Accademia Carrara, ecco perché
il restauro è costato così tanto

I lavori di adeguamento, restauro e messa in sicurezza dell’edificio che ospita l’Accademia Carrara con le sue opere sono costati dai 10 ai 12 milioni di euro. La spesa preventivata nel bando del giugno 2008 era di 3 milioni e 185mila euro netti: la differenza con il costo effettivo è dunque notevole.

I motivi dei costi triplicati. Rispetto al bando di gara iniziale la cifra è quasi triplicata. Quali sono i motivi? Il primo riguarda i problemi strutturali dell’edificio insorti all’inizio dei lavori: si sono verificati dei cedimenti strutturali di una certa importanza, che hanno provocato crepe sulla facciata e fessurazioni nella parte posteriore, che hanno fatto sensibilmente aumentare i costi previsti. Questi cedimenti erano dovuti all’architettura costitutiva dell’edificio, privo di fondamenta e costruito su terreno argilloso.

Il secondo è la questione della barchessa di destra, originariamente non prevista né preventivata nel costo, ma inserita nei lavori dal Comune per evitare un’ulteriore futura chiusura della Carrara. Per quest’area la cifra che è stata investita fino ad oggi ammonta a 700 mila euro, circa il doppio del costo preventivato dal bando di assegnazione dei lavori.

Infine, occorre considerare che dal 2008 ad oggi sono subentrati vincoli, limiti, passaggi burocratici e altre voci – tra cui la spending review – che hanno contribuito a rallentare le tempistiche di attuazione del progetto, con l’inevitabile relativa lievitazione dei costi.

 

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Chi ha pagato. La spesa è stata sostenuta quasi totalmente dal Comune di Bergamo. Altri contributi sono arrivati dalla Fondazione Credito Bergamasco e da alcuni donatori privati vicini al consigli di amministrazione dell’Accademia. Con la firma della convenzione fra Fondazione Credito Bergamasco e Comune di Bergamo, alla fine di aprile 2014, si è avviata una fase importante per ciò che riguarda la fine dei lavori, ovvero la realizzazione del nuovo allestimento progettato dall’architetto Attilio Gobbi. La Fondazione Credito Bergamasco ha garantito il contributo di 1.250 mila euro per il riallestimento della Pinacoteca e ora si tratta di attendere l’esito dei bandi e l’assegnazione lavori per un progetto che, come auspicato dall’ex-assessore alla Cultura Sartirani, dovrebbe chiudersi entro marzo 2015.

La polemica dell’aria condizionata. Alcuni membri dell’allora opposizione alla giunta Tentorio avevano denunciato il posizionamento erroneo dei bocchettoni dell’aria condizionata nelle sale espositive, che avrebbe potuto danneggiare i quadri. In realtà, il problema riguarda un solo bocchettone. Un incidente di percorso di facile soluzione e costo relativamente contenuto.