Cinque notizie che non lo erano
Il canone Rai in bolletta è più alto?

 

1) Benigni e la donazione mancata all’Ospedale Meyer

Alcuni personaggi che lavorano spesso nella televisione pubblica hanno in questi anni attirato una certa antipatia, non tanto per il loro apporto professionale, ma per la loro appartenenza politica, reale o presunta. Un altro motivo di astio è sicuramente dovuto alla pubblicazione degli ingaggi versati agli artisti, che ha rivelato ad esempio come Roberto Benigni avesse ricevuto un cachet di 250mila euro per la partecipazione a Sanremo 2011.

A seguito di varie polemiche, su alcuni giornali era però comparsa una notizia che rivelava la volontà del comico di donare l’intera cifra ricevuta in beneficenza e precisamente all’Ospedale Meyer di Firenze, che all’epoca stava per festeggiare i 120 anni di attività. Non c’è però stata nessuna traccia di questa donazione, tanto che a più riprese Benigni è stato attaccato a tal proposito, accusato di false promesse e soprattutto di voler apparire generoso senza in realtà esserlo. La polemica sembra non essersi spenta, tanto che in questi giorni sui social network è tornata a circolare con insistenza, scatenando altre reazioni poco educate. In realtà però già nel 2012, quando per la prima volta circolò questa bufala, i vertici dell’ospedale avevano chiarito che Benigni non aveva mai promesso alcuna donazione e che a causa dell’obbligo di riservatezza in materia, non è possibile rivelare se ci sia stato un pagamento né la sua eventuale portata.

 

2) L’ambulanza assaltata a Torino da 10 africani

Esistono su Facebook una serie di pagine piuttosto frequentate che riportano quasi soltanto un certo tipo di notizie: quelle che riguardano crimini o presunti crimini commessi da immigrati nei confronti di italiani. I titoli sono sempre di grande impatto ma molto spesso le notizie sono completamente inventate o parecchio rimaneggiate per renderle più clamorose e rimandano a blog esterni a Facebook, che grazie alla pubblicità macinano guadagni con le visite di incauti lettori.

L’ultimo caso riguarda una notizia che non è apparsa su nessun quotidiano ma che pare aver avuto molto spazio in questi blog, e che raccontava di un gruppo di dieci africani che avrebbero assaltato un’ambulanza, con relativo personale, utilizzando una sassaiola. L’aggressione si sarebbe svolta a Torino, nei pressi delle palazzine dell’ex villaggio olimpico, zona a quanto scritto molto difficile perché frequentata principalmente da immigrati, e per sedarla sarebbe stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Il sito specializzato Bufale.net ha contattato l’ufficio stampa del 118 torinese per avere qualche chiarimento, scoprendo che di fatto tutto il caso è stata soltanto una montatura. Secondo quanto spiegato dal portavoce, l’ambulanza è stata chiamata dopo una lite di coppia finita male e all’arrivo sul luogo è stata circondata da 6-7 extracomunitari in stato d’ebrezza, che però, dopo qualche momento di tensione, si sono allontanati senza procurare alcun danno e senza rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

 

3) Il canone Rai in bolletta è più alto dello scorso anno

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Le polemiche per il nuovo metodo di riscossione del canone Rai non si sono ancora placate e difficilmente una certa fetta di cittadini riuscirà a digerire del tutto l’integrazione nella bolletta elettrica. Le critiche, in linea di principio, probabilmente hanno un fondamento, tanto che per diversi mesi si è discusso sulla legittimità di inserire il canone all’interno di una bolletta che è riscossa da un ente terzo, non preposto a questo scopo. L’unico dato oggettivo però, su cui Governo e contribuenti si sono soffermati, è la diminuzione del canone, che passa da 129 euro a 100 euro all’anno, permettendo a chi l’ha sempre pagato di risparmiare quasi 30 euro.

Sui social, però, diverse persone hanno fatto circolare messaggi e immagini che mostravano il reale importo del canone Rai, che secondo i loro calcoli sarà alla fine di 122 euro, un numero molto simile quindi a quanto pagato lo scorso anno. La cifra è stata calcolata aggiungendo l’IVA del 22 percento alle due rate, la prima già arrivata in bolletta, di 70 e 30 euro, che però secondo quanto scritto non terrebbero conto dell’imposta sul valore aggiunto. Il calcolo finale porterebbe appunto a 122 euro. I fantasiosi inventori di questa bufala però hanno calcolato l’IVA su un’imposta come il canone Rai, che per sua stessa natura non può essere soggetta ad ulteriore tassazione. È infatti evidente come il canone in bolletta sia riportato in una voce separata rispetto alla fatturazione dell’utenza, che riporta invece i consumi effettivi e le imposte applicate per raggiungere la cifra totale.

 

4) La Juventus ha speso per Higuain più di quanto il Governo abbia stanziato per la ricerca

Il calciomercato di quest’estate sta riservando parecchie sorprese e sembra che alcune società Italiane, la Juventus in prima fila, abbiano finalmente trovato un ruolo da protagoniste con acquisti di primo livello e il pagamento di cifre molto importanti. Il vero colpo dell’estate, almeno finora, è stato l’acquisto di Gonzalo Higuain, che è passato dal Napoli alla Juventus dopo un’annata straordinaria, che l’ha consacrato come il giocatore che nella storia ha segnato più gol in un campionato di serie A. Il trasferimento è costato alla società torinese ben 90 milioni di euro, ovvero quanto stabilito dalla società di Aurelio De Laurentis per la clausola rescissoria, una sorta di penale per accontentare le parti a prescindere da eventuali contrattazioni sul cartellino.

Come spesso accade quando si parla di calcio e grosse cifre, alcune persone si sono molto infastidite da questo spostamento di somme enormi, accusando lo Stato, che però non ha nulla a che fare con gli affari tra società private. Una delle critiche che ha raggiunto più pubblico proponeva un confronto tra quanto speso dalla Juventus per l’acquisto di Higuain e i fondi stanziati dal Governo Renzi lo scorso anno per la ricerca. Secondo quanto scritto, il Governo avrebbe previsto una spesa di 95 milioni di euro l’anno, poco di più di quanto la Juventus ha investito nell’acquisto del capocannoniere della scorsa stagione. A cadere in questa bufala sono stati anche molti lavoratori del settore, che, condividendo questa immagine, ne hanno aumentato la credibilità agli occhi di molti utenti.

Fortunatamente però la ricerca italiana ha tutt’altre cifre, non ancora soddisfacenti per un Paese come il nostro, ma comunque ben lontane dai 95 milioni di euro l’anno di cui si è parlato. Il Governo per lo scorso anno ha infatti stanziato più di 8 miliardi di euro per la ricerca, i 95 milioni di cui si è parlato riguardano forse il PRIN, un programma di finanziamento ai progetti di ricerca di base.

 

5) Trovata città sommersa al largo di Napoli

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L’estate, oltre che essere la stagione più adatta alle vacanze, pare essere anche la preferita dagli inventori di un certo tipo di bufale, che evidentemente riconoscono in esse un certo potenziale come notizie da ombrellone. Capita spesso quindi di leggere notizie che raccontano di incredibili scoperte scientifiche, che vanno dal ritrovamento di sconosciute creature del passato fino alla rivelazione di vere e proprie civiltà scomparse.

Il caso di questa settimana riguarda proprio una misteriosa città sommersa al largo di Napoli, a due chilometri dalla costa partenopea. ↔Sembra incredibile ma non lo è – avrebbe spiegato un professore della zona responsabile dei lavori – Napoli è stato sempre un serbatoio di bellezze e rarità e questa volta siamo di fronte a qualcosa di grosso. Una città sommersa, tenuta insieme splendidamente dal sale marino». Molti lettori sono stati ingannati dal nome del blog che ha diffuso la bufala, che, come capita spesso a questi siti che si auto definiscono satirici, ha un nome molto simile a una testata realmente esistente e registrata nei pubblici registri.

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