Campagna shock contro l’omofobia
Sfida di Sergio e Giorgio a Pro Vita

Una serie di messaggi forti, per certi versi provocatori, contro l’omofobia, ma non solo. Anche contro l’ignoranza, l’insensibilità, la malvagità. Un’iniziativa forte messa in campo da Sergio Sormani e Giorgio Donders, residenti a Lomagna (Lecco), titolari del noto e apprezzato ristorante «Semigiò» di largo Europa a Vimercate, chiuso all’inizio dello scorso anno. Archiviata l’esperienza di ristoratori-imprenditori i due, che sono una coppia nella vita da oltre 25 anni, hanno deciso di buttarsi a capofitto in una nuova esperienza. Un progetto per la radio, ma anche un sito internet, e non solo, per veicolare una serie di messaggi di tolleranza. Per raccontare quanto ancora sia complicato dichiararsi apertamente gay e lesbiche nella nostra società e come ancora moltissime persone vivano di fatto in una condizione di esclusione a causa dell’orientamento sessuale. Così non è per Sergio e Giorgio, che nel settembre scorso si sono sposati, con tanto di ricevimento show, in Comune a Vimercate, uniti dal sindaco Francesco Sartini. Nelle scorse settimane i due hanno deciso di lanciare una campagna pubblicitaria shock, in risposta ad un’altra che ha fatto molto discutere. Si tratta dei manifesti disseminati in varie città d’Italia dalle associazioni «Pro Vita» e «Generazione Famiglia». Un messaggio molto forte. Due uomini, genitore 1 e genitore 2, ritratti mentre spingono un carrello della spesa con all’interno un bimbo di alcuni mesi. Accanto, la scritta: «Due uomini non fanno una madre». Un messaggio contro la maternità surrogata (utero in affitto) che in questo caso viene associata alle coppie gay. Campagna (alcuni sindaci hanno fatto rimuovere i manifesti) che ha colpito profondamente Giorgio e Sergio, che hanno deciso di rispondere con la stessa «moneta».

 

 

Hanno quindi ideato una serie di cartelloni con slogan che fanno ironia su quel messaggio, ma al tempo stesso rispondono a tono. Campagna che è partita proprio da Vimercate, dove nei giorni scorsi è comparso il primo dei cartelloni, a firma «SerGio», all’imbocco di via Santa Maria Molgora, nei pressi della rotatoria con via Milano e la ex Sp2. Sergio e Giorgio, diventati semplicemente «persona 1» e «persona 2», sono immortalati mentre spingono un carrello con all’interno due palloni. Accanto lo slogan: «Due palle non fanno un etero». «Etero e gay sono della stessa squadra», recita poi la didascalia al manifesto pubblicata sul loro sito www.viveredaveri.it

 

 

E proprio sul sito compaiono altri due cartelloni con messaggi molto forti. In uno, i due compagni sono ritratti con il solito carrello al cui interno c’è, però, una riproduzione del Duomo di Milano. Accanto, la scritta «Entrare in chiesa non fa fede». E, nella didascalia, il commento: «Crediamo ai gesti concreti, non alle apparenze». Giorgio Donders e Sergio Sormani hanno naturalmente spiegato il perché di questa campagna partita da Vimercate. Innanzitutto sgomberando il campo da interessi personali: «Noi non desideriamo figli e siamo contro la maternità surrogata», specificano. «La nostra posizione contro “Pro Vita” e “Generazione famiglia” nasce dal fatto che il 90% circa delle persone facenti ricorso alla pratica della maternità surrogata sono eterosessuali – proseguono – Riteniamo perciò decisamente ingiusto affiggere dei manifesti rappresentanti coppie omosessuali con un bambino nel carrello con tanto di codice a barre sul petto. Quel messaggio vuole indurre a credere che lo sfruttamento dell’utero in affitto sia un gesto crudele da attribuire principalmente e unicamente alle coppie omosessuali… Le due associazioni hanno compiuto un gesto fortemente discriminatorio e fuorviante».

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