«Tu che avevi già capito il musical»
Micheli chiacchiera con Donizetti

«Ma volevo chiedere, lei stasera com’è messo? No, perché ci sarebbe l’anteprima per i ragazzi di Olivo e Pasquale. Sa quell’opera che lei, dopo aver fatto a Roma, ha ritentato di presentare con ottime speranze di successo a Napoli? Perché al Teatro Nuovo c’era questa idea di fare le commedie in musica, opera in cui, tra un numero cantato e l’altro, i cantanti e gli attori devono recitare». E qui, dall’ossequioso lei dell’incipit, si passa al tu. «Pazzesco. Tu sei troppo avanti, avevi già capito il musical». Il direttore artistico Francesco Micheli ama l’approccio alla musica alta un po’ fuori dagli schemi. Creativo e originale, ha postato sulla pagina Facebook della Fondazione Donizetti un video in cui dialoga con il busto del compositore. Un dialogo tra bergamaschi, perché Micheli è di Sedrina. Maglietta gialla con l’effige stilizzata del suo interlocutore, gesticola animatamente. L’occasione: la prima, stasera alle 17 al Teatro Sociale, del melodramma giocoso. Una prima riservata agli under 30, con repliche per tutti venerdì 28 alle 20.30, domenica 30 alle 15.30, sabato 26 novembre alle 20.30.

 

«Poi tu ci hai creduto molto – prosegue Micheli – hai insistito. E noi siamo convinti che, insistendo, quest’opera abbia ancora tantissime cose da dire. I ragazzi ce lo faranno capire. Io sto vedendo le prove: ci sono questi due registi siciliani fuori dal comune che stanno lavorando con Sardelli, quel direttore d’orchestra che fa anche illustrazione e caricature… E poi un cast con professionisti freschi come Filippo Morace e Laura Giordano, giovani e ardenti come la sua musica, Manca solo lei, ci vediamo». Nessuna risposta, ma l’espressione fiera denota una certa soddisfazione per il progetto.

Il nuovo spettacolo. D’impatto la scenografia: un caleidoscopio di colori autunnali con sfumature di marrone, rosso, arancio e verde. Uno spettacolo nato dalla collaborazione con le scuole: l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, con il patronato San Vincenzo per le scene, l’istituto Caniana per i costumi e il liceo artistico Manzù per la documentazione del lavoro in atto. I registi Giacomazzi e Di Gangi sono già noti e apprezzati a Bergamo, tra l’altro, per aver realizzato Donizetti Alive alla Domus Magna in Città Alta nel 2015 e nel 2016. C’è uno sforzo di contemporaneizzazione, nell’allestimento. Si passa dall’originalità filogica per recuperare nuova linfa. Un lavoro che parla di ragazzi, fatto con i ragazzi e destinato ai ragazzi.