1, ma nel recupero non succede più nulla e allora la festa continua anche nel tragitto (tempestoso) verso casa.

Il dopo-gara: le altre facciano quel che vogliono. Con tre punti in saccoccia e il terzo posto conquistato, i tifosi sognano e su WhatsApp iniziano ad arrivare video sulla Champions con tanto di inno sparato da diverse suonerie. Per fare festa è troppo presto, l’obiettivo è possibile ma mancano ancora alcuni punti e allora i discorsi in macchina sulla strada del ritorno si snodano rapidamente nel segno della fiducia incondizionata. La squadra di Gasperini vince e convince, il gioco e la condizione atletica sono ottime e adesso c’è una grande finale di Coppa Italia da giocare prima di tornare a mettere la testa sul campionato. È un appuntamento che ci siamo conquistati e che nessuno ha intenzione di mollare, si può scrivere la storia e bisogna giocarsela senza paura. I bookmaker danno la Lazio leggermente favorita? Nessun problema, i tifosi sono in partenza per la Capitale e saremo in quasi ventunomila. Proviamoci, senza nessuna paura.

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