Bello il progetto per Porta Sud
Ma avremmo alcune domande

Tutti ad applaudire, in coro. Grande, magnifico progetto di massima, stupenda opportunità di espansione per la città. Il masterplan per lo sviluppo a Sud di Bergamo (scalo merci e oltre) presentato dai progettisti incaricati dalla Vitali Spa e in mostra ora nella sala dei Giuristi, in Città Alta, ha fatto il botto: dieci con lode. Ma stanno davvero così le cose? Quanti progetti stupendi, avveniristici, “risolutori” sono stati proposti nei decenni per la cosiddetta “Porta Sud” della nostra città? E perché non sono mai stati realizzati? Una domanda lecita.

 

 

Lo studio attuale arriva da professionisti iberici di grido come Joao Nunes e Francisco Mangado, un bel lavoro, certo. Vitali Spa ha vinto il concorso indetto dal Comune e ha incaricato gente in gamba, avanzato una bella proposta. Ora tutti parlano di città nuova, di città che si apre, di città europea. Il piano prevede una terrazza panoramica con vista su Città Alta, il mercato coperto tra gli attuali Urban Center (Science Center) e stazione autolinee, 40 mila metri quadrati per la residenza (un’area pari a quattro campi da calcio regolamentari), parcheggi per tremila posti auto (per drenare il flusso di veicoli verso il centro e fermarlo qui), stazione autolinee nuova (a sud dei binari), stazione dei treni “ponte” (i binari passeranno sotto), nuovo polo sanitario di eccellenza (la Gavazzeni si estenderebbe in quell’area), un campo sportivo, il completamento del campus scolastico… Bello, bello, tutto bello. Ma ci sono delle domande. Tutto questo è un’esigenza reale della città? I progetti attualmente in corso, da Chorus Life nella ex fabbrica Ote all’intervento nell’ex Fabbrica del Gres, non vanno già, in abbondanza, nella direzione di una Bergamo nuova, più bella e più efficiente, più “europea” come si continua a ripetere? E che dire dell’immensa area Reggiani, su, verso il Monterosso? E dell’area Italcementi nel cuore della città? Insomma, la domanda è: ma siamo sicuri che dobbiamo mangiarci fuori ancora un bel pezzo di verde per fare tutte queste cose che si potrebbero fare altrove, con minore impatto ambientale?

Nei decenni scorsi si organizzarono tanti concorsi e progetti su questa benedetta area a sud, questa Porta Sud della città. Oggi siamo un passo più avanti perché abbiamo la certezza che lo scalo merci verrà dismesso e quindi che abbiamo un’area da sfruttare, al pari di una fabbrica in abbandono. Ma per forza bisogna andare a costruirci? La vicenda della Bergamo Sud cominciò appena finita la guerra, quando si parlava di espansione, di rinascita. E ci si chiese, ma perché non scavalcare la ferrovia con un bel sovrappasso e andare al di là, dove adesso ci sono…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 13 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 23 maggio. In versione digitale, qui.

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