Cinque notizie che non lo erano
La verità sulle parole di Casalino

 

1) L’Unione Europea vieta i cognomi sui campanelli

L’antipatia per le istituzioni europee è ancora molto diffusa, a volte però l’opinione pubblica viene anche convinta dell’esistenza di imposizioni e restrizioni inesistenti da bufale che circolano sul web e sui giornali. In questi giorni, ad esempio, alcuni quotidiani e siti web hanno annunciato una nuova legge che sarebbe stata da poco approvata dall’Unione e che vieterebbe ai cittadini di mettere il proprio cognome sui campanelli di casa. La vicenda in realtà è completamente diversa, come ha spiegato il sito Butac.it, che ha ricostruito i fatti riguardanti un cittadino austriaco residente a Vienna. L’uomo aveva chiesto all’amministrazione del condominio di non mettere il proprio cognome per esteso sul campanello ma di limitarsi a indicare le proprie iniziali, per motivi di privacy. Non avendo visto rispettate le proprie volontà, si è rivolto al tribunale austriaco, che gli ha dato ragione. La legge europea in realtà c’entra ben poco, essendo stato un tribunale nazionale a decidere in autonomia e infatti la stampa locale ha soltanto citato le norme UE sulla privacy.

 

2) I concorsi universitari truccati a Le Iene

La trasmissione televisiva Le Iene la scorsa settimana si è occupata di concorsi universitari, accusando le facoltà di creare concorsi su misura per favorire persone conosciute piuttosto che favorire le competenze. L’analisi è stata però criticata da molti addetti ai lavori, che hanno valutato l’analisi superficiale e pretestuosa, atta soprattutto a creare scandalo e ad avvalorare una tesi di partenza piuttosto che a indagare nel merito. Ha risposto in maniera estesa anche un docente di Economia all’Università La Sapienza, spiegando la differenza tra borse di dottorato e assegni di ricerca e chiarendo le posizioni dei docenti. La vincitrice del concorso di cui si è parlato in trasmissione sarebbe infatti tutt’altro che raccomandata, avendo un ampio curriculum accademico e professionale in un campo molto specifico e complesso.

 

3) Le frasi di Rocco Casalino su vecchi e down

Un video che riguarda il portavoce del Movimento 5 Stelle, Rocco Casalino, è tornato a circolare sul web dopo circa 14 anni da quando è stato girato, scatenando una pioggia di polemiche da più parti. Nel filmato, Casalino esprime il suo disprezzo verso alcune categorie sociali particolarmente deboli, come gli anziani e i portatori di sindrome di Down. Il diretto interessato aveva già chiarito la vicenda in passato, spiegando che si trattava di un’esercitazione, una sorta di recita in cui cercava di provocare i suoi interlocutori. A confermare questa tesi è intervenuto in questi giorni anche il giornalista che teneva quel corso, presente all’intervista, che ha parlato di una simulazione concordata per sollecitare gli studenti.

 

4) Macron ricoverato in psichiatria

La figura di Macron ha da qualche tempo spodestato quella di Angela Merkel come leader europeo più “odiato” dagli italiani, a causa soprattutto degli attriti in tema di immigrazione. Molte persone si sono sentite quindi rinfrancate dal leggere su diversi giornali e siti web che il Presidente francese in questi giorni sarebbe stato sottoposto a ricovero per problemi psichiatrici. La notizia è stata rilanciata anche da Beppe Grillo, ma si trattava di una bufala inventata da un sito francese che, come molti simili in Italia, dichiara che «tutte le informazioni contenute nel sito sono satiriche e\o parodistiche», come spiegato dal sito Bufale.net.

 

5) La carta di credito delle Nazioni Unite per i clandestini

Su Twitter, e in seguito su diversi siti web, si è molto discusso di una presunta carta di credito che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati avrebbe concesso a tutti i clandestini. La scoperta, secondo quanto scritto, sarebbe stata fatta dalla polizia croata che avrebbe così svelato un piano di finanziamento occulto in favore dei clandestini che entrano in Europa. Il blogger David Puente ha chiarito la vicenda, già emersa in passato, spiegando che si trattava soltanto di una bufala. La carta di credito che è stata mostrata come prova era soltanto uno strumento concesso ai rifugiati residenti in Grecia, che per accedervi dovevano rispondere a specifici requisiti e che potevano utilizzarla soltanto all’interno dei confini nazionali.

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