Campania, manifesto del 25 Aprile
copiato da Bergamo (con errore)

«Settantaquattro anni fa, il 25 aprile, i bergamaschi scesero nelle piazze e nelle strade della loro città, finalmente libera». Così recita il manifesto del Comune di Boscoreale, in Campania, per ricordare la giornata della Liberazione. Una gaffe da parte dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Diplomatico, che ha preferito l’affissione di un manifesto rispetto alla celebrazione di una commemorazione pubblica con la deposizione di una corona davanti alla lapide che ricorda le vittime boschesi. Un altro copia&incolla dai “primi della classe” di Bergamo, soprattutto, dopo quello del programma del candidato sindaco di centrodestra per Lecce, Saverio Congedo, che ha preso interi pezzi dal programma di Giorgio Gori per le elezioni del 2014.

Boscoreale, Bergamo. Boscoreale diventa dunque provincia di Bergamo sui manifesti che rievocano la Liberazione, il cui testo è stato copiato con ogni probabilità da quello di un Comune della provincia lombarda. E così l’invito a conservare la storia e a raccontarla ai bambini si traduce in una beffa, dato che il messaggio educativo contenuto nel manifesto è offuscato da un errore che accentua le polemiche in merito alle scelte dell’Amministrazione.

 

 

Le spiegazioni di Diplomatico. «Ho atteso qualche giorno prima di intervenire sulla polemica divampata nei giorni scorsi, che ha avuto una eco nazionale, sul testo del manifesto istituzionale del 25 Aprile affisso in città, anche per avviare un accertamento interno all’esito del quale ho avuto una relazione dal funzionario preposto con la quale, nello scusarsi per aver inconsapevolmente provocato all’amministrazione comunale e alla città questo increscioso inconveniente, ha spiegato che  “Il manifesto in questione è stato predisposto utilizzando un facsimile scaricato da Internet, il cui testo, con le opportune correzioni” e che “essendo in concomitanza impegnato per altri urgenti compiti d’ufficio, inavvertitamente non ho salvato il file con le modifiche apportate, e ho pertanto trasmesso alla tipografia, per la stampa, il file non modificato”. Ho dato l’ok alla stampa del manifesto nella bozza corretta visibile sul portale internet istituzionale, per il senso storico del messaggio che rievocava la Liberazione, ed era diretto in particolare ai bambini e ai giovani quale momento di riflessione su uno dei momenti più rilevanti della nostra storia. Ho accettato le scuse consapevole della sua buona fede, e spero che questo spiacevole intoppo si archivi qui senza che si continui ad alimentare una polemica sterile contro la mia persona, ma anche contro un onesto funzionario che, mortificato e dispiaciuto, ha avuto la dignità di chiedere scusa e di riconoscere l’errore».

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