Bergamospia (si dice, non si dice)
E se Bossetti fosse innocente?

Malanchini spara, il Corriere risponde 
Una battaglia navale (poco) interessante

Lega presidio Beppe Bedolis

«Giornalisti scafisti». Dal palco del presidio anti profughi, Giovanni Malanchini, sindaco padano di Spirano, va giù pesante.  Il Corriere Bergamo la prende male e lo taccia di ingratitudine: «Non dovrebbe costargli una gran fatica ammettere che, se oggi il suo è un nome di quasi prima fila nella Lega bergamasca, lo deve in gran parte ai giornalisti». Senza la stampa, dice il Corriere, le sue resterebbero goliardate di paese. Chi è causa del bene altrui, però, pianga se stesso. «I giornalisti sono i suoi scafisti – infierisce il Corriere – L’unico rischio che corre è che il gommone si sgonfi e gli tocchi andare a nuoto». Elegante, visto che si parla di sbarchi e naufragi. Malanchini, beffardo, risponde al fuoco da Facebook: «A Natale manderò un panettone ai giornalisti artefici delle mie fortune politiche. Il 75% degli spiranesi mi ha votato perché legge il Corriere :))) Chissà perché se la prendono così… Code di paglia???». Una battaglia navale interessante. Per chi, non si sa.

 

Consiglio comunale “movimendato” 
E Gori (non) si addormenta sul cuscino

notte in santa caterina

Movida in Consiglio comunale. Nel senso che la seduta di lunedì sera è stata piuttosto agitata. C’era da approvare il regolamento che impone il coprifuoco ai locali: giù le saracinesche a mezzanotte e mezza (più un’ora di bonus per chi fa il bravo). Cenerentola ringrazierà, la zucca arriverà mezz’ora più tardi. Ma la vicenda è tutt’altro che una favola. Borgo Santa Caterina è lacerato: da una parte i residenti che vogliono riposare, dall’altra gli esercenti che vogliono tenere aperto fino a tardi. Tutti scontenti, alla fine. «Vuol dire che abbiamo fatto una scelta equilibrata» ha commentato Gori. Gli esercenti lo hanno premiato con un cuscino: «Sogni d’oro, ma ci fai perdere il lavoro». Il sindaco farà fatica ad addormentarsi: l’estate sta iniziando, le polemiche pure.

 

Bossetti, un anno senza sapere la verità 
Che sia diversa da come la si immagina?

 

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Un anno di Bossetti. Il 16 giugno scorso il muratore di Mapello fu arrestato in un cantiere di Seriate con l’accusa più tremenda: sei stato tu ad ammazzare Yara Gambirasio, abbiamo il tuo dna. Dodici mesi dopo, mentre si prepara il processo (inizierà il 3 luglio), tutte le domande restano senza risposta. Nessuno ancora sa cosa sia accaduto quella maledetta sera del 26 novembre e perché. Non l’hanno saputo spiegare gli inquirenti, non sono riusciti a scoprirlo gli improvvisati “detective” dei salotti televisivi. Soprattutto, non l’ha spiegato lui, marito modello e gran lavoratore fino a un minuto prima dell’arresto. Semplicemente, perché dice di non saperne nulla. In un anno Bossetti non ha dato segni di cedimento. E pur di dimostrare la sua innocenza è disposto a rischiare l’ergastolo. In aula, forse, la verità emergerà. E chissà che non sia molto diversa da come tutti se la sono immaginata.

 

Tutti contro tutti in Val Seriana 
La polemica corre su due ruote

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La polemica romba in montagna. Dal 18 al 21 giugno si corre in Alta Val Seriana il Mondiale di Enduro. Benissimo, dice il sindaco di Rovetta Stefano Savoldelli, ci saranno ricadute economiche importanti. Gli ambientalisti insorgono, accusando i centauri di deturpare e mulattiere e di pregiudicare la sopravvivenza di interi habitat naturali. Il Moto club Bergamo, organizzatore, vede un tentativo di creare terrorismo mediatico. Tutti contro tutti, insomma. Come da copione. Peccato che la discussione, in questi casi, parta sempre a scoppio ritardato. Che il Mondiale fosse in calendario si sapeva da un bel pezzo. E dunque si poteva affrontare con largo anticipo la questione, magari trovando soluzioni condivise. Invece ognuno corre per sé, rischiando di perdere tutti.

 

Una pizza bergamasca (in teglia)
sbaraglia la concorrenza del mondo

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Il campione mondiale di pizza non è un napoletano, ma un bergamasco. Federico Visinoni, nato a Velletri ma figlio di Giuseppe, originario di Schilpario, ha sbaragliato la concorrenza con una pizza in teglia a base di mozzarella fiordilatte, tartufo nero, crema di ricotta, zucchine alla romanesca e carpaccio di manzo. Robusta e sostanziosa, non c’è che dire. Al confronto, polenta e osei è un piatto dietetico.

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