Come cambia la temperatura in città
Se in via Verdi è -1°, alla Trucca -4°

 

Oggi a Bergamo la minima è di un grado. La massima di cinque. Ma è proprio così? La temperatura rilevata e ufficialmente comunicata è davvero la stessa in tutte le zone della città? No. In realtà, fra un punto e l’altro del tessuto urbano possono esserci differenze di temperature insospettabili, anche di quattro, cinque gradi. A macchia di leopardo.

Il piazzale dell’Auchan di Curno. Abbiamo fatto una prova, un viaggio attraverso la città, muniti semplicemente del termometro dell’automobile. Abbiamo provato e riprovato, per verificare che le differenze non fossero casuali. Partenza alle 5.45 di una gelida fine della notte di gennaio dal centro commerciale di Curno. Il termometro della vettura (che è in viaggio già da una mezzoretta) indica i tre gradi sotto zero. Il centro commerciale è silenzioso, nel grande piazzale del parcheggio si vedono forse sette o otto automobili. Chissà che cosa ci fanno. Colpisce vedere il piazzale deserto, il colpo d’occhio abituale è ben diverso.

 

 

Zona Trucca e nuovo ospedale. Prima marcia, seconda marcia e via. L’alba è ancora lontana, della luce del sole non c’è ancora traccia. Bisognerà aspettare ancora quasi due ore prima di vederlo. È notte fonda. L’automobile percorre a velocità moderata la strada che conduce verso la Briantea e poi verso il grande rondò che porta all’asse interurbano e all’ospedale Papa Giovanni. La temperatura si mantiene sui meno tre fino a questa grande rotatoria, al confine con la Trucca. Alla rotatoria si arriva a meno quattro gradi. Costeggiamo l’ospedale sulla nostra sinistra e il parco della Trucca a destra e restiamo fissi sui quattro gradi sotto.

All’Auchan di Bergamo. Alla rotatoria più piccola, prendiamo per via Martin Luther King e quindi ci infiliamo in via S. Ambrogio: qui si risale ai meno tre. Marcia indietro, di nuovo la via King fino al passaggio a livello e all’Auchan: tre gradi sotto zero. Anche il piazzale del grande supermercato è deserto, la tenda del circo Orfei è illuminata, ma non c’è nessun movimento. Sono le sei, poche auto transitano sulla Briantea, la fine della notte è quieta.

 

 

In via Broseta e in centro. Dall’Auchan prendiamo la via Corpo Italiano di Liberazione fino all’incrocio con via Broseta. In questo punto comincia a fare caldo: due gradi sotto zero. Effetto dei tanti edifici? Il riscaldamento delle case che si fa sentire? Può essere. Tuttavia alle sei della mattina gli impianti di riscaldamento in genere sono ancora spenti, cominciano ad avviarsi. Dal gelo della Trucca (zona fredda anche perché molto umida) al “caldo” di via Broseta. Saliamo lungo la via 24 Maggio e la temperatura si mantiene costante anche in via Mazzini. Il panorama della città non cambia, ma arrivati all’inizio di via Garibaldi registriamo due novità: il primo bar aperto, proprio sull’incrocio con via Statuto, e un altro salto della temperatura: ora siamo a meno uno. Due fattori: siamo saliti leggermente di quota (la via Mazzini va in salita), la zona è asciutta, e ora densamente popolata. E continuiamo lungo questa direttrice, arriviamo all’incrocio delle banche, con viale Vittorio Emanuele, proseguiamo per via Tasca e via Verdi. La temperatura si modifica di nuovo in questo punto, scende a meno due gradi. Arriviamo all’incrocio di via San Giovanni, costeggiamo la vecchia caserma e arriviamo al palazzetto dello sport: secondo bar aperto. La città lentamente si rianima. Sono le sei e cinque minuti della mattina.

 

 

La Morla, Monterosso. Arriviamo all’incrocio con borgo Santa Caterina e prendiamo il viale Giulio Cesare, dove scorre il nostro glorioso torrente, la Morla. In viale Giulio Cesare nuovo abbassamento della temperatura: siamo a meno tre. Rimane stabile fino a dopo lo stadio quando, al piazzale Olimpiadi, si prende la via Ponte di Pietra. Appena oltre l’indicatore scende ancora: meno quattro gradi. Arriviamo al Monterosso con la temperatura stabile ed ecco un altro segnale di vita: l’edicola del quartiere ha le luci accese, l’edicolante sta sistemando i pacchi dei giornali. In auto si sta bene, l’aria è tiepida, la radio racconta i fatti del mondo, soprattutto dei guai della Fiat-Fca negli Stati Uniti. Il mondo va avanti, gelo o non gelo.

Via Pescaria: il freddo! Da Monterosso pieghiamo lungo la via Righi e torniamo in via Tremana per poi infilarci in via De Gasperi e sbucare in via Pescaria. Siamo nel quartiere delle case comunali, quartiere di edilizia convenzionata, sorto negli anni Ottanta in questa area che era conosciuta come una zona umida (non per caso abbiamo la via Pescaria). Qui tocchiamo il record del freddo: cinque gradi sotto lo zero. È l’estremo che questa mattina fa segnare la città. Restano cinque gradi sotto zero anche tra Sace e supermercato Carrefour. Proprio vicino alla Sace, in via Vanoni, c’è un pedone che cammina tutto frettoloso. E freddoloso. Sbuchiamo in via Ruggeri da Stabello, la temperatura torna a meno quattro.

 

 

Verso Città Alta, poi in galleria e di nuovo giù. Imbocchiamo la via Maironi da Ponte: appena ci si alza un po’ verso la Porta Garibaldi si sale a meno tre e la temperatura aumenta ancora oltre la porta: meno due. Ma non basta: ulteriore innalzamento al semaforo di S. Agostino: meno uno. Inversione termica. E a meno uno si rimane scendendo lungo il viale Vittorio Emanuele dove una coraggiosa ragazza sta già facendo footing. Sono le sei e dodici. Ultimo tratto. Oltre la galleria la temperatura va a meno due, costeggiamo l’area delle piscine in via Riva Villasanta e via Statuto e si scende a meno tre, fino al vecchio ospedale e a via 24 maggio dove si ritorna a meno due. Giriamo in via Mazzini, l’indicatore non si schioda. Sono le 6.16, scendiamo dall’auto. In alto, nel cielo limpido, fra i condomini, brilla la luna calante verso l’ultimo quarto. Le luci della pasticceria sono accese.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.