Aiuto! Ma di «svapo» si muore?
Dipende da cosa ci metti dentro

È arrivato a sei il numero delle persone morte per l’uso delle sigarette elettroniche negli USA e intanto sono stati segnalati oltre 450 possibili casi di malattia polmonare legata allo «svapo», come viene definito in gergo questa alternativa al fumo. I sei decessi sarebbero stati causati da una malattia polmonare misteriosa, che si sospetta sia legata all’inalazione delle sostanze aromatiche introdotte abusivamente nelle ricariche. Così nel corso di un incontro con le autorità sanitarie federali al quale ha partecipato anche il presidente Donald Trump è stato valutato di introdurre misure restrittive alla e-cig. Lo ha annunciato lo stesso Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale della Casa Bianca, accanto al segretario per la Sanità Alex Azar e al numero uno ad interim della Food and Drug Administration Norman Sharpless. «Bisogna fare qualcosa per fermare in tempo questo dramma», ha detto Trump creando non poco allarmismo nei consumatori. L’effetto letale in realtà non dipende dalla sigaretta elettronica di per se stessa, e nemmeno dalla nicotina, ma da sostanze chimiche introdotte incautamente nei fornelli. Alcuni additivi introdotti impropriamente possono scatenare crisi respiratorie acute, che si manifestano anche a distanza di mesi. È stato verificato che alcuni additivi introdotti impropriamente possono scatenare crisi respiratorie acute, che si manifestano anche a distanza di mesi. Tra i principali imputati additivi che contengono metalli pesanti.

 

 

In campo in quella che sembra un’offensiva a tutto campo è sceso anche l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg che stanzierà 160 milioni di dollari per combattere l’uso di sigarette elettroniche tra gli adolescenti americani. «Le aziende che producono sigarette elettroniche e le compagnie di tabacco che le supportano stanno predando i giovani degli Stati Uniti», ha dichiarato Bloomberg in un comunicato, «il risultato è un’epidemia incontrollata, che mette i giovani a rischio di dipendenza e di gravi problemi di salute». Qualche giorno fa anche la Food and Drug Administration ha accusato la Juul, nota casa produttrice di sigarette elettroniche più diffuse tra i giovani, di aver promosso illegalmente le sigarette elettroniche sostenendo la loro innocuità.

 

 

In realtà al di là dei casi di cattivo uso e dei conseguenti allarmismi, sappiamo ancora poco sugli effetti dello «svapo». Ma quel poco che sappiamo indica un primo dato importante: se usata bene, la sigaretta elettronica fa meno danni della sigaretta classica. Secondo la Public Health England, la massima autorità in tema di salute pubblica in Gran Bretagna, le sigarette elettroniche risultano essere almeno il 95% meno dannose delle sigarette tradizionali. Quello che invece sta succedendo negli Usa sembra più legato a un utilizzo improprio delle regole delle e-cig. Non è un caso che la maggior parte dei casi giudicati critici i consumatori interrogati hanno riferito di aver caricato le sigarette elettroniche con liquidi contenenti THC, il principio attivo della marijuana. Insomma, cercavano altre cose oltre l’innocente boccata di fumo.

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