Cinque notizie che non lo erano
Altro che la SIAE per una suoneria

 

 

1) Scoperte birre tedesche cancerogene

La maggiore sensibilità dei cittadini nei confronti della salute è stata spesso tradotta, in questi anni, in una grande attenzione nello scegliere e nel controllare il cibo che viene prodotto e venduto nei nostri negozi. Spesso è successo che venissero lanciati allarmi su alimenti o bevande di uso comune, che d’un tratto venivano indicati come cancerogeni, rischiando di sparire dalle nostre abitudini alimentari. È accaduto di recente con la carne, ma in passato è toccato anche alla pizza ed alla polenta, messe sotto accusa in maniera esagerata.

Questa settimana è stato il turno della birra – forse la bevanda alcolica più amata nel mondo – e in particolare di alcune marche di origine tedesca, che conterrebbero una quantità pericolosa di glicofosfato. La notizia verificata è che alcune birre ne possiedono realmente una quantità fino a 300 volte il limite consentito, ma questa sostanza non è dannosa come è stato scritto e perciò i rischi per la salute sono molto inferiori.

L’European Food Safety Authority lo scorso novembre ha pubblicato uno studio nel quale si spiega che «è improbabile che il glicofoscato sia genotossico (cioè che danneggi il DNA) o che rappresenti una minaccia di cancro per l’uomo». Secondo le stime fatte dagli esperti, questa sostanza potrebbe diventare pericolosa soltanto se qualcuno riuscisse a bere più di mille birre al giorno.

 

2) Sedicenne vince un mese in albergo con una pornostar

Il mondo dei videogiochi sta diventando sempre più popolare e, grazie ai grandi introiti, le aziende del settore possono ora permettersi di organizzare importanti campagne di promozione per premiare i clienti più affezionati. Molti blog in questi giorni hanno riportato la notizia di un sedicenne russo, grande appassionato di un videogioco di guerra, che avrebbe vinto un premio sognato da ogni adolescente: un mese con una pornostar. La sua fortuna sarebbe stata quella di essere la centomillesima persona ad accedere ad un portale dedicato al gioco e questo gli ha dato il diritto di passare una luna di miele da sogno con l’attrice hard Ekaterina Makarova.

Nei giorni seguenti, però, si è scoperto che sia il ragazzo che la presunta pornostar sono semplicemente degli attori che hanno partecipato ad una campagna di marketing virale. Ad organizzare la bufala sono stati proprio i gestori del sito Cases4Real.com, un sito russo che si occupa di Counter-Strike, uno dei più famosi sparatutto giocati sulla rete, e che infatti compare più volte nel video che è circolato in questi giorni.

 

3) Attenti alla suoneria del cellulare, la SIAE potrebbe multarvi

La pressione fiscale in questi anni non sembra essere diminuita, nonostante in ogni campagna elettorale la promessa più popolare di ogni politico sia proprio quella di diminuire le tasse. Anche per questo motivo è cresciuto un certo fastidio nei confronti delle istituzioni, che diventano così un facile bersaglio per critiche o accuse che spesso sono totalmente infondate.

È accaduto ad esempio la scorsa settimana, quando su alcuni giornali è comparsa una notizia allarmante che ha fatto arrabbiare molti lettori: la SIAE ha multato un cittadino a causa della suoneria del suo cellulare. Secondo quanto scritto, un funzionario della società che tutela i diritti d’autore sarebbe entrato in un negozio di parrucchiere ed avrebbe sentito suonare il telefonino del proprietario, il cui tema era una nota canzone dance. Inflessibile, l’ispettore avrebbe multato il proprietario, colpevole di aver diffuso musica in un locale pubblico senza licenza.

La SIAE, probabilmente indispettita da questo racconto, ci ha tenuto però a spiegare come sono andati realmente i fatti. «È successo che un accertatore SIAE (ex sottoufficiale dei carabinieri) – si legge – ha riscontrato la presenza di un impianto di amplificazione che diffondeva nel locale musica tutelata. C’era sì un telefonino, dunque, ma collegato con casse». La società ha inoltre aggiunto: «Nessuno multerebbe una suoneria, tantomeno la SIAE. La notizia è talmente assurda che si commenta da sola. E spiace rilevare come tanta stampa seria l’abbia ripresa senza verificare come siano andati davvero i fatti».

 

4) Bimbo allergico ai peli di animale
viene allontanato dall’aereo a beneficio dei cani

bambino

Uno dei peggiori incubi di chi viaggia in aereo o in treno, anche per tratte non troppo lunghe, è quello di trovare vicino a sé un bambino fuori controllo, che piange e strilla per tutta la durata del tragitto. Forse per questo motivo, quando in questi giorni è iniziata a circolare questa notizia, molte persone hanno esultato, rivendicando la presenza degli animali sui mezzi di trasporto, spesso meno fastidiosi dei figli altrui.

Secondo quanto scritto, un bambino avrebbe starnutito senza sosta una volta imbarcato su un aereo, tanto da costringere il personale a bloccare le procedure di partenza e ad accompagnare fuori dal velivolo la famiglia. Divisi tra la scelta di lasciare a terra il bambino con i genitori o i cani (almeno due) presenti sull’aereo, lo staff avrebbe deciso di favorire gli animali. Alcuni giornali e blog hanno sottolineato la scelta bizzarra, che di fatto avrebbe dato più tutela ai cani e ai loro patroni, piuttosto che al bambino e ai suoi genitori. In realtà però le cose sono andate diversamente.

Lo staff aeroportuale ha dovuto far scendere necessariamente il bambino, che, una volta manifestati sintomi allergici, rischiava in caso di partenza di avere un peggioramento una volta trovatosi in volo, costringendo il pilota a un atterraggio d’emergenza nel più vicino aeroporto. La scelta è stata fatta quindi per garantire la massima sicurezza ai passeggeri, ma dando anche la possibilità di continuare il proprio viaggio senza ulteriori ritardi o incidenti. La famiglia è stata successivamente imbarcata su un altro volo, il bambino non ha avuto ulteriori sintomi allergici ed è arrivato sano e salvo a destinazione.

 

5) Le sigarette aumentano di 5 euro a pacchetto

Il vizio del fumo è uno dei più difficili da superare, e anche chi da anni è riuscito ad uscire da questa dipendenza assicura che in certi momenti la tentazione di accendere una “bionda” è ancora molto forte. Lo Stato su questa tematica è sempre stato quantomeno equivoco, vendendo di fatto le sigarette con un monopolio, ma destinando la maggior parte degli introiti di ogni pacchetto ad una sorta di compensazione, finanziando quindi le maggiori spese causate dai fumatori alla sanità pubblica.

Negli ultimi anni abbiamo visto un costante aumento dei prezzi e periodicamente i tabaccai hanno informato i clienti dell’ennesimo balzello, che generalmente è di dieci o venti centesimi in più rispetto al prezzo precedente. Secondo quanto scritto da diversi blog, però, il prossimo aumento sarebbe una vera e propria stangata e farebbe impennare il prezzo di ogni pacchetto di ben cinque euro in più. I fumatori si sono notevolmente preoccupati, immaginando la propria marca preferita superare addirittura i 10 euro a pacchetto.

Ma, com’era intuibile, si trattava di una bufala. Il sito che ha diffuso la notizia infatti, anche se non molto visibile, specifica nel fondo della pagina di essere un sito di satira e che «si diverte a prendere in giro la gente».

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