Carrara, apre la mostra del Botticelli
Ma nei quadri ci sono altre mani…

Emanuela Daffra conosce bene La storia di Virginia (che vedete nell’immagine in apertura di articolo, ndr) il dipinto di Sandro Botticelli protagonista della mostra che da oggi (venerdì 12 ottobre) è possibile ammirare all’Accademia Carrara: fu lei a dirigere il restauro dell’opera, compiuto da Rossella Lari, nel Duemila, nell’ambito del progetto “Restituzioni” della banca Intesa Sanpaolo. Il dipinto venne esposto nello stesso anno, e poi nel 2012 a Bergamo in un’altra rassegna dedicata al grande pittore fiorentino, dal titolo Sandro Botticelli, persona sofistica, definizione ripresa dagli scritti di Giorgio Vasari che considerava il pittore un uomo stravagante, particolare, irrequieto.

 

 

Emanuela Daffra, nel 2000, aveva espresso dubbi sull’attribuzione integrale del dipinto al Botticelli. Di conseguenza esprimeva lo stesso dubbio sul quadro che raffigura le Storie di Lucrezia (dipinto conservato a Boston). Le due tavole sono della stessa mano e sono nate insieme, probabilmente con un intento ben preciso. Che cosa dice oggi la storica dell’arte? «Penso che l’ideazione dell’opera sia effettivamente di Botticelli. Per quanto riguarda la realizzazione direi che sono presenti anche altre mani, penso cioè che ci abbiano lavorato anche pittori della sua bottega. Insomma, non deve essere un dipinto completamente autografo». L’idea di riunire le due tavole, Virginia e Lucrezia, fu proprio di Emanuela Daffra, che nel 2016 prese gli accordi con il museo americano per la trasferta bergamasca.

 

[Botticelli, Storie di Lucrezia]

 

La storia dei due dipinti era stata scritta nell’occasione del restauro proprio da Emanuela Daffra che oggi lavora nel celebre Opificio delle pietre dure di Firenze come vice direttore del settore “Restauro cartacei e membranacei”. Un lavoro prestigioso. Emanuela Daffra era stata, per un solo anno, nel 2016, direttrice della pinacoteca dell’Accademia Carrara ed era uscita di scena in maniera non del tutto serena…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 12 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 18 ottobre. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.