Trovato a Gerusalemme il luogo
dove venne processato Gesù

Tanto, prima o poi viene fuori tutto. Il tempo è galantuomo, come dice l’adagio. E così adesso, nella Città Vecchia di Gerusalemme, sono stati rinvenuti i resti del palazzo di Erode dove, secondo i Vangeli, fu processato Gesù perché dopo il vecchio re ci si era insediato il rappresentante di Roma, Ponzio Pilato.

Fino a poco tempo fa si riteneva che il famoso “litostroto” di cui parla il vangelo di Giovanni, cioè l’area dal selciato sconnesso  in cui si tenne il processo, si trovasse sotto l’attuale monastero dell’Ecce Homo, un tempo Fortezza Antonia. L’Ecce Homo è in centro, nei pressi della moschea di al-Aqsa. Il palazzo di Erode si trova invece vicino alla Torre di David, ossia  nei pressi delle mura, vicino alla Porta di Giaffa. A piedi, un quarto d’ora. Ed è appunto durante gli scavi per allargare il Museo della Torre di David che è venuto fuori quel che si è detto.

Per Shimon Gibson, archeologo della University of North Carolina a Charlotte intervistato dal Washington Post, non c’è alcun dubbio: il quadro probatorio si presenta come definitivo: troppi i particolari che coincidono con quanto trovato in precedenti scavi nella zona. E il pastore anglicano David Pileggi conferma: i nuovi rinvenimenti non fanno che confermare «quel che tutti si aspettavano, e cioè che il processo avvenne vicino alla Torre di David».

Così oggi, finalmente, i visitatori degli scavi potranno rendersi conto di persona di quanto sia millimetrica la topografia evangelica, sia pure tracciata nella forma narrativa propria di un tempo in cui non esistevano né punti di riferimento trigonometrici né GPS. Non sono state trovate iscrizioni che indichino con certezza cosa sia successo in quel luogo, ha detto Gibson al Washington Post: ma «tutti gli indizi, archeologici, storici ed evangelici, fanno pensare che fosse proprio questo il luogo del processo a Gesù».

Come a dire che gli apostoli – o comunque gli appartenenti alla primitiva comunità cristiana – non provvidero a mettere una targhetta commemorativa sulla facciata del tribunale. Nemmeno un selfie. Certo avrebbero fatto meglio a lasciare qualche indicazione, però, con quel che avevano da fare, riteniamo che possano essere scusati.

Gerusalemme è la più bella città del mondo. Vi coesistono almeno tre tempi (ebraico, islamico, cristiano) e un numero illimitato di lingue e monete. Adesso che si può scendere negli scavi con un percorso attrezzato chiunque potrà vederne la millenaria stratificazione.