Albina, Antonia e la raccolta firme
per dire basta al traffico di Mozzo

Le rivoluzioni partono sempre dal basso, come Greta Thunberg che con il suo cartello ha stazionato in piazza per settimane, in solitaria, per l’ambiente. Non hanno più l’età adolescenziale della ragazza svedese, ma un po’ più di esperienza le due signore di Mozzo, Albina e Antonia, che hanno preso carta e penna elettroniche e steso una raccolta firme contro l’inquinamento in via Piatti. Passionarie? No, solo donne che ogni giorno, sabato e domenica comprese, devono fare i conti con l’inquinamento dato dalle code in via Piatti. «Ogni mattina fino alle 10 non possiamo aprire le camere da letto per far prendere aria, perché sarebbero invase dallo smog dei tubi di scappamento sotto casa, a causa delle code. Può essere che la maggiore congestione del traffico sia dovuta ai lavori sulla Dalmine-Villa, ma noi non possiamo aspettare altri due anni per poter respirare nelle nostre case».

 

 

Sono un fiume in piena le due signore, che stanno battendo casa per casa per raccogliere più firme possibili, non solo dei residenti della via Piatti ma anche di quelle laterali. «Vorremmo sensibilizzare l’amministrazione comunale per l’istituzione di un senso unico in entrata sulla via Piatti». Quello che in trent’anni non hanno osato fare amministrazioni pubbliche e partiti di opposizione, queste due signore, senza farsi troppe domande, lo buttano sul tappeto del dibattito mozzese. A dire il vero nel 2013 l’amministrazione comunale lanciò un progetto Expo rivolto a un gruppo di giovani che elaborò una proposta articolata, che prevedeva piazze rompi traffico in corrispondenza degli esercizi commerciali di via Piatti e del centro sociale di via Verdi, ma il progetto rimase sui tabelloni, ora forse depositati negli scantinati comunali. «Via Verdi può sopportare un senso unico in uscita, in quanto è adiacente alla ferrovia e di conseguenza non dovrebbe creare disagio ai residenti, che comunque già subiscono un traffico in uscita la mattina anche da quella zona senza che mi risulti una lamentela».

Ma la proposta, arricchita da una pista ciclabile, potrebbe prendere in considerazione anche altre soluzioni, come un senso unico almeno fino al Comune, per poter consentire comunque il flusso degli studenti la mattina sul doppio senso fino alle scuole, utilizzando via Lochis e Rossini per…

 

Articolo completo a pagina 38 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 novembre. In versione digitale, qui.

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