Anche il gentil sesso fa a botte
Calcio femminile, rissa in campo

Se qualcuno pensa che il gentil sesso non si faccia prendere dalla trance agonistica, quando c’è in ballo un risultato sportivo, è fuori strada. Nel calcio femminile, almeno. Non che succeda sempre, anzi. Ma sabato scorso alla Roncola di Treviolo, calcio a sette del Campionato Csi, è successo eccome. Durante una partita contro la Rabona Mozzo – sfida sentita, derby dell’hinterland, rivalità sedimentate evidentemente da tempo, con in palio la vittoria del campionato a tre giornate dalla fine – si è scatenata una violenta rissa con due ragazze finite in ospedale e una denunciata ai carabinieri.

Roncola vince. Bel calcio, fino al triplice fischio finale. Vince 4 a 1 la Roncola, che matematicamente ha vinto il campionato a tre gare dalla fine. Il presidente del Rabona Mozzo, Michele Barachetti, racconta che secondo le sue giocatrici una ragazza della squadra, Meryem, e una ragazza della squadra avversaria si sarebbero spintonate e messe le mani addosso. «Meryem mi ha detto di aver subito insulti razzisti durante la gara», spiega Barachetti a L’Eco di Bergamo. Da cui la reazione, almeno secondo il racconto di parte. Due ragazze della Roncola sono finite al pronto soccorso, con alcuni traumi e lividi.

«Condanniamo il razzismo». Il presidente dell’Unione Sportiva Roncola, Aldo Previtali, racconta a L’Eco: «Io non ero presente, ma non c’è nessuna conferma di quanto ha riferito la squadra avversaria. In ogni caso, noi come società sportiva condanniamo a priori qualsiasi atto o gesto razzista e nelle nostre squadre giocano sportivi di diverse nazionalità. Se un nostro giocatore si dovesse esprimere con termini razzisti lo manderemmo immediatamente a casa». Il Csi in queste ore sta cercando di capire esattamente che cosa sia successo, perché ci sono versioni contrastanti.

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