Chiare, fresche, dolci acque
Ci si può tuffare in sicurezza

Siamo quasi al top. Almeno in tema di salubrità delle acque di balneazione che in Italia, lungo gran parte della costa risulta di qualità eccellente al 95 per cento e buona quasi ovunque. Lo attesta sia il rapporto dell’European Bathing Water Quality del 2018, stilato dalla Commissione europea, pubblicato lo scorso 6 giugno 2019, che ha preso in esame lo stato dei mari dei 28 Stati membri dell’Unione, sia Il Report Italian bathing water quality del 2018 che restringe il campo della ricerca sullo stato e la qualità delle acque territoriali. Una buona notizia che ci lascia tutti più sereni se abbiamo pensato di trascorrere le nostre prossime vacanze sui lidi italiani.

 

Siamo il Paese più ‘bagnato’ d’Europa. Non fraintendete: non è certo perché scendono più millimetri di pioggia in percentuale annua rispetto ad altre nazioni europee, solo che l’Italia, trovandosi ‘in mezzo’ ai mari, ha una lunga estensione di coste e quindi anche di quantità di acque di balneazione. Circa un quarto del totale di quelle europee, misure alla mano, 5.539 km. su un totale di 22.131, di cui 4.871 sono marine, cioè costiere, e 668 interne, comprendenti anche i laghi e affini. Dietro di noi le altre nazioni abbondantemente esposte ai mari sono la Francia con 3.351 km. di coste balneabili, la Germania con 2.289 tutte interne, la Spagna con 2.228 e la Grecia con 1.598.

 

La salute delle acque italiane, quelle in cui ci si può immergere e tuffare, è ottimale. Non si potrebbe sperare di meglio. O forse sì, per raggiungere con una piccola ‘onda’ di miglioramento il 100 per cento dei voti. Infatti, stando alle rilevazioni secondo parametri standard che classificano l’adeguatezza e purezza delle acque in 4 livelli differenti di stato di benessere, ovvero eccellente, buona, sufficiente e scarsa, avremmo raggiunto mediamente una percentuale di salubrità poco più al 95% del totale. Davvero niente male. Sul totale delle acque territoriali italiane il 90 per cento sarebbe risultato di qualità eccellente, poco più del 5 per cento buona; il 2 per cento circa sufficiente, solo 1,6 per cento scarsa e poco più dell’1 per cento non rilevabili per campioni prelevati insufficienti o non adeguati. In buona sostanza, le nostre percentuali di bontà delle acque supererebbero la media europea, che si assesta all’incirca intorno all’85 per cento. Meglio, hanno registrato in Europa, Cipro con il 99 per cento di acque balneabili eccellenti, seguita da Malta con quasi il 99 per cento, Austria con poco più del 97 per cento e Grecia con il 97 per cento pieno. Però, purtroppo, c’è da registrare anche che in questo bel panorama balneabile, sono in aumento i siti inquinati: 89, davanti a Francia e Spagna che ne contano rispettivamente 54 e 50.

 

Possiamo stare tutto sommato tranquilli. La classificazione delle singole acque di balneazione viene effettuata al termine di ogni stagione balneare tenendo conto di risultati analitici del monitoraggio anche in relazione a possibili presenze microbiologiche nelle acque, in particolare di escherichia coli ed enterococchi intestinali, testate con una frequenza di rilevazione almeno mensile.

Altri mezzi di monitoraggio. Per fare un buon servizio ai cittadini e agli utenti in generale, il ministero della Salute ha aperto anche il portale dedicat alle acque nella sezione Acque di balneazione, in cui è possibile reperire informazioni su tutte le aree di balneazione, comprensive anche dei monitoraggi della stagione balneare in corso, della balneabilità delle acque in tempo reale e di informazioni ambientali riguardanti il profilo di costa di ogni singola area.

C’è anche una App. Per i ‘nativi digitali’, è disponibile (sempre sul Portale Acque) l’App, per tutti i dispositivi mobili. È una sorta di geo-mappa ‘navigabile’ in cui visualizzare informazioni circa la balneabilità nelle diverse aree in tempo reale. Qui sono riportati anche eventuali divieti di balneazione, criticità dell’area e altre utili informazioni. Inoltre sempre attraverso la App, l’utente potrà inviare segnalazioni alle autorità competenti riguardo anomalie, problematiche delle acque, così da attivare le necessarie verifiche e gestire al meglio le criticità in corso.

Leggi le ordinanze comunali. Se si vuole essere informati è possibile consultare una sessione apposita che i vari Comuni predispongono nella messa on-line di ordinanze e documenti relativi a divieti di balneazione o revoche come previsto dal Decreto ministeriale 19 aprile 2018. A breve sarà possibile “visualizzare” anche lo stato di depurazione delle acque, grazie alla collaborazione con l’Istat, la collocazione dei vari depuratori, utili per una comparazione fra i dati sulla depurazione e quelli di monitoraggio delle acque di balneazione.

La sicurezza delle spiagge. Anche questo è un argomento di grande interesse, che avviene grazie alla collaborazione con la società di salvamento, di cui verranno fornite informazioni sulla sicurezza della spiaggia per tutte le aree di balneazione così da prevenire/evitare incidenti nelle acque di balneazione.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.