Cinque notizie che non lo erano
Obama, la Clinton e i loro tweet

 

1) Obama e la Clinton non vogliono dire che le vittime in Sri Lanka sono di religione cristiana

Perfino l’attentato in Sri Lanka è diventato, sui social, un nuovo motivo di polemiche, alcune scatenate dopo i tweet di alcuni noti esponenti del partito democratico americano. A finire sul banco degli imputati sono stati soprattutto Barak Obama e Hillary Clinton, colpevoli, secondo alcuni, di non voler identificare le vittime come “cristiani” ma utilizzando un’espressione più generica. In realtà, però, l’espressione utilizzata «Easter worshipper», è ampiamente diffusa e si riferisce in maniera specifica alla Pasqua cristiana, mentre ha altre traduzioni quando si riferisce ad altre religioni. Come ha dimostrato Open, il termine è stato usato in passato anche da figure inattaccabili, come la repubblicana Fox News o siti cattolici.

 

2) Le statue decapitate a Notre Dame

Il culto del sospetto ha causato molte speculazioni anche in merito al rogo della cattedrale di Notre Dame, ancora una volta riguardanti soprattutto una presunta guerra di religione avallata dagli stessi governanti europei. È stata diffusa sul web la foto delle statue dei dodici apostoli prelevate dalla cattedrale, tutte con la testa smontata, prova, secondo quanto scritto da qualcuno, di un tentativo di profanazione delle immagini sacre cristiane. L’operazione però non era certo segreta e rientrava nel programma di ristrutturazioni in atto in questi anni a Notre Dame. Rimuovere la testa delle statue ha infatti permesso di trasportarle in maggiore sicurezza, minimizzando i rischi di danno e sollevandole con un’imbragatura.

 

3) La nuova challenge dei giovani: mangiare cibo con l’involucro

Il web e le comunità online sono ricche di stranezze e si legge spesso sui giornali di ultime, assurde mode lanciate sui social. In alcuni casi, però, la questione viene notevolmente sopravvalutata. In questi giorni, ad esempio, diverse testate hanno riportato quella che sarebbe una nuova sfida che «spopolerebbe tra i giovani» e che consisterebbe nel mangiare cibo senza rimuoverne l’involucro. Alcuni video sui social network confermerebbero l’allarme, eppure le ricerche del sito di debunking Butac.it hanno scovato soltanto pochissimi casi simili, smontando l’ipotesi che si tratti davvero di una tendenza diffusa a macchia d’olio. Non esiste nemmeno un hashtag o un nome, ma si tratterebbe, quindi, solo di pochissimi casi isolati e non collegati tra loro, non certo di una moda virale.

 

4) Il prototipo della TV portatile

Una pagina Facebook americana ha diffuso la fotografia di quello che sarebbe un prototipo per una televisione portatile risalente al 1967. La forma dell’oggetto ricorda un ingombrante e rudimentale visore per la realtà virtuale, ma vista la scomodità d’utilizzo non ha sorpreso leggere che tale progetto sia stato abbandonato nello stesso anno di presentazione. Sebbene l’immagine sia credibile, si trattava di una bufala: la fotografia mostra in realtà un’opera dello scultore e architetto Walter Pichler. L’artista con questo oggetto voleva rappresentare la pericolosità dell’avanzamento tecnologico, che avrebbe, secondo la sua visione, reso l’uomo del tutto dipendente dalle macchine e alienato dal mondo esterno.

 

5) A Milano è allarme morbillo: una prova dell’inefficacia dei vaccini

La battaglia per aumentare la percentuale di bambini vaccinati sembra, per ora, essere stata vinta, dopo anni di grande allarme da parte di tutta la comunità medica. Nonostante questo, a Milano si sono verificati diversi casi di contagio di morbillo, costringendo ancora una volta i medici a esortare al vaccino. Questa situazione, secondo quanto scritto su alcuni siti web, sarebbe la prova che l’obbligo vaccinale non avrebbe portato ad alcun vantaggio, non avendo diminuito il pericolo di contagio. I casi a cui fanno riferimento in questi giorni i medici, però, non riguardano i bambini, la cui copertura è tornata sopra il 95%, ma gli adulti che non sono mai stati vaccinati proprio per l’assenza negli scorsi anni di una legge in merito. Non c’è quindi nessun caso di “schizofrenia della scienza”, come scritto da alcuni blog e come spiegato dal sito Bufale.net.

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