Amazon boicotta alcuni editori
E gli scrittori si ribellano

Amazon, il colosso delle vendite online di libri, è accusato di boicottaggio. Il gigante americano dell’e-commerce è incolpato di fare pressioni su alcuni editori, allungando i tempi di consegna, impedendo ai clienti di ordinare alcuni libri o addirittura sconsigliandone la prenotazione. Amazon è nata vendendo libri ed oggi nell’editoria ricopre una posizione monopolista che spesso le permette di dettare alle case editrici condizioni spesso reputate inaccettabili. Quando queste condizioni non vengono accettate, Amazon adotta politiche scorrette.
Il mercato dell’editoria on-line è molto importante ed è studiato con grandissima attenzione da chi vuole investire e rimanere protagonista nel mondo delle pubblicazioni. Basti pensare che nel 2013, per la prima volta nella storia, le entrate provenienti dalle vendite online dei libri sono state pari a 7,5 miliardi di dollari, superando quelle cartacee,  pari a 7,1 miliardi di dollari.

Gli scrittori contro Amazon. Il conflitto tra case editrici e Amazon è ritornato a far parlare di sé per via di una Lettera aperta ai lettori scritta dal popolare autore di techno thriller Douglas Preston e firmata da una sessantina di altri scrittori (famosi e non). Tra i nomi più celebri compaiono quelli di Paul Auster, David Baldacci, John Grisham, Stephen King, Jonathan Littell e Donna Tartt. «Molti di noi hanno appoggiato Amazon fin da quando era una semplice e combattiva start-up, i nostri libri le hanno fatto guadagnare milioni di dollari e le hanno permesso di diventare quello che è oggi, una delle più grandi aziende del mondo», scrivono le grandi firme, aggiungendo che «senza prendere posizione nella disputa contrattuale tra Amazon e Hachette, chiediamo ad Amazon di porre fine al boicottaggio di quegli stessi autori su cui ha costruito il suo business».

 

 

La lite tra Amazon e la casa editrice Hachette. In America, tra Amazon e Hachette Book Group è guerra aperta. Il gigante di Seattle, stando alla casa editrice, avrebbe deliberatamente causato dei ritardi nelle consegne dei libri Hachette, non consentendo ai clienti di effettuare dei pre-ordini sui titoli in uscita dell’editore. Così è accaduto per il libro dal titolo The Silkworm (in italiano, Il baco da seta) di J.K. Rowling, che verrà pubblicato a giugno sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith. Queste scorrettezze da parte di Amazon rischiano di danneggiare pesantemente la casa editrice Hachette, dato che i pre-ordini influenzano le vendite e costituiscono uno strumento essenziale per dare ai libri in uscita la possibilità di essere inseriti nella lista dei best-sellers.
Spiega il Foglio:

Hachette ha deciso di combattere Amazon con le armi del mercato, ha mobilitato i suoi autori, danneggiati dalla strategia di Amazon, ha promosso nuove modalità di acquisto dei libri. Martedì Hachette ha acquisito il Perseus Books Group, casa editrice specializzata in pubblicazioni tecniche, e secondo il New York Times è l’inizio del contrattacco ad Amazon: Hachette vuole diventare così grande e importante che per Amazon la strategia di boicottaggio sistematico diventerà non più sopportabile.

Lo scontro tra Amazon e l’editore Bonnier. In Germania, lo scontro coinvolge l’editore Bonnier, uno dei principali gruppi tedeschi. Amazon pretende maggiori quote di profitto dalle vendite degli ebook di questa casa editrice. Fino ad oggi, a Bonnier spetta il 70 percento sul totale dell’acquisto, mentre Amazon vorrebbe dividere in parti uguali, cosa che già accade per le vendite dei libri cartacei. Al rifiuto della casa editrice, il guru dell’ecommerce ha riposto con lo stesse metodo usato per il conflitto americano: ritardi nelle consegne, libri all’improvviso non più disponibili, prenotazioni bloccate. Ma in Germania le cose sono andate diversamente: Bonnier ha chiesto aiuto al governo di Berlino. La Börsenverein, l’associazione degli editori tedeschi, ha presentato all’autorità antitrust del governo federale una denuncia in cui lamenta il monopolio di Amazon sull’editoria e i metodi poco ortodossi utilizzati da questa azienda. Amazon ha smentito le accuse. Ma, intanto, il governo tedesco ha aperto un’indagine che potrà durare lunghi mesi.

Che cos’è Amazon. Amazon è un’azienda di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle (Usa). È stata tra le prime grandi imprese a vendere merci su internet. Fondata con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos nel 1994 e lanciata nel 1995, Amazon.com iniziò come libreria online, ma presto allargò la gamma dei prodotti venduti a dvd, cd musicali, software, videogiochi, prodotti elettronici, abbigliamento, mobilia, cibo, giocattoli e altro ancora. Amazon ha creato poi altri siti in Canada, Regno Unito, germani, Austria, Francia, Italia, Spagna, Cina, Giappone e India, spedendo i suoi prodotti in tutto il mondo. Durante il primo trimestre del 2014, Amazon ha registrato un utile netto di 108 milioni di dollari, un significativo aumento rispetto agli 82 milioni di dollari incassati nello stesso periodo dell’anno scorso.