Tutte le emozioni di una trasferta
che ha chiuso al meglio il 2018

È iniziata con lo strano sole di Reggio Emilia il 29 dicembre, è finita con una grandinata impressionante di gol che si è abbattuta sul Sassuolo nemmeno ci fosse qualche tempesta tropicale in corso. Sassuolo-Atalanta 2-6 è stata la sublimazione del godimento orobico in salsa pallonara, un orgasmo collettivo di bel calcio che ha travolto oltre duemila fratelli nerazzurri che si sono dati appuntamenti lì dove abbiamo scritto pagine da urlo di una doppia avventura europea. Il sogno, nel giorno in cui abbiamo giocato di nuovo a Reggio Emilia, è quello di prenotarsi per la prossima stagione almeno altre sei gare al giovedì sera nella terra di bolliti e parmigiano. Nient’altro.

Il prepartita: pranzo da applausi e tanti bei propositi. L’avvicinamento alla sfida del Mapei Stadium è variegato. Da Bergamo arrivano in tantissimi ma i bus organizzati sono meno del previsto e si capisce subito che stavolta la miriade di mezzi propri che si muovono alla volta di Reggio Emilia sono tanti piccoli puntini neroblù che si snodano sulla trafficatissima Autostrada del Sole. Certo, qualcuno più matto degli altri decide di sciropparsi oltre 300 km per lasciare qualche ora al mare moglie e figlie, ma ormai è chiaro che l’Atalanta fa combinare cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Reggio Emilia è terra di bolliti e di arrosti, il piatto forte della casa è preceduto da una bella porzione di cappelletti in brodo e la sbrisolona con lo zabaione conclude un pasto di quelli che si abbinano bene alle abbuffate del periodo. Fortunatamente, la giornata non è particolarmente fredda né c’è la classica nebbiolina della bassa emiliana e quindi sullo stomaco non rimane nulla appena prima di sedersi in tribuna per seguire la sfida tra due squadre appaiate in classifica.

Primo tempo: Accademia Calcio Atalanta. Nella prima frazione di gioco la dimostrazione di forza della Dea è qualcosa da raccontare ai piccoli calciatori che stanno imparando il gioco più bello del mondo. Il Sassuolo sembra un Oratorio San Tomaso qualunque (con tutto il rispetto per il team cittadino tra i cui dirigenti c’è il grande amico e collega Giacomo Mayer) e l’Atalanta gioca, segna, sbaglia e diverte come se fosse una partita del giovedì. Ciò che colpisce di più tutti i presenti è che, nonostante Castagne, Pasalic e Barrow (quindi tre ragazzi che di solito non giocano), i nerazzurri dipingono la solita manovra avvolgente e i risultati sono ottimi grazie anche a un Papu Gomez scintillante. Fino al riposo, i tifosi si stropicciano gli occhi. Va detto anche dei sostenitori di casa, che nonostante paiono davvero colpiti dalla bravura di un gruppo che è venuto in casa di una pari grado in classifica per fare il bello e il cattivo tempo. Il vero rimpianto, prima del fischio di mezza partita, è che l’Atalanta rientri negli spogliatoi con appena due gol di vantaggio nonostante la netta superiorità.

Secondo tempo: prima la paura, poi Giuseppino. Dopo il riposo, un paio di sbavature di troppo regalano fiato al Sassuolo, che prima accorcia con Duncan (e Berisha non è impeccabile) e poi trova pure la rete del 3-2 (aveva triplicato Mancini) sempre con il centrocampista di colore che causa l’autorete di Palomino. In tribuna e nel settore ospiti lo spettro di una nuova Empoli serpeggia con insistenza e se non fosse per una grandiosa parata in tuffo di Berisha su Di Francesco probabilmente staremmo raccontando un risultato diverso. Siccome il calcio non è una scienza esatta ma ogni tanto le cose vanno esattamente come uno si aspetta che vadano, al 67’ Gasperini inserisce Ilicic per Barrow e la luna sopra il Mapei Stadium diventa improvvisamente a tinte slovene. Il numero 72 orobico, “Giuseppino” per gli amici e “San Josip” per i più temerari, devasta la partita con una tripletta da urlo che, oltre a essere la terza del 2018 (come Aguero e Messi), manda letteralmente in paradiso tutti i tifosi sugli spalti.

 

 

Il dopo partita: che emozione i fratelli orobici. Dopo il fischio finale e alcuni cori che nel secondo tempo hanno certificato come anche stavolta abbiamo giocato in casa nonostante fossimo lontani da Bergamo, quello che resta è l’amore del popolo nerazzurro per la Dea. Sulle note della canzone Il tuo popolo in cammino, i discepoli atalantini seguono in giro per l’Italia e l’Europa un gruppo di ragazzi capitanato da quel fenomeno assoluto della panchina che risponde al nome di Gian Piero Gasperini. Il Profeta avrà qualche difetto e a volte perde la brocca, ma quello che sta combinando all’ombra di Città Alta è qualcosa di magico. I 39 gol in campionato segnati in 19 partite sono il miglior risultato della Serie A; le partite ufficiali 2018/2019 sono 25 e il totale delle reti insaccate è di 55: numeri da sogno, semplicemente folli. Adesso tutti ci riposeremo per pochi giorni in attesa della ripresa a Cagliari in Coppa Italia. Dalle informazioni che girano anche in Sardegna ci saranno tanti tifosi al seguito e come al solito il motto è questo: diteci dove e a che ora, noi ci saremo. Con la Dea nel cuore e un sogno enorme chiamato Europa.

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