Stadio Atleti Azzurri d’Italia addio
Dopo i lavori sarà Gewiss Arena

La voce circolava da tempo negli ambienti della Bergamo che conta, a livello economico e industriale. Che il nuovo stadio avesse bisogno di una sponsorizzazione forte, a partire dal nome, era scontato dopo la cessione dell’impianto all’Atalanta, che ne ha progettato la rinascita mettendo sul piatto 35 milioni di euro. Un grande privato legato all’attuale rinascita della città, con un forte interessamento nel mondo dell’edilizia e delle costruzioni. Ma di fronte all’ipotesi Gewiss, una delle pochissime praticabili, non è mai stata data l’ufficialità. Che ancora non c’è. Ma dopo l’articolo di oggi su L’Eco di Bergamo non arrivano smentite, anzi, società sportiva e gruppo industriale si stanno organizzando per dare adeguata presentazione a quello che ormai è conclamato.

 

 

Non c’erano alternative. L’Atalanta non è la Juventus. Non ha la stessa ribalta mediatica, ovvio. Quindi di colossi internazionali interessati a una sponsorizzazione di questo tipo non se ne sono mai visti all’orizzonte. Niente Allianz. Né Emirates, come è accaduto per l’Arsenal sotto una pioggia di sterline. Serviva un grosso nome locale con interessi in tutto il mondo, come Gewiss appunto, visto che Italcementi ormai di locale ha ben poco e che la Brembo è impegnata su tutt’altro fronte sportivo, quello dei motori. Ubi già fa molto. Inoltre Domenico Bosatelli e il Gruppo Percassi stanno collaborando in vari progetti, quindi il matrimonio è stato anticipato da parecchi fidanzamenti.

La battuta di Uva. Michele Uva, vicepresidente dell’Uefa e direttore generale della Figc, a novembre, nel salone d’onore del Coni al Foro Italico di Roma, fece una battuta che non era mica tanto una battuta, ma rispecchiava la realtà: «Il nuovo stadio di Bergamo dovrebbe chiamarsi Gagliardini, perché l’Atalanta reinveste nello stadio le plusvalenze di mercato e questo significa lungimiranza e intelligenza».

E i grandi personaggi nerazzurri? Se il mercato non ammette alternative per il nome dell’arena, nulla impedisce di preservare la memoria dei grandi personaggi della storia nerazzurra nei singoli settori. La Nord porta già il nome dell’indimenticabile Chicco Pisani, la Sud di Piermario Morosini, la tribuna di viale Giulio Cesare è passata a Ubi dopo anni di Creberg. Il cuore dice che qualcosa bisognerà fare anche per Cesare e Achille Bortolotti. Nonché Emiliano Mondonico.

E i lavori? Alla fine del prossimo campionato, maggio 2019, apriranno i cantieri della Pisani. A livello progettuale si sta lavorando alla soluzione di problemi come l’illuminazione e la sicurezza. Nel primo capitolo, l’apporto di Gewiss è decisivo. Dal punto di vista burocratico, c’è stato il passaggio nella seduta plenaria delle Commissioni Urbanistica ed Edilizia del Comune di Bergamo. Ora non resta che aspettare che la meraviglia progettata progettata dallo studio De8 prenda forma.

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