Il dossier sui massoni inglesi
che riscrive due secoli di storia

I libri di storia che raccontano la storia del Regno Unito dai primi anni del XVIII secolo alla prima metà del ‘900 potrebbero presto dover essere riscritti. Merito (o colpa) di un fitto dossier segreto che è stato reso pubblico dal sito di genealogia Ancestry e che riporta il nome di oltre due milioni di persone che fecero parte della massoneria britannica dal 1733 al 1923. L’archivio testimonia la penetrazione dell’associazione nella società inglese e rivela un ampio coinvolgimento massonico in tante vicende storiche. Come riporta il Daily Mail, in questa lista compaiono nomi anche di reali, primi ministri, giudici, militari, notabili e vescovi, tanto che si ritiene che il documento possa portare a una forte revisione della storia inglese di quei 200 anni.

 

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Il processo Titanic. Il coinvolgimento massonico nella storia britannica sarebbe dimostrato dal caso Titanic. Nel famigerato disastro che portò all’affondamento della “inaffondabile” imbarcazione morirono ben 1.500 persone, eppure, nonostante le evidenti responsabilità dell’armatore e del capitano della nave, nessuno fu mai condannato. Secondo il Telegraph, il documento massonico proverebbe il legame tra le persone coinvolte nel disastro del Titanic e i giudici del processo che ne seguì. Poco dopo l’affondamento, un’indagine del senato americano aveva infatti puntato il dito contro il British Board of Trade (l’ufficio del commercio inglese) per omesso controllo sul numero di scialuppe imbarcate sul Titanic, ma durante il processo, svoltosi in Inghilterra sotto la guida di Lord Mersey, il Board fu ritenuto non responsabile. La cosa strana è che sia Mersey che Sydney Buxton, all’epoca presidente del Board of Trade, erano membri della massoneria. E anche due dei periti assunti dall’autorità giudiziaria per il processo, cioè John Harvard Bile, specialista in architettura navale, e Edward Chaston, ingegnere, scopriamo oggi che erano massoni.

Insomma, grazie a questo documento, il cui valore storico è inestimabile, scopriamo tutte le ombre di un processo che già all’epoca causò molte critiche, come ricorda l’esperto Nic Compton, che parla da tempo di vero e proprio processo farsa: «Molti dei responsabili furono prosciolti e solo tre passeggeri furono chiamati a testimoniare, ed erano tutti ospiti di prima classe». Ma c’è di più: anche Lord Pirrie, presidente dei cantieri Harland & Wolff di Belfast dove il Titanic venne costruito e direttore della White Star company, armatore del transatlantico, compare nella lista massonica recentemente pubblicata. Un vero e proprio “inciucio” insomma.

 

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Da Churchill a Jack lo Squartatore. Che la storia britannica fosse strettamente legata a personaggi che avevano una certa familiarità con compasso e cazzuola non è una novità: lo stesso Daily Mail dà per assodato che personalità di spicco del Regno Unito quali Sir Winston Churchill, Oscar Wilde, Lord Kitchener, Rudyard Kipling e Edoardo VIII fossero massoni. Ma nel documento recentemente reso pubblico ci sarebbero anche i nomi di moltissime persone comuni, ai più sconosciute ma che invece, nell’epoca in cui vissero, ricoprivano incarichi importanti. Lo riporta il Telegraph, precisando che nella lista, i cui originali sono conservati presso il quartier generale della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, ci sono i nomi di 5.500 poliziotti, 170 giudici, 169 parlamentari, 16 vescovi e un principe indiano.

A Scotland Yard, ad esempio, due dei massoni più convinti pare che fossero il capo della Polizia metropolitana di Londra e l’ispettore capo Donald Swanson, entrambi alla guida delle indagini su Jack the Ripper, alias Jack lo Squartatore. E se vi state chiedendo il motivo per cui il serial killer più famoso della storia non fu mai catturato, la risposta potrebbe essere semplice: anche Jack lo Squartatore era un massone. Lo afferma Bruce Robinson, regista di Shakespeare a colazione, il quale nel suo ultimo libro scrive che il vero nome dell’assassino di White Chapel sarebbe Michael Maybrick e che tutti i suoi omicidi sarebbero stati accompagnati da simboli massonici. Guarda caso Michael Maybrick è anche uno dei nomi della lista recentemente pubblicata.

 

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La massoneria, una potenza. Se veramente dietro a molti fatti e misteri della storia del Regno Unito ci fosse la longa manus della massoneria, è lecito domandarsi il motivo per cui la Gran Loggia Unita d’Inghilterra (UGLE) ha dato il via libera alla desecretazione dei documenti. Dalla UGLE fanno sapere che questo atto fa parte di una serie d’iniziative che la massoneria sta mettendo in campo per cercare di smentire le teorie cospiratorie che la coinvolgono. Obiettivo non proprio riuscito (per ora) visto che sono due dei più importanti e affidabili quotidiani inglesi, il Telegraph e il Daily Mail, a collegare i nomi presenti nella lista ad alcuni dei fatti più rilevati della storia britannica.

Del resto, la Gran Loggia Unita d’Inghilterra è forse la loggia massonica più importante e grande al mondo: conta circa 250mila membri, tra cui anche il Duca e il Principe di Kent. Le collegate logge di Scozia e Irlanda contano invece circa 150mila membri, mentre ben due milioni sarebbero i massoni attualmente membri della loggia statunitense. Al mondo si stima che ci siano circa 6 milioni di persone facenti parte della massoneria. Un movimento segreto ma potentissimo quindi, che da sempre suscita curiosità e porta a immaginare lati oscuri della storia, passata e contemporanea. Il motivo lo spiega bene un altro articolo del Telegraph, pubblicato nel 1995: «Nonostante la massoneria giudichi un proprio irrinunciabile dovere quello di caldeggiare elevati livelli di moralità tra gli adepti, non sorprende che l’alone di segretezza che aleggia attorno a strette di mano, segni e codici speciali di riconoscimento, ingeneri sospetti di influenza malevola dell’ordine, più che di un suo benefico operare. Perché ricorrere a tali artifici, se non per celare la verità? Perché celare, se non vi fosse ragione di farlo?».

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