Bergamospia (si dice, non si dice)
L’ultimo atto del Sant’Alessandro

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Il Sant’Alessandro ammaina la bandiera 
Fusione con la Capitanio e nuovo preside

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Se non è un terremoto, poco ci manca. La Curia di Bergamo ha reso noto con un comunicato che il Consiglio di amministrazione dell’Opera sant’Alessandro ha deciso l’unificazione delle presidenze delle due principali scuole superiori dell’Opera: il collegio Sant’Alessandro e la Santa Bartolomea Capitanio. Nuovo dirigente sarà il professor Domenico Gualandris. I due attuali presidi, Lucio Sisana e Giovanni Quartini, assumeranno il ruolo di vicepresidi e torneranno in cattedra a insegnare. Il professor Quartini manterrà, alla Capitanio, la dirigenza di primaria e secondaria di primo grado.

Per i licei si tratta di una fusione o unificazione che – anche se i due soggetti manterranno in una prima fase gli indirizzi e le specificità attuali – nei fatti mette la parola fine alla storia delle due scuole, in vista della creazione di un nuovo soggetto educativo, più proiettato in una dimensione europea e internazionale. Una decisione sofferta, presa – afferma il comunicato – «dopo una approfondita analisi della situazione» gravata da «difficoltà economiche importanti».

Per decenni il Collegio Sant’Alessandro è stato la fucina di buona parte della classe dirigente della città. Negli ultimi anni però, complice anche la crisi, le iscrizioni sono drasticamente diminuite, come nel caso dei licei classico e musicale. Il Consiglio dell’Opera ha perciò valutato che proseguire con classi ridotte all’osso sarebbe stato controproducente sia sul piano didattico sia su quello dei conti. Un’avvisaglia delle gravi difficoltà dello storico collegio cittadino si era avuta alcune settimane fa quando il preside Sisana, infastidito da voci ricorrenti di una chiusura della scuola, aveva pubblicamente dichiarato che il Sant’Alessandro sarebbe continuato a esistere. Il comunicato stampa è firmato da monsignor Sergio Bertocchi, procuratore dell’Opera Sant’Alessandro, e dal rettore, don Luciano Manenti.

 

La penultima spiaggia dei nuovi profughi in arrivo
La prefettura: aprite le palestre delle scuole

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Hai voglia di mettere argini al Mediterraneo. I profughi arrivano sulle coste a migliaia e l’Italia se ne fa carico. «Per noi gli immigrati in mezzo al mare si salvano», ha detto il premier Renzi chiamando le regioni a una «soluzione condivisa», in attesa che l’Europa faccia la sua parte. Le regioni nicchiano o protestano, intanto però gli sbarchi continuano e la distribuzione dei “richiedenti asilo” prosegue in tutta Italia. A Bergamo ne sono arrivati 30 l’altra sera, assegnati senza far rumore alle strutture di accoglienza già esistenti. Altri 50 però bussano alla porta e il prefetto Francesca Ferrandino si danna l’anima per trovare loro una sistemazione. Una missione impossibile, visti i ripetuti no che piovono da ogni parte. No ai quali, negli ultimi giorni, pare si sia aggiunto anche quello della Chiesa: “Abbiamo fatto tutto il possibile, adesso entri in campo qualcun altro”, avrebbero fatto sapere dal Colle via Caritas. Qualcun altro chi? Le disponibilità sono pari a zero. E ognuno ha le sue buone o cattive ragioni. Prima di cedere alla prospettiva di una tendopoli, ecco allora affiorare un’idea da penultima spiaggia: utilizzare le palestre delle scuole fino al 15 agosto. La richiesta/imposizione della prefettura ai Comuni e alla Provincia è già partita. I primi paesi interessati dal provvedimento sono Filago, Presezzo e Romano.

 

E Filago, paese rimasto senza sindaco,
si becca da subito i primi trenta immigrati

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A proposito di palestre e scuole, ieri sera l’Asl ha effettuato un sopralluogo a Filago per verificare l’agibilità della palestra a ospitare qualche decina di profughi. Il Comune di Filago, poco più di 3mila abitanti, è commissariato perché alle recenti elezioni non è stato raggiunto il quorum necessario: l’unica lista a essersi presentata, “Obiettivi Comuni”, una civica di centrosinistra guidata da Claudio Terzi, era stata votata solo dal 44.8% degli aventi diritto. “Meglio l’arrivo di un commissario che un’amministrazione formata da persone non originarie di Filago”, diceva qualcuno, invitando a disertare le urne.

Il commissario è arrivato nella persona del vice prefetto Adriano Coretti. Il quale, volente o nolente, è stato il primo ad aver ricevuto dai superiori di via Tasso la direttiva di accogliere gli immigrati. A Filago, paese con tanti nodi irrisolti, primo fra tutti la questione dell’inceneritore, è dunque previsto per oggi l’arrivo di 30 profughi (se la palestra è in regola). Una decisione improvvisa, ma che in assenza di amministratori eletti, non troverà resistenze , almeno dal punto di vista istituzionale. “Il riferimento del commissario sarà lo Stato, non la cittadinanza”, aveva avvertito il segretario comunale Fabrizio Brambilla all’indomani delle elezioni andate a vuoto. Parole profetiche. La prossima volta gli abitanti ci penseranno due volte prima di disertare le urne.

 

Fiorine di Clusone, ci sono voluti cinquant’anni
ma adesso la chiesa ha il suo bel campanile

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Tirare in piedi un campanile non è una cosa di tutti i giorni. E soprattutto non è cosa dei nostri giorni. Eppure ieri alle Fiorine di Clusone il miracolo è avvenuto, con tanto di sospirone di sollievo da parte di una comunità che ha dovuto attendere la bellezza di 50 anni prima di veder innalzare la sua bella torre campanaria. Alle Fiorine la chiesa, dedicata a San Giuseppe artigiano, c’è dal ’66, ma fino ad ora ad avvertire i fedeli dell’inizio della Messa ci hanno sempre pensato tristi altoparlanti che riproducevano il suono delle campane. Ieri si è finalmente avverato – come ha detto il parroco don Vinicio Carminati – il sogno «a cui tantissimi hanno creduto e contribuito». Il campanile è alto 40 metri e composto di tre parti distinte, realizzate in metallo con una copertura grigia e bianca: è stato montato in men che non si dica. E lassù hanno cominciato a ondeggiare le cinque campane benedette nei giorni scorsi, quattro dedicate agli evangelisti e la quinta, ovviamente, al patrono San Giuseppe. In cima al campanile, come si conviene, una grande croce si innalza nel cielo clusonese. Inaugurazione il 18 luglio col vescovo Beschi.

 

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