Prima e dopo il restauro:
ecco i capolavori della Carrara

Resterà aperta fino al 27 luglio alla GAMeC, in via San Tomaso, la mostra sui restauri dei dipinti dell’Accademia Carrara. 21 capolavori distribuiti in un percorso di cinque sale che documenta altrettanti secoli dell’arte italiana, dal Rinascimento all’Ottocento. Riscoprire la Carrara, Restauri e capolavori in dialogo svela tutta la ricchezza del patrimonio artistico bergamasco: Giovanni Bellini, Giovan Battista Moroni, Bernardino di Betto Betti detto il Pinturicchio, Antonio e Alvise Vivarini, Giovan Battista Tiepolo, Carlo Crivelli, Andrea Mantegna. E soprattutto il San Sebastiano di Raffaello Sanzio.

I restauri sono stati realizzati con le migliori tecniche disponibili e affidati ai più importanti studi di Bergamo e d’Italia. Tutti professionisti di chiara fama i restauratori: Delfina Fagnani, Minerva Tramonti Maggi, Donatella Borsotti e Marzia Daina di Bergamo, Laura Chignoli di Brescia, Carlotta Beccaria, Anna Pirovano, Paola Borghese e Patrizia Fumagalli di Milano, Anna Brunetto di Vicenza, Lucia Biondi, Lucia Bresci e Roberto Buda di di Firenze.

L’allestimento dà respiro alle opere e guida lo spettatore in un sottile gioco di rimandi e citazioni fra collezionisti, vendite, soggiorni. Sembra quasi che ogni artista sia passato per Bergamo. O, perlomeno, sia approdato nelle collezioni dei bergamaschi, poi donate alla città. Per fare un esempio, il Ritratto del poeta Casio di Giovanni Antonio Boltraffio, attualmente agli Uffizi, apparteneva in origine alla collezione di Palazzo Frizzoni. E ora è momentaneamente tornato a Bergamo per questa mostra.

Alcune opere vengono poste in dialogo con quelle provenienti dalle più importanti collezioni d’Italia. Raffaello viene presentato con un confronto tra il San Sebastiano dell’Accademia Carrara e il Cristo benedicente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, museo che condivide con l’Accademia Carrara la chiusura, dal 2009. Il Bambino del Mantegna viene accostato a quello di Vincenzo Foppa dal Museo Poldi Pezzoli di Milano. La Madonna del latte del Boltraffio è proposta vicino al Ritratto di gentiluomo degli Uffizi di Firenze. La Gentildonna con il libro di Giovan Battista Moroni sta accanto al Ritratto di Alessandro Farnese di Anthonis Mor dalla Galleria Nazionale di Parma. E la Giovanetta con ventaglio del Pitocchetto è riecheggiata dalla Scena di cortile di Giuseppe Maria Crespi dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Il Ritratto di Lena Presti Tasca di Giacomo Trécourt viene affiancato ad altri due ritratti dell’artista di proprietà dei Musei Civici di Pavia. Si conclude con la scultura: la Statua Reliquiario di Santa Palazia di Francesco Arrighi è presentata accanto al Braccio reliquiario di San Paolino della Cattedrale di Senigallia.

Il restauro è costato quasi 200.000 euro. Il Rotary Sud Bergamo ha giocato un ruolo importante, versando un contributo di 50 mila euro per 9 opere della collezione Lochis. Il Comune ha triplicato la somma, garantendo il restauro di tutte le 21 opere in mostra.

La mostra si conclude con una seconda sezione, dedicata al nuovo allestimento della Pinacoteca Carrara, che, dopo sei anni di chiusura, dovrebbe essere riaperta tra qualche mese: un’anteprima del nuovo museo, un video con la simulazione della visita della nuova Collezione e documenti delle fasi conclusive dei lavori dedicati alla riapertura della monumentale sede neoclassica.