Cinque notizie che non lo erano
George Soros è un genio del male?

 

1) La scuola di Napoli che non può andare a una finale a Boston

I media hanno raccontato in questi giorni la storia di tre studenti di una scuola superiore di Napoli che sarebbero arrivati secondi a un concorso internazionale di robotica. A causa di difficoltà economiche, però, non sarebbero riusciti a recarsi a Boston, dove si sarebbe svolta la finale del concorso. Diversi personaggi politici sono intervenuti sulla vicenda, offrendosi anche di pagare le spese, ma secondo quanto scoperto da Il Post, i fatti sarebbero ben diversi. La scuola infatti non sarebbe ancora qualificata per la finale, che tra l’altro non sarebbe a Boston ma nella più vicina Spagna, e avrebbe diffuso informazioni non corrette. Gli studenti napoletani si sarebbero qualificati secondi soltanto a una fase preliminare, ma il concorso ora prevede una nuova fase e una nuova classifica, a cui parteciperanno altre 84 scuole.

 

2) Juncker e le scarpe di colore diverso

Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, è una delle figure politiche che riscuote meno successo nell’opinione pubblica, rappresentando di fatto una delle istituzioni europee meno amate dagli italiani. Negli ultimi mesi sono circolate varie bufale sul suo conto, spesso condivise dagli stessi politici, in cui Juncker veniva dipinto a più riprese come un anziano poco lucido e con il vizio dell’alcol. In questi giorni è circolato un video in cui il presidente della Commissione sembrava essersi presentato a un’importante conferenza stampa con due scarpe di colore diverso e l’episodio ha alimentato ulteriori speculazioni. Si trattava però di un semplice gioco di riflessi, come spiegato nel dettaglio dal blogger David Puente.

 

3) Il giornalista obbligato a parlare male del Governo

Lo scontro tra il Movimento 5 Stelle e la stampa si è ulteriormente inasprito in seguito all’assoluzione di Virginia Raggi, che era stata accusata di falso in un’inchiesta della Procura di Roma. Le parole più dure sono state espresse dai personaggi di spicco del Movimento, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, che si sono scagliati contro i giornalisti, colpevoli secondo loro di aver criticato eccessivamente la sindaca. Su Facebook è comparsa la testimonianza di un presunto giovane giornalista che proverebbe la malafede di molti organi d’informazione, pregiudizialmente critici nei confronti del Governo. Il filmato però, come molti avevano capito, era goliardico e infatti è stato girato dallo stesso ragazzo che in passato ha cavalcato temi d’attualità, spacciandosi di volta in volta come il protagonista delle vicende in questione e denunciando falsi scandali.

 

4) La casa salvata dagli incendi in California

I terribili incendi che stanno flagellando la California non sembrano voler cessare e le forze dell’ordine stanno cercando in ogni modo di contenere le perdite, sia in termini economici che, soprattutto, di vite umane. Sul web è circolata però una foto che avrebbe alimentato varie teorie del complotto; secondo qualcuno infatti gli incendi sarebbero stati appiccati dalle stesse autorità per favorire i propri affari. L’immagine mostra una casa miracolosamente salva: mentre attorno il terreno è tutto bruciato, la costruzione sembra intatta ed è addirittura integro anche il giardino che la circonda. Il sito Butac.it ha scoperto però che la foto risale al 2017 ed è stata scattata in Kansas dopo una serie di gravi incendi. La casa, secondo quanto raccontato dagli stessi proprietari, è stata salvata grazie all’intervento dei vigili del fuoco, che per questo sono stati anche premiati dai propri superiori.

 

5) George Soros vuole indietro i soldi donati ai candidati democratici non eletti

Il miliardario George Soros è sempre al centro delle più fantasiose teorie del complotto, che spesso lo dipingono come un genio del male, impegnato a manipolare l’intera umanità. Non è un segreto che tanta antipatia gli derivi anche dalle sue frequenti donazioni a partiti progressisti, come quelle fatte ai candidati democratici durante la recente campagna elettorale americana. Secondo quanto diffuso da alcune pagine Facebook, però, Soros pretenderebbe ora di essere risarcito almeno per la quota che riguardava i candidati democratici che non hanno vinto il proprio seggio. La notizia è falsa: tale pratica infatti è del tutto illegale e non esistono informazioni che provino questa volontà da parte del miliardario. A diffondere la notizia pare siano state alcune pagine notoriamente ostili ai democratici americani, che spesso utilizzano la figura di Soros in maniera strumentale.

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