Caparezza prigioniero in Città Alta
Video nell’ex carcere per il rapper

La notizia girava in maniera ufficiosa da qualche giorno. Il sito buzzmusic.it l’ha data il 7 settembre: il carcere del nuovo video di Caparezza, Prisoner 709, è quello di Sant’Agata. Chi c’è stato, magari per vedere una mostra o sentire un concerto, riconoscerà i corridoi, le sbarre e soprattutto stampe e disegni alle pareti della cella «13». Non la scritta «Sector C» all’ingresso, naturalmente, parte dell’allestimento fantascientifico (la prigione del video è futuristica; o, più precisamente, distopica). «A luglio era in giro con la sua troupe per Bergamo, e in Città Alta si è innamorato del posto». Stefano «Kino» Ferri, storica voce degli Arpioni, racconta come Caparezza ha scoperto e deciso di utilizzare la struttura gestita dal circolo Arci Maite, di cui Ferri è presidente. Nel video recita anche Pietro Bailo, colonna del Maite: è lui una delle due guardie carcerarie, con visore sugli occhi dove scorre la scritta «709», a condurre il rapper di Molfetta alla sedia elettrica. Caparezza, ovvio, non muore: resiste alle scariche: la sua libertà artistica lo rende invulnerabile a ogni costrizione, potremmo dire. Fa da comparsa anche un richiedente asilo, ospite a Castagneta.

«Un vero set cinematografico». «Noi abbiamo dato una mano nell’allestimento e nel catering – va avanti Kino –, ma tutto è stato possibile grazie all’appoggio e ai permessi concessi dal Comune. Lo spazio è dismesso da troppi anni, ma lentamente stiamo cercando di farlo rivivere». La regia del brano, molto rock (e di una certa durezza), porta la firma della talentuosa coppia di Younuts!, composta da Antonio Usbergo & Niccolò Celaia. Già registi di alcuni video musicali, tra cui quelli di Jovanotti per l’ultimo album Lorenzo 2015cc, come Pieno di Vita o Sabato.  Mentre la produzione esecutiva vede la partecipazione anche della Lebonski Srl di Salmo.

Cosa succede nel video. Il brano parla di musica, all’interno del quale Caparezza sottolinea la sua posizione e il suo punto di vista (Dal fine dell’hi-fi alla fine pena mai / hai la fine penna e il mic quindi fila, impenna, vai! / E allora sto tra detenuti non da me temuti, / voglia di elevare i contenuti, scale che non si permette Muti). Nella prigione dove è ambientato il video i detenuti sono stati accusati di crimini musicali (c’è chi ha suonato l’heavy metal, chi il reggae o rap) e Caparezza è rinchiuso con l’accusa di aver commesso «tutto».

 

 

Domenica il rapper a Stezzano. Al centro Le Due Torri di Stezzano, domenica 17 settembre alle 17, arriva Caparezza per firmare le copie del suo ultimo album Prisoner 709 (che esce venerdì 15) e per farsi fotografare con i suoi fans. Registrato tra la Puglia e l’America, il disco vede con la collaborazione di artisti importanti come Max Gazzè e John De Leo. Ad occuparsi del mixaggio Chris Lord Alge, che ha già lavorato con gli U2, i Green Day e la Dave Matthews Band. Si tratta di un concept album con 16 brani.

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