Attacchi di panico, riconoscerli
e come riuscire a sconfiggerli

In Italia le persone che soffrono di attacchi di panico e ansia sono sempre più numerose e la percentuale è in continuo aumento. Il tempismo e la voglia di guarire sono gli elementi necessari per sconfiggere questo disturbo d’ansia. Sottovalutare la situazione, procrastinare l’appuntamento con uno psicologo/psicoterapeuta specializzato, non fa altro che intrappolare il soggetto affetto da attacchi di panico in un limbo di paura e ansia costante che rende la vita difficile, se non impossibile. In questi casi basta un semplice consulto online su siti specializzati e autorevoli, come www.psicologi-italia.it o altri portali di settore, per trovare lo psicologo adatto e cominciare un percorso di psicoterapia.

Cosa sono gli attacchi di panico? Vengono definiti come brevi episodi di ansia intollerabile che possono durare 20 minuti al massimo. I sentimenti tipici sono apprensione, paura o terrore. La persona è pervasa da un senso di catastrofe imminente e ha spiccate manifestazioni neurovegetative. In alcuni casi possono verificarsi anche esperienze di depersonalizzazione (la sensazione di essere distaccati dal proprio corpo o dai processi mentali) e derealizzazione (non appartenenza alla realtà). La loro manifestazione è improvvisa, potremmo dire che arrivano come fulmini a ciel sereno. Ed è proprio questa caratteristica che innesca nel soggetto un senso di paura costante; in realtà però dietro un attacco di panico c’è sempre un fattore scatenante, che soltanto la terapia è in grado di riconoscere. In Lombardia vi sono molti psicologi esperti, come il dott. Luigi Scandella di Bergamo, specializzati proprio nel trattamento di attacchi di panico.

Quali sono i sintomi degli attacchi di panico? I sintomi tipici degli attacchi di panico sono molteplici, non è necessario per la diagnosi che si presentino tutti. I più comuni sono:

  • Palpitazioni, tachicardia
  • Capogiri e vertigini
  • Tremori o scatti
  • Sudorazione
  • Brividi/vampate di calore
  • Difficoltà respiratoria: dispnea e sensazione di soffocamento
  • Nausea o disturbi addominali
  • Dolori o fastidi al petto
  • Derealizzazione/depersonalizzazione
  • Parestesie (alterazione della sensibilità agli arti o di altre parti del corpo, il più noto formicolio)

A questi sintomi fisici si accompagnano una serie di sensazioni:

  • la paura di morire
  • la paura di perdere il controllo
  • la paura di impazzire
  • il timore che stia accadendo qualcosa di terribile
  • la paura di un nuovo attacco

Il paziente affetto da attacchi di panico soffre spesso anche di agorafobia e depressione secondaria. Nel primo caso, l’ansia si manifesta in luoghi o situazioni nei quali risulta difficile gestire l’attacco di panico: uscire da soli, guidare nel traffico, essere in luoghi affollati. L’evitare tutte queste situazioni diventa la risposta al disturbo, l’individuo sviluppa un senso di dipendenza dagli altri da cui consegue una forte frustrazione che spesso conduce a una depressione secondaria.

La diagnosi degli attacchi di panico. Il DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) stabilisce che per essere diagnosticato il disturbo da panico devono presentarsi le seguenti caratteristiche:

  • presenza di attacchi di panico inaspettati e ricorrenti, dei quali almeno uno è seguito da un mese di preoccupazione persistente di avere altri attacchi; preoccupazione relativa alle conseguenze dell’attacco (morire, impazzire, perdere il controllo); alterazione significativa del comportamento correlata agli attacchi di panico.
  • presenza o assenza di Agorafobia
  • gli attacchi di panico non devono essere causati dall’utilizzo di sostanze come droga o alcol o da una condizione medica generale, come ad esempio l’ipertiroidismo
  • gli attacchi di panico non devono essere conseguenza o giustificazione di altri disturbi mentali, come la Fobia sociale

La cura per gli attacchi di panico. Tra i numerosi approcci terapeutici, stando agli studi condotti circa l’80% delle persone si libera dagli attacchi di panico grazie alla terapia cognitivo comportamentale. Gli obiettivi che quest’ultima mira a raggiungere sono: identificare e sconfiggere le fonti di stress; aumentare i livelli di tolleranza all’ansia/disagio e diminuire le sensazioni fisiche e mentali tipiche dell’attacco di panico; far sì che il soggetto riesca ad avere un’interpretazione lucida della realtà e abbandoni la sensazione di catastrofe imminente collegata ai suoi stati fisici o mentali; dare una spiegazione alternativa realistica dei sintomi che causano paura o angoscia; sconfiggere l’evitare le situazioni critiche come risposta al disturbo. In pratica, con gli strumenti forniti dalla terapia cognitivo comportamentale il paziente riuscirà:

  • a comprendere che i sintomi provati sono soltanto conseguenza dell’ansia e non sono pericolosi per la sua vita
  • a imparare ad affrontare i sintomi tipici senza ricorrere all’evitamento o alla fuga
  • a realizzare che l’ansia e i sintomi degli attacchi di panico sono frutto di convinzioni errate (spesso catastrofiche) e con l’aiuto del terapeuta riuscirà a trovare risposte alternative
  • nei casi di agorafobia attraverso l’esposizione in vivo il paziente impara a gestire le situazioni che in precedenza temeva ed evitava, riducendo via via i livelli di panico
  • a prevenire le ricadute: il terapeuta insieme al paziente elabora una guida nella quale sono annotate le cause del panico, i fattori di mantenimento e soprattutto i modi utilizzati per superare il problema.

Se soffri di attacchi di panico, comincia subito la terapia. Ora sta a te fare la mossa più importante.

Informazione Pubblicitaria