Due fratelli di 16 e 17 anni
annegano nel lago d’Iseo

Tragedia nel lago a Tavernola, muoiono due fratelli
Due fratelli di origini pachistane sono annegati ieri, venerdì 16 agosto, nelle acque del lago d’Iseo a Tavernola. I due ragazzi vivevano ad Azzano San Paolo con i genitori e un terzo fratello, di 19 anni, che è stato salvato da un bagnante. Nessuno dei tre sapeva nuotare. La tragedia è avvenuta nel tardo pomeriggio sulla spiaggia «Rino» e tutto è avvenuto in pochi minuti: intorno alle 18, il diciassettenne è entrato in acqua ma non riuscendo a tornare a riva ha chiesto aiuto. Per soccorrerlo si è buttato il fratello di 16 anni, ma anche lui è andato subito in difficoltà, tanto che anche il terzo fratello, il diciannovenne, si è tuffato in acqua. Le persone a riva hanno subito capito la situazione e un bagnante è riuscito con un salvagente a portare in salvo il fratello maggiore, i due minorenni invece sono stati inghiottiti dalle acque. I volontari di Camunia Soccorso, con l’idroambulanza, li hanno recuperati in pochi minuti e portati fuori dall’acqua: erano a una quindicina di metri dalla riva e a tre di profondità. Due elicotteri del 118 li hanno poi trasferiti al «Papa Giovanni» di Bergamo e ai «Civili» di Brescia. Purtroppo però era troppo tardi.
Muore schiacciato mentre ripara un camion

Lorenzo Bano, ventinovenne di Cortenuova, è morto mercoledì 14 agosto in un incidente sul lavoro a Calcinate. La tragedia è avvenuta alle 15.30 in via Ninola, nell’area industriale del paese. Lorenzo Bano, dipendente della ditta GB Trasporti di Calcinate che gestisce l’officina di riparazione e manutenzione della Italtrans, stava cercando di riparare un «soffione» (cioè una sospensione pneumatica della motrice del camion in manutenzione) ed era proteso tra la ruota della motrice e il pianale. Improvvisamente è mancata la pressione che teneva sollevato il pianale, e il meccanico è stato schiacciato tra la ruota e il pianale stesso. Una morte terribile che ha sconvolto familiari, colleghi e amici di Lorenzo. Tanti i post su Facebook che lo ricordano come solare e sempre sorridente e con la sua grande passioni per le automobili. L’automezzo è stato sequestrato in attesa di sentire le testimonianze dei colleghi e verificare che siano state eseguite le procedure di sicurezza previste. La Gb Trasporti ha espresso la vicinanza alla famiglia di Lorenzo: «Siamo anzitutto profondamente addolorati per la tragedia avvenuta in officina e il nostro primo pensiero va alla vittima, un ragazzo operoso, sempre corretto e apprezzato nell’ambiente di lavoro per le sue doti professionali e umane. Nello stesso tempo ci stringiamo con affetto alla sua famiglia, che sta attraversando un momento terribile». Originario di Martinengo, Lorenzo si era trasferito a Cortenuova l’anno scorso e viveva in una villa di via Galeazze, nell’omonima frazione.

Quello di Lorenzo Bano è l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro che si è verificato quest’anno nella Bergamasca. Pochi giorni fa aveva perso la vita Alessandro Vezzoli, muratore di 28 anni di Romano di Lombardia. «Nel giro di pochi giorni la nostra provincia è stata segnata da infortuni gravi e mortali di giovani lavoratori – ha dichiarato Danilo Mazzola della Cisl di Bergamo. Le parole in un momento così drammatico sono sempre difficili da trovare. Penso che la vicinanza di tutto il sindacato bergamasco vada in primis ai familiari dei lavoratori coinvolti. Il lavoro è vita, realizzazione di sé stessi e sostentamento economico, non può essere che diventi lutto e dolore. È venuto il momento che la comunità bergamasca si attivi con determinazione perché il prezzo in vite che stiamo pagando non è più accettabile, e dietro un infortunio c’è sempre la mancanza di prevenzione e la corretta applicazione di procedure e norme».

 

Endine Gaiano, cade in un dirupo davanti al figlio

Patrizia Treviani, di 68 anni, è morta cadendo in un dirupo per 20 metri davanti al figlio.
La tragedia è avvenuta alle 16.15 di mercoledì 14 agosto sul Monte Torrezzo, zona Corna dei Fondi, nel comune di Endine Gaiano a 1076 metri di quota. Patrizia Treviani era originaria del paese, ma da anni risiedeva a Pavia. Madre e figlio ventisettenne stavano facendo un’escursione e stavano camminando su un sentiero abbastanza stretto quando la donna è scivolata, precipitando a valle e battendo malamente il capo. E’ stato il giovane ad allertare i soccorsi. Gli uomini del Soccorso alpino di Gazzaniga hanno recuperato il corpo della donna con il verricello. Il figlio, in stato di choc, è stato portato in salvo con l’elicottero.

 

Incendio al Papa Giovanni, una ragazza muore tra le fiamme

Squadre di vigili del fuoco di Bergamo e di Dalmine sono intervenute verso le 10 di martedì 13 agosto all’ospedale Papa Giovanni per un incendio che si è verificato al terzo piano della Torre 7. Una paziente di psichiatria, una ragazza di 19 anni, residente nella Bassa Bergamasca, è morta. Un testimone l’avrebbe vista avvolta dalle fiamme vicino al letto in cui era costretta. Tutta la torre è stata evacuata e i malati del reparto psichiatrico sono stati trasferiti negli ospedali di Treviglio, Leno e Alzano Lombardo. Alcune finestre del reparto sono state sfondate, forse dall’interno. Altri otto pazienti sono rimasti intossicati. Le fiamme sono state domate ma danni e disagi hanno riguardato, oltre al reparto di psichiatria, l’oncologia, la nefrologia, i sistemi informativi, i laboratori della Paolo Belli e le aule didattiche. Questo il comunicato diramato martedì dall’azienda ospedaliera: «Stamane poco dopo le 10 al terzo piano della torre 7, nel reparto di psichiatria, si è sviluppato un incendio per cause ancora da accertare. Il personale medico e infermieristico ha immediatamente evacuato 67 pazienti del reparto e di quelli adiacentiPurtroppo non è stato possibile raggiungere una paziente, la cui camera di degenza è stata completamente invasa dal denso fumo e delle fiamme, che si sono sviluppate in pochi istanti. Quando i vigili del fuoco l’hanno raggiunta era troppo tardi e hanno potuto solo constatarne il decesso. La Direzione e tutto il personale sono profondamente scossi e addolorati da quanto è accaduto. Un’indagine interna è già stata avviata, offrendo massima collaborazione agli inquirenti». La ragazza morta tra le fiamme, mamma brasiliana e papà italiano, avrebbe compiuto 20 anni a ottobre. Era ricoverata in Psichiatria dall’8 agosto e avrebbe provocato lei l’incendio. Quando gli infermieri del reparto, scattato l’allarme antincendio, hanno cercato di entrare nella sua camera, chiusa a chiave per sicurezza, si sono trovati davanti «un muro di fumo e nonostante l’uso dell’estintore non è stato possibile raggiungerla. Hanno tentato diverse volte, anche con gli addetti della squadra antincendio, senza purtroppo riuscire». In ospedale sono arrivati gli agenti della questura, i carabinieri e la Polizia locale. Le indagini, coordinate dal pm Letizia Ruggeri, sono affidate alla squadra Mobile. Non sono stati trovati inneschi, ma le operazioni sono difficili perché all’interno è tutto carbonizzato. Una prima ipotesi è che sia stata la diciannovenne a dare fuoco con un accendino. Al momento l’ipotesi di reato che si potrebbe profilare è quella dell’omicidio colposo contro ignoti.

 

Addio a Carlo Vimercati, presidente della Comunità Bergamasca

Carlo Vimercati, “Charlie” per molti dei suoi amici e conoscenti, presidente della Fondazione delle Comunità Bergamasche, è morto martedì mattina all’ospedale di Bergamo. Domenica scorsa, intorno alle 12.30, un’embolia polmonare gli aveva provocato un doppio arresto cardiaco. Per due giorni il suo forte fisico ha retto ancora, ma ormai le speranze di salvarlo erano ridotte al lumicino. Un’ultima estrema battaglia dopo quella vinta negli ultimi tre anni fa contro un cancro devastante al quale aveva reagito con incredibile forza e volontà di vivere. Vimercati aveva 63 anni ed era molto noto in Bergamasca: per anni era stato il punto di riferimento della Fondazione Cariplo – fece parte a lungo del consiglio d’amministrazione -. Nel 2000 diede vita alla Fondazione della Comunità Bergamasca di cui era l’anima, oltre che il presidente. Sono centinaia le opere e le istituzioni del territorio che devono molto a lui, in particolare le associazioni, le parrocchie e le imprese del Terzo settore. «Il nostro sogno è quello di una comunità nella quale ciascuno partecipa al bene comune», aveva fatto scrivere nella mission dell’ente.
Carlo Vimercati era nato e cresciuto a Veduggio, in provincia di Monza, “vicino alla chiesa”, come amava ripetere. Si era poi trasferito a Presezzo dove il padre aveva aperto un’azienda, mantenendo tuttavia un forte legame con la Brianza. Laureato in lettere alla Cattolica, dopo i primi anni di insegnamento aveva cominciato a occuparsi del mondo del volontariato. Gli incontri determinanti nella sua vita furono quelli con don Luigi Giussani, il padre di Comunione e Liberazione, e quello con Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, col quale iniziò un lungo percorso in favore dei deboli. Vimercati più volte ha guidato la Consulta Nazionale dei Comitati di gestione dei fondi speciali per il volontariato e fino agli ultimi giorni si è battuto per sviluppare la cultura della donazione e della generosità. Il sindaco Giorgio Gori ha ricordato Vimercati con queste parole: “Ricordo con affetto Carlo Vimercati, col quale ho condiviso in questi anni numerosi progetti legati alla promozione del Terzo Settore. Sotto la sua guida la Fondazione della Comunità bergamasca è stata in questi anni un efficace strumento di innovazione sociale, protagonista nell’evoluzione del welfare nel nostro territorio. Ricordo in particolare, con gratitudine, la sua collaborazione per l’assegnazione a Bergamo delle Erogazioni emblematiche di Fondazione Cariplo, che insieme proponemmo di indirizzare in larga misura alla ristrutturazione del Teatro Donizetti, con ciò contribuendo a rendere fattibile quello che fino ad allora era parso solo un sogno di difficile realizzazione”.

 

Travolta in centro, trentenne in gravi condizioni

Travolta mentre attraversava il viale all’altezza del passaggio della Torre dei Caduti una donna trentenne è ricoverata in gravi condizioni. La donna è stata investita in pieno da una Toyota che viaggiava verso Città Alta ed è stata sbalzata a una decina di metri di distanza. Il 118 ha inviato sul posto un’ambulanza della Croce rossa, il cui personale ha intubato la ferita e poi l’ha portata al Papa Giovanni in codice rosso.

 

I funerali di Luca e Matteo a Borgo Palazzo

Si sono tenuti lunedì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Sant’Anna in Borgo Palazzo i funerali di Luca Carissimi e Matteo Ferrari, i due ragazzi morti nell’incidente nella notte fra sabato e domenica ad Azzano. A dare loro l’ultimo saluto oltre un migliaio di persone, che hanno stipato la chiesa già un’ora prima della cerimonia, prevista per le 15. Tantissimi gli amici che sull’ingresso della chiesa hanno appoggiato grandi bacheche con messaggi e fotografie di momenti felici dei due ragazzi. «Vedo questi giovani – ha detto a L’Eco di Bergamo il parroco di Borgo Palazzo, don Eliseo Pasinelli – che di fronte a un fatto così drammatico stanno dando la risposta giusta: quella che viene dall’insegnamento del Signore, della chiesa e dell’oratorio». Per tutta la settimana, gli amici di Luca e Matteo hanno continuato a vegliare le loro salme in silenzio e con compostezza, prima all’ospedale, poi in Borgo Palazzo, quartiere nel quale i due ragazzi erano cresciuti e vivevano. Un grandissimo abbraccio collettivo, che ha coinvolto l’intera città. Al funerale erano presenti anche il sindaco Gori con la fascia tricolore e i soccorritori intervenuti dopo il terribile incidente. Sui feretri, un mazzo di rose bianche e la maglia dell’Olimpia, la squadra di calcio dove Luca e Matteo hanno giocato assieme e si sono conosciuti. «È un momento di fede – ha detto don Pasinelli nell’omelia -. Ho chiesto al Signore di aiutarmi a scrivere un messaggio da parte di Luca e Matteo: “Cari familiari abbiamo vissuto sbagliando e imparando. Sapeste quanto è bello essere qui. Abbiamo bisogno che voi preghiate. Abbiamo capito quanto è bello amare. Che gioia vedere Dio e ancora i nostri occhi hanno bisogno di essere purificati per vederlo meglio. Amici, grazie, senza di voi non potevamo vivere. Da qui vediamo tutto quello che fate e abbiamo ancora bisogno di vostri bei gesti. Non smettete di essere generosi e sinceri. Grazie a voi genitori che avete dato bei messaggi, avete detto quello che avevate nel cuore. Familiari non piangete, il vostro cuore nel dolore e il nostro soffre se voi soffrite. Vogliamo dire a tutti di aprire il cuore e fare del bene anche a chi non l’ha fatto”». Luca Carissimi e Matteo Ferrari sono morti a poche ore di distanza, tamponati sulla loro Vespa da una Mini Cooper guidata dal trentatreenne Matteo Scapin, ora agli arresti domiciliari accusato di omicidio stradale aggravato da guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. Erano appena usciti dalla discoteca Setai di Orio al Serio.

 

Ingegnere della Tenaris muore in Sicilia travolto da un’auto

Francesco Capodilupo, 38 anni, originario di Avellino ma residente a Bergamo è morto in un incidente stradale a Terrasini, nei pressi di Palermo. Capodilupo, ingegnere della Tenaris, era in vacanza in Sicilia con la moglie. La moto sulla quale viaggiavano è stata coinvolta in un terribile scontro con una vettura, sulla quale c’erano sei persone, nei pressi di un passaggio a livello. Francesco Capodilupo, trasportato d’urgenza con l’elicottero all’ospedale civico di Palermo è deceduto poche ore dopo; la moglie, Valentina Michelli, 33 anni, insegnante, è in gravissime condizioni. Francesco e Valentina si erano sposati due anni fa, a Paestum, e avevano appena comprato casa a Bergamo nella zona di Celadina. Erano in vacanza in Sicilia per la settimana di Ferragosto. Valentina è originaria proprio di Terrasini. Le indagini sono in corso ma dalle prime ricostruzioni sembra che l’automobile, superando il passaggio a livello, abbia preso un dosso e il conducente abbia perso il controllo, invadendo la carreggiata opposta. Feriti, anche se in modo meno grave, anche i sei occupanti dell’auto, tra i quali una donna incinta finita all’ospedale civico di Partinico con diverse fratture, e un bimbo di pochi mesi, ricoverato all’Ospedale dei Bambini di Palermo. Il conducente dell’auto è indagato per omicidio stradale.

 

Autista perde il controllo del pulmino: 7 feriti

Stavano tornando dalle vacanze al mare, organizzate dall’Unità pastorale di Roetta. Due i mezzi interessati: un pullman con 70 ragazzi e un pulmino con cinque ragazzi e due volontari autisti, tutti maggiorenni. All’altezza di Imola, intorno alle 16, improvvisamente il mezzo ha sbandato e si è ribaltato. Non sono stati coinvolti altri veicoli. Gli occupanti del pulmino più giovani sono tutti di Rovetta. Fortunatamente non hanno avuto gravi danni, solo tanto spavento. Per l’autista di Songavazzo, invece, le condizioni sono più serie, ed è ricoverato a Cesena. Il pullman con i 70 ragazzi  ha fatto ritorno intorno alle 19,30.

 

Due fratelli rischiano di annegare nel canale

Stavano trascorrendo la domenica in riva al canale scolmatore che collega l’Adda al canale Muzza a Cassano d’Adda. Uno dei due fratelli salvadoregni decide di fare il bagno, ma appena entrato ha accusato un malore. Il fratello, accortosene, si è subito tuffato in soccorso, ma ha dovuto fare i conti con la forte corrente del canale, non è riuscito a stare a galla ed è andato a fondo. Alla fine sono stati entrambi tratti in salvo da alcune persone che hanno assistito alla scena. Il fratello di 26 anni, il primo ad essere entrato, se l’è cavata con un grande spavento, mentre il fratello soccorritore, che è rimasto sul fondo dell’aqua per alcuni minuti, è stato ricoverato in gravi condizioni al San Raffaele di Milano.

 

Successo ad Almenno per l’università della caccia

La tradizionale sagra degli uccelli, che ogni anno si svolge al parco Sant’Uberto di Almenno San Salvatore ha visto la partecipazione di una gran folla. Sono state 10 mila le persone accorse sin dall’alba per ammirare gli esemplari dei vari tordi sasselli e bottacci in mostra e curiosare tra i 120 espositori. L’85.a edizione ha visto la nività di quest’anno, quella della riapertura dei roccoli, chiusi da qualche anno. Curiosa e affascinante come sempre anche la gara di chioccolo a bocca libera o con fischietto e, tra le più amate, anche la mostra del cane da caccia. Non sono mancate manifestazioni di disturbo da parte di alcuni ambientalisti, allontanati dalla Polizia poco prima di mezzogiorno.

 

Idranti rotti a Cisano, ragazzi si confessano al sindaco

Dopo la segnalazione del sindaco di Cisano Andrea Previtali, che ha lanciato il monito sui social, postando anche alcune foto dei vandalismi commessi contro gli idranti dell’aditorium, ecco che i responsabili del brutto gesto si sono fatti vivi. Erano già stati catturati dalle telecamere di videosorveglianza. E’ stato lo stesso sindaco a darne notizia sulla pagina Facebook. Ora, come già accaduto in precedenza per altre situazioni, ai ragazzi autori del vandalismo, toccherà fare alcuni lavori socialmente utili.

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