Sono pianeti o fondi di padella?
Il divertente indovinello della Nasa

E voi sapreste distinguere il satellite ghiacciato che orbita intorno a Giove da un fondo di padella? Spesso, molto più spesso di quanto ci appaia, gli oggetti che maneggiamo ogni giorno, anche i più comuni, nascondono un lato di bellezza e meraviglia. Su questa convinzione il fotografo norvegese Christopher Jonassen ha realizzato il suo lavoro intitolato Devour. Si tratta di una serie di spettacolari still life (nature morte) che hanno come soggetto esclusivo i fondi rovinati di vecchie pentole. Il risultato è una serie di scatti spettacolari, totalmente confondibili con le immagini che riceviamo dalle lenti dei satelliti messe in orbita in cerca di soggetti siderali. Così la NASA ha deciso di utilizzarli per formulare un indovinello tweettato qualche giorno fa: «Europa or frying pan? One of these is Jupiter’s moon Europa, the rest are frying pans» (Europa o una padella? Una di queste è la luna di Giove Europa, le altre sono padelle).

 

 

Chi è l’artista. Christopher Jonassen, i cui scatti hanno raggiunto fama mondiale, è nato a Stavanger in Norvegia nel 1978 e ha studiato design e comunicazione all’University of Technology di Sidney. Nel 2003, ancora studente, ha iniziato la sua ricerca personale sull’estetica degli oggetti quotidiani, concentrando la sua attenzione sulle vecchie padelle del suo appartamento studentesco condiviso. Jonassen rivela che ben presto si accorse di come ogni fondo, corroso e segnato, nascondesse la faccia di un corpo celeste e stesse a lui farlo emergere nei suoi scatti. Il risultato, certamente sorprendente, è stato raccolto nel progetto Devour (che in inglese significa divorare). Il titolo è significativo, se si considera che l’intento dell’autore, oltre all’effetto estetico immediato, è quello di stuzzicare la sensibilità ambientale dello spettatore: se ogni padella è un mondo, ogni graffio che ne segna (e disegna) la superficie è la traccia indelebile di un’azione umana capace di determinare una geografia, sia essa un fondo di ghisa o il pianeta che abita.

Perché proprio Europa? Sembra che il tweet dell’Agenzia Spaziale Americana sia in realtà parte di una più ampia campagna di informazione sulle attività che riguardano il satellite di Giove che, a quanto pare, è coperto da oceani di ghiaccio. Quindi, potenzialmente atto a ospitare vita. Il 26 maggio è stata annunciata una nuova missione, in programma per il 2020, che studierà la natura di Europa mettendo a disposizione strumenti specifici di indagine sofisticati, come uno spettrometro a infrarossi e un magnetometro. La missione resterà nello spazio intorno al piccolo satellite per tre anni, compiendo una serie di incontri ravvicinati e raccogliendo dati sulla composizione degli oceani. Tuttavia, per sviluppare un’ ipotesi attendibile di abitabilità sarà necessario capire come l’immenso oceano si rapporti con la superficie del satellite. Il grande interesse per questo piccolo corpo celeste deriva da una precedente missione, Galileo, che per prima aveva rilevato la presenza di un campo magnetico, fatto che gli scienziati hanno interpretato come l’effetto della presenza di un oceano globale di acqua salata, condizione numero uno per parlare di vita.

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