In Bergamasca ci sono cinque divorzi al giorno

Vignetta in apertura di Luca Nosari

 

È un numero che continua a crescere, in maniera inarrestabile. Si pensi che a Bergamo, nel 2002, i divorziati erano più di diecimila, per la precisione 10.592. A quel tempo, la popolazione dell’intera provincia sfiorava il milione, eravamo esattamente 975.299. Oggi il numero di divorziati è il triplo, supera le trentamila persone. In parallelo, il numero di matrimoni non è di certo aumentato, anzi. Quella che è l’impressione superficiale, viene confermata dai numeri: sono sempre di più le persone che decidono di rompere il legame, anche in presenza di figli, anche in età non proprio tenera, magari dopo venti o trenta anni di matrimonio.

 

 

Matrimoni e convivenze tengono sempre meno. Che cosa succede? Dice Antonella Bindocci, psicoterapeuta: «Le ragioni generali sono ben note, negative e positive. Oggi non ci sono più quegli obblighi sociali di una volta, si è verificata una rivoluzione, in questo campo, lo sappiamo bene. Regole e restrizioni sono scomparse, oggi la gente è molto più libera: se una donna lascia il marito non è più additata come una poco di buono, non sconvolge il paese. E il marito che lascia la moglie non è più giudicato come un irresponsabile. Il problema è che si rischia di perdere anche i punti di riferimento, le stelle polari di un cammino. Ci si confonde, non si capisce più bene che cosa ci faccia stare davvero bene. La fedeltà o l’infedeltà? La sensazione di libertà, di non avere vincoli, o l’idea di avere fatto il proprio dovere, cioè di avere realizzato un progetto, un disegno che va oltre desideri e pulsioni? Oggi siamo più liberi e questo è molto positivo. Ma per tante persone questa realtà comporta anche il disorientamento, che è una condizione non proprio piacevole. Si nota anche un incremento dell’età dei divorziati, fra le spiegazioni anche la diminuzione della condivisione perché i progetti, perlomeno nei loro punti importanti sono stati compiuti, sia a livello lavorativo che familiare (per esempio i figli sono ormai grandi)».

 

 

Disorientamento, difficoltà a comprendere quale sia la strada che conduce a una soddisfazione intima. Guardiamo ancora ai numeri, che parlano più delle opinioni. Nel 2002 i divorziati superavano le diecimila persone. Otto anni dopo, nel 2010, eravamo oltre i diciassettemila, con un aumento del settanta per cento. Esattamente i divorziati erano 17.403. E se arriviamo ai nostri giorni, alla fine del 2018, scopriamo che nella nostra provincia si sfiorano i 32 mila divorziati: in otto anni c’è stato quasi un raddoppio del numero di persone che hanno rescisso il vincolo di…

 

Articolo completo a pagina 5 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 8 agosto. In versione digitale, qui.

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