Aspettando il Bocia...

I volti di chi ci ha creduto

I volti di chi ci ha creduto
Pubblicato:
Aggiornato:

Una partita per cuori forti. Prima l’incredibile triplo cazzotto sul mento, poi una reazione di rabbia e orgoglio giocando un calcio tambureggiante spinti da uno stadio letteralmente infuocato. Infine, pure la delusione per una vittoria sfumata. Atalanta-Roma è stato questo e molto di più, dal volantino per il Bocia dato ai cancelli fino alla nevicata degli ultimi minuti con il Papu che al 93' strappa applausi per un recupero difensivo letteralmente divino. L’Atalanta è magia, non ce ne sono di storie: ogni volta è una grande, grandissima emozione.

 

 

Prepartita: il van dei romanisti e il volantino per il Bocia. Atalanta-Roma non è mai una partita tranquilla e nel prepartita un paio di episodi certificano come gli imbecilli siano sempre in agguato. Un van e una macchina con a bordo tifosi ospiti poco dopo pranzo ignora le indicazioni di raggiungere lo stadio insieme a tutti gli altri e passa su viale Giulio Cesare. Colleghi che si occupano di cronaca riferiscono di sassate al mezzo con a bordo tifosi della Roma e di vetri in frantumi. Episodi isolati da condannare, che non fanno di certo bene allo sport. Ai cancelli dello stadio, appena prima di entrare, viene invece distribuito un volantino con quattro domande sulla situazione del Bocia, al secolo Claudio Galimberti, leader della Curva Pisani. Il tema è sempre di attualità, i quesiti posti dagli ultras hanno come obiettivo la sensibilizzazione degli altri tifosi su un tema ormai noto e che ha visto BergamoPost impegnarsi anche in una raccolta di firme per il ritorno allo stadio del Bocia. Non resta che attendere per capire se e quando ci saranno delle novità in merito.

ATRM4069
Foto 1 di 8
ATRM4071
Foto 2 di 8
ATRM4077
Foto 3 di 8
ATRM4133
Foto 4 di 8
ATRM4141
Foto 5 di 8
ATRM4144
Foto 6 di 8
ATRM4149
Foto 7 di 8
ATRM4155
Foto 8 di 8

Primo tempo: horror, stupore e Castagne. Dentro lo stadio, clima polare a parte, la gara inizia con la Roma aggressiva e altissima e il gol di Dzeko che spacca subito lo 0-0. Ancora il bosniaco ed El Shaarawy portano il risultato sullo 0-3 al 40’, ma siccome a Bergamo siamo tutti matti (prenderne coscienza è il primo passo per convivere con questa insana follia), più di un tifoso, in Curva come in Tribuna, continua a crederci, a maggior ragione dopo che al 44' Castagne va a segno. E al fischio di fine primo tempo di Calvarese succede qualcosa che solo chi c’era può capire: i giocatori stanno uscendo dal campo, il freddo stringe i budelli e parte un brusio di sostegno che pian piano diventa una valanga d’affetto sulle spalle dei ragazzi di Gasperini. Sono frazioni di secondo. Non è un coro ma un abbraccio sonoro, non c’è contatto fisico ma l’empatia è alle stelle. Tutti gli atalantini ci credono. È folle perché siamo sotto 3-1 contro la Roma e nel primo tempo ci hanno quasi fatto a fette, ma Gasperini ha il grande merito di aver rivolato come un calzino ogni logica pallonara a tinte nerazzurre.

ATRM4164
Foto 1 di 12
ATRM4167
Foto 2 di 12
ATRM4175
Foto 3 di 12
ATRM4191
Foto 4 di 12
ATRM4198
Foto 5 di 12
ATRM4221
Foto 6 di 12
ATRM4227
Foto 7 di 12
ATRM4233
Foto 8 di 12
ATRM4234
Foto 9 di 12
ATRM4257
Foto 10 di 12
ATRM4263
Foto 11 di 12
ATRM4285
Foto 12 di 12

Secondo tempo: Roma e romanisti annichiliti. Dopo il riposo, con un tempo da lupi e la grinta che tutti i tifosi del calcio vogliono sempre vedere nei protagonisti in pantaloncini, succede che tutti i sogni di rimonta diventino realtà. Ilicic al 48’ si mangia inspiegabilmente il 3-2, ma poco dopo Toloi riscatta un primo tempo difficile con uno splendido gol e in quel momento è chiaro che il pareggio sia solo questione di tempo. Josip Ilicic, croce e delizia per i tifosi atalantini, finisce a terra in piena area al 69’ e Calvarese lo spaventa con un giallo. Lo stadio sa però che non è ancora detta l’ultima parola e infatti il controllo VAR restituisce a tutti la gioia del rigore (e toglie l’ammonizione allo sloveno). Ma Zapata dal dischetto la spara nel parcheggio del Monterosso. Un colpo così avrebbe ammazzato un bisonte e invece lui, 44 secondi dopo, insacca il 3-3 e manda lo stadio al manicomio. Con oltre venti minuti ancora da giocare e la Roma in ginocchio, la sensazione di poterla addirittura vincere è diffusa. Purtroppo non arriva il gol della leggenda ma al fischio finale la gioia è totale. Completa. Convinta.

ATRM4303
Foto 1 di 8
ATRM4311
Foto 2 di 8
ATRM4315
Foto 3 di 8
ATRM4324
Foto 4 di 8
ATRM4341
Foto 5 di 8
ATRM4359
Foto 6 di 8
ATRM4369
Foto 7 di 8
ATRO1912
Foto 8 di 8

Il dopo gara: sognando l’impresa con la Juve. I tifosi non sembrano voler lasciare lo stadio, Zapata passa da Sky per l’intervista a fine gara mentre de Roon resta qualche minuto in più a fare il giro di campo per abbracciare virtualmente i quasi ventimila dello stadio che ci hanno creduto e hanno spinto fino alla fine. Perché Bergamo, quando incita così, vale senza dubbio qualche punto in più. Mentre la sera e il gelo scendono sulla città insieme al nevischio, il pensiero di tutti è già rivolto alla gara di mercoledì. A Bergamo arriverà la Juventus, si giocherà in gara secca l’accesso alle semifinali di Coppa Italia e il pronostico è nettamente a favore degli ospiti. Ogni tanto però i miracoli sportivi accadono e l’Atalanta ha tutto quello che serve per provarci. Amici, fratelli atalantini: non abbiamo nulla da perdere e molto probabilmente non succederà. Ma se succedesse...

Seguici sui nostri canali