Cinque notizie che non lo erano
La puzza di fritto non è reato

 

1) La truffa dello zucchero di canna

L’attenzione dei consumatori ai prodotti utilizzati a tavola è sempre maggiore, a volte però le informazioni trovate sul web non sono attendibili e rischiano di creare allarmismi inutili. In questi giorni è diventato virale un video che svelerebbe un complotto sulla produzione di zucchero di canna, che sarebbe in realtà semplice zucchero bianco camuffato. Sgretolando lo zucchero di canna contenuto in alcune bustine si potrebbero infatti ottenere granelli di zucchero bianco, dimostrando l’esistenza di una vera e propria truffa. Diversi siti d’informazione, tra cui Wired, hanno però spiegato che non si tratta di nessun complotto, ma di un processo di produzione ben noto.

 

2) La puzza di fritto è reato: condomini condannati

Ha fatto molto discutere in rete una sentenza di cui hanno parlato quasi tutte le maggiori testate nazionali e che avrebbe decretato la nascita di un reato che colpirebbe chiunque diffonda odore di fritto all’interno del condominio. L’atto della Cassazione però non crea una nuova norma ma certifica soltanto l’esistenza, nel caso analizzato, di una situazione non più tollerabile per gli abitanti del condominio. La legge infatti tutela con diverse norme i privati dalle molestie, anche olfattive, che i vicini di casa possono produrre a loro danno. Nel caso in oggetto non si trattava di semplice odore di fritto, ma di un probabile difetto strutturale di una canna fumaria che, a seguito degli esperimenti culinari del proprietario, finiva spesso per diffondere in maniera sistematica per tutto il condominio odori, vapori, rumori e residui di combustione.

 

3) Audi finanzia un creativo con 53mila dollari, lui ne usa solo 53

La rete presenta ogni giorno storie incredibili di persone che, con poche risorse ma molto ingegno, sono riuscite a realizzare i propri sogni e a guadagnare cifre incredibili. L’ultimo caso riguarderebbe un famoso fotografo, incaricato da Audi della produzione di una pubblicità per la campagna in Medio Oriente, che avrebbe svolto il suo lavoro usando soltanto 53 dollari a fronte dei 53mila previsti dall’azienda. L’uomo sarebbe riuscito nell’impresa utilizzando un modellino dell’auto in scala ridotta, costruendo un set in miniatura e sfruttando le sue grandi capacità nelle tecniche di fotografia. Il portale specializzato Bufale.net ha però contattato il fotografo, che ha smentito totalmente la storia.

 

4) Ricompare una nave dal triangolo delle Bermuda dopo 90 anni

Il mito del Triangolo delle Bermuda continua ad affascinare gli amanti dell’occulto, nonostante negli anni si siano riusciti a spiegare quasi tutti i suoi misteri. Alcuni blog in questi giorni hanno raccontato una storia incredibile: un’imbarcazione scomparsa da novant’anni proprio in quella zona sarebbe stata ritrovata recentemente dalle autorità cubane, aprendo a molti interrogativi. La nave, chiamata Cotopaxi, sarebbe partita nel 1925 senza mai arrivare a destinazione. A bordo sarebbe stato ritrovato un diario che potrebbe aiutare a ricostruire l’esperienza dell’equipaggio, di cui non si è mai trovata traccia. Si tratta però di una notizia totalmente inventata e nemmeno nuova: già due anni fa il sito di fact-checking Snopes aveva svelato che si trattava di una bufala.

 

5) Firenze: macellava cani nel suo garage e li serviva nel suo ristorante

In alcuni villaggi cinesi, nonostante l’opposizione degli animalisti, viene consumata ancora oggi carne di cane. Questa usanza ha contribuito negli anni ad alimentare le leggende metropolitane che accuserebbero alcuni ristoranti cinesi in Italia di utilizzare carne canina. La conferma sarebbe arrivata però da un caso clamoroso che si sarebbe verificato a Firenze, dove i carabinieri avrebbero posto sotto sequestro un ristorante cinese, nel quale il proprietario avrebbe servito per anni carne di cane, utilizzando il proprio garage come macelleria. Si trattava ovviamente di una bufala, il sito che l’ha diffusa è uno dei tanti che, tra le piccole scritte a fondo pagina, chiarisce di essere un sito satirico e di non riportare notizie vere.

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