Cinque notizie che non lo erano
Berlusconi non ha giocato nel Milan

 

 

1) Berlusconi ha giocato nel Milan

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La situazione attuale del Milan è tutt’altro che semplice, dopo una serie di annate a dir poco deludenti e una serie di acquisti che non sono stati all’altezza di quanto dirigenti e tifosi si aspettassero. È ormai da due anni che si vocifera di una possibile cessione della società e finalmente la scorsa settimana il presidente Berlusconi ha annunciato tramite un video su Facebook di essere alla ricerca di compratori. L’ex cavaliere ha ricordato ai propri tifosi tutti i trofei vinti nella sua trentennale esperienza alla guida del Milan e ha anche mostrato una fotografia che lo ritrarrebbe ai tempi in cui anch’egli avrebbe giocato nelle giovanili del Milan.

In molti si sono interrogati sull’autenticità di questa foto e sulla possibilità che davvero Berlusconi abbia giocato nel Milan, ma ci sono molti dubbi. Il Post, ad esempio, ha analizzato l’immagine, scoprendo che la fotografia del presidente è praticamente identica ad un’altra in cui però è vestito in giacca e cravatta. La maglia del Milan inoltre non coincide con quelle degli anni in cui Berlusconi avrebbe potuto giocare nelle giovanili, essendo priva di colletto e con uno scollo a V molto più simile alle magliette di epoca moderna. Queste incongruenze farebbero pensare ad un fotomontaggio.

 

2) Megalodonte catturato a Pantelleria

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Le creature che vivono nel mare sono a volte misteriose e inquietanti e spesso ci si chiede se davvero tutte le specie siano già state scoperte, anche negli abissi più sconosciuti degli oceani. Secondo quanto scritto in questi giorni, un nuovo mostro sarebbe stato scoperto nei nostri mari: si tratterebbe del megalodonte, una sorta di squalo gigantesco lungo addirittura 30 metri. Un gruppo di pescatori sarebbe stato sorpreso da questa incredibile creatura dotata di denti lunghi addirittura 40 centimetri. Le origini di questo animale sarebbero preistoriche e sarebbe uno dei pochi rimasti della sua specie, ma finora nessuno sapeva della sua esistenza.

La notizia è ovviamente una bufala, la fotografia mostrata è tratta da un documentario satirico prodotto da Discovery Channel alcuni anni fa, dove nel disclaimer si spiegava appunto che si trattava di una burla. In quel caso gli spettatori si arrabbiarono molto con il canale di divulgazione scientifica, considerando l’accaduto una caduta di stile, ma per i tanti blog specializzati in questo genere di “notizie” è solo normale amministrazione.

 

3) Bambina esclusa dalla gita perché non frequenta religione

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La scuola pubblica include nel proprio programma un certo numero di ore di religione, che però possono essere facoltative su richiesta di genitori. È importante però che gli alunni esonerati da questa parte del programma non siano in qualche modo discriminati o penalizzati rispetto ai compagni, come invece pare sia successo in una scuola di Milano. Secondo quanto scritto da alcuni quotidiani, infatti, una bambina sarebbe stata esclusa dalla gita scolastica con l’unica colpa di non aver seguito durante l’anno le lezioni di religione. La decisione della scuola e degli insegnanti sarebbe stata contestata anche da alcune mamme, che non hanno condiviso questa scelta.

Il Giorno però ha spiegato che la gita è stata organizzata proprio dalla professoressa di religione a conclusione di un percorso formativo durato tutto l’anno e che quindi tale visita non sarebbe stata fruibile da chi ha scelto di non seguire tale percorso. La destinazione della gita era il Villaggio e Museo africano di Bergamo e sebbene molti bambini e genitori vedano la gita solo come un modo per svagarsi e divertirsi, gli insegnanti hanno valutato poco coerente portare una bambina in un luogo di cui non poteva apprezzare le attrazioni.

 

4) Un collare per dare voci ai gatti

Le nuove tecnologie sono sempre più incredibili, basti pensare alla realtà virtuale in grado di immergerci in mondi fantastici o alle intelligenze artificiali capaci di battere perfino gli umani in molti giochi d’intelligenza. Alcuni gadget sembrano usciti veramente da film di fantascienza, sia per la loro dubbia utilità sia per l’incredibile progresso a cui stiamo assistendo negli ultimi anni.

L’ultima incredibile trovata sarebbe un collare hi-tech da far indossare al proprio gatto per farlo parlare come un essere umano. Catterbox – questo il nome – sarebbe in grado di trasformare i miagolii e tutti i versi prodotti dal nostro amato felino, traducendoli in tempo reale nella nostra lingua madre e permettendoci di capire perfettamente tutti i suoi segnali. Diversi blog specializzati hanno accolto con entusiasmo l’annuncio ma in molti si sono chiesti se davvero questo oggetto possa esistere realmente. Le spiegazioni date dall’azienda produttrice sono infatti molto vaghe e ricche di inesattezze, è quindi facile prevedere che si tratti principalmente di una manovra commerciale. Il video di presentazione è diventato virale sul web e Catterbox è diventato subito famoso, ma molto probabilmente non vedremo mai questo oggetto in vendita (tra l’altro, non sono state date alcune informazioni sul prezzo o sulla sua commercializzazione).

 

5) Shampoo Johnson&Johnson avvelena milioni di bambini

È accaduto in passato che all’interno di alcuni prodotti in commercio ci fossero ingredienti non esattamente salutari o perlomeno sospetti, che hanno costretto le aziende a rivedere la propria produzione. L’allarme in questi casi è maggiore quando si tratta di prodotti per bambini, come giocattoli o creme a loro destinate. In questi giorni alcuni blog hanno denunciato una situazione di questo tipo, che riguarderebbe la famosa catena di shampoo Johnson&Johnson e in particolare i prodotti venduti sul territorio americano.

All’interno di questi shampoo sarebbero presenti ben due ingredienti potenzialmente cancerogeni, in grado di colpire soprattutto il cervello, il sistema nervoso centrale, i reni ed il fegato. La notizia in realtà risale al 2011 ed è ormai obsoleta perché nel 2013, a seguito di numerose proteste, l’azienda ha deciso di eliminare definitivamente gli ingredienti incriminati dai propri prodotti, come spiegato da Snopes.

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