Separazioni, meno tasse sulla casa
rimasta a uno dei due coniugi

Ci sono novità importanti in tema di abitazione per i coniugi separati. L’Agenzia delle Entrate ha stabilito delle agevolazioni in tema “prima casa” nell’ipotesi di separazione coniugale, con assegnazione della casa familiare all’uno o all’altro. Ne parliamo con Laura Adele Feltri, agente immobiliare, titolare di Casafeltri di Bergamo, che da diversi anni è docente di legislazione presso la Camera di Commercio.

L’assegnazione e la divisione della casa di famiglia resta sempre un’incognita in caso di separazione?

«No, ci sono stati degli importanti cambiamenti. Innanzitutto la legge ha tenuto finalmente conto del momento delicato che vivono marito e moglie nel momento in cui hanno deciso di dividersi, anche se in maniera consensuale. Per la verità, già da anni il coniuge a cui viene intestata la casa di famiglia paga solo l’onorario notarile, senza nessuna tassa aggiuntiva. E questo è un risparmio di denaro in un momento delicato».

Ma adesso si è fatto un ulteriore passo avanti.

«Sì, decisamente. La nuova legge introduce due nuove possibilità (Risoluzione AEn.80/E del 9 Settembre 2019)».

Quali sono?

«La prima riconosce che la cessione della casa di famiglia a terzi, anche se avvenuta prima della scadenza dei cinque anni dall’acquisto, non comporta la decadenza dei benefici prima casa. In parole semplici, se una moglie (o un marito), alla quale è rimasta la casa di famiglia, non riesce a mantenere l’appartamento e decide di venderlo anche prima della scadenza dei cinque anni, non dovrà restituire le agevolazioni di cui ha usufruito».

E la seconda?

«La seconda possibilità riconosce la portata ampia e generale dell’esenzione da imposta (ex art.19 Legge 74/87) anche a questa nuova cessione a terzi».

Quindi cosa succede d’ora in avanti?

«Il primo punto è molto importante perché non costringe più il coniuge che ha ceduto la sua metà della casa di famiglia a dover ricomprare entro un anno un altro immobile, pena la perdita dei benefici prima casa (e quindi il pagamento delle tasse abbuonate da parte dello Stato con l’acquisto prima casa). Il secondo punto permette al coniuge che è divenuto proprietario di poter vendere l’immobile a terzi, che – sempre come prima casa – non dovranno pagare tasse ma solo l’onorario notarile e oneri minori riconosciuti per legge».

Per lei cosa cambia come agente immobiliare?

«La gioia di non vedere, di solito i padri, costretti entro un anno a comprare piccole abitazioni pur di non perdere i benefici prima casa. Credo che subito dopo la separazione sarebbe più idoneo abitare in un immobile in affitto, per meglio metabolizzare questo delicato passaggio».

Sarà felice anche chi compra la casa di una persona separata.

«Sarà molto felice, perché il giudice nell’ottica di mettere al riparo nel più breve tempo possibile la situazione di separazione, ha stabilito di non far pagare l’imposta di bollo né di registro, ma solo l’onorario notarile. Per noi agenti immobiliari vuol dire vendite più veloci con un più largo target di clientela. Un vantaggio notevole sia per il venditore, che per l’acquirente e per noi agenti immobiliari».

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