Albino, alla riscoperta del centro

Che bello il centro storico in festa, ma come sta davvero? Lo spunto arriva dall’evento di sabato 22 settembre, “Sui passi del Moroni”, organizzato da tre associazioni albinesi: Percorsi Albinesi, Arte sul Serio e Circolo fotografico città di Albino. Un salto all’indietro di cinquecento anni ha portato il centro storico nell’atmosfera dell’epoca, per favorire la conoscenza o la riscoperta dell’opera del suo più noto concittadino, il pittore Giovan Battista Moroni. È stata un’iniziativa ricca di proposte, come l’allestimento nelle corti delle botteghe dei mestieri del ’500, le mostre, i laboratori per grandi e piccini, gli incontri, le visite guidate, i figuranti, gli spettacoli e, non poteva mancare, la convivialità. Una giornata ben riuscita che ha saputo coniugare la festa e l’incontro con la cultura. Grazie all’impegno di tante persone, ad Albino non sono rare queste occasioni che in un certo modo qualificano le feste, ma non mancano neppure altri momenti molto partecipati, promossi in particolare dall’associazione Le Botteghe di Albino, come le notti bianche estive e i fine settimana prenatalizi a novembre e a dicembre, momenti molto partecipati, non solo dagli albinesi.

 

 

Il centro storico. Un cartello illustrato realizzato e posto dai commercianti accoglie con un benvenuto il passante in via Mazzini. Questa è l’anima di Albino, dove il paese si fa comunità, luogo dell’incontro e non solo dello shopping, luogo che faticosamente sopravvive alle frenetiche sfide del tempo presente. Ma come sta oggi il centro storico? Iniziamo da qui, da questo luogo, dalle anime che lo abitano e dalla sua storia, le pagine di Bergamo Post dedicate ad Albino.

A memoria. Da quando sono nato, oltre cinquant’anni fa, qui vivo e ci abito, in un palazzo testimone del tempo, all’incrocio tra due vie: via Sant’Anna, dalla quale accedevano e accedono tuttora quanti provengono dalla Valle del Lujo, e via Mazzini un tempo parte della via principale di comunicazione della Valle Seriana che collegava Bergamo a Clusone. Da questo mio punto di vista privilegiato ho vissuto i cambiamenti sociali e culturali del centro storico di questo borgo, a cui accennerò.

 

 

Commercio e trasporti. Nel centro storico di Albino sopravvivono un centinaio di attività commerciali dislocate tra la via Mazzini e una rete di strade che comprendono la parte bassa e alta del paese. In tempi non troppo lontani erano molto più numerose, ma l’avvento della grande distribuzione unitamente alle sperimentazioni, a volte selvagge, della regolamentazione del traffico veicolare, ha reso il commercio molto più debole.
L’ultima frontiera della sperimentazione su questa via, che ha sollevato un vivace dibattito tra cittadini, residenti, commercianti e amministratori, è stata l’attuazione della “Zona 30” abbinata, di sabato pomeriggio, alla Ztl. Ne è nata addirittura una canzone, Paletti, che prefigura la trasformazione della via in percorso vita. Se negli anni gli esperimenti di semi-pedonalizzazione della via contrastavano con la mancanza di parcheggi, attualmente tutto il centro storico è circondato da parcheggi molto capienti. Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso la via Mazzini era attraversata anche dal tram con una linea che da Bergamo arrivava fino alla frazione di Desenzano al Serio, per non parlare del treno Bergamo-Clusone che occupava l’attuale sedime della Teb.

Rumori di vita. Quasi sempre nella notte l’unico suono percepito è il rumore dell’acqua della fontanella di Sant’Anna, poi, alle prime luci dell’alba, con le attività che riprendono, il volume aumenta: con l’arrivo del fornaio, dopo la serranda, sale il profumo di pane appena sfornato, segue quello del caffè, quindi puntuale entra in scena la signora che…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 54 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 ottobre. In versione digitale, qui.

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