Cinque notizie che non lo erano
Il poliziotto di Casal Bruciato

 

1) La lettera del poliziotto a Casal Bruciato

La vicenda della famiglia rom, legittima assegnataria di una casa popolare nel quartiere romano di Casal Bruciato, è stata per molti siti l’occasione per diffondere numerose bufale. È circolata, ad esempio, una lettera che un poliziotto impiegato sul posto avrebbe pubblicato in questi giorni, in cui lamentava un forte disappunto per gli ordini impartiti dai vertici delle forze dell’ordine. In seguito a proteste e minacce di alcuni rappresentanti di Casapound, la polizia è stata infatti costretta a scortare la famiglia all’ingresso di casa, una misura che è stata necessaria anche durante la visita della sindaca Raggi. L’uomo avrebbe dichiarato di vergognarsi per quello che lui e i colleghi sarebbero stati «costretti a fare a Casal Bruciato». Come spiegato da Open, però, si trattava in realtà di una copia, con qualche modifica, di una lettera che era già circolata nel 2015 e anche in quel caso non c’erano state conferme dell’autenticità dello scritto.

 

2) Il Pd vuole aumentare o diminuire gli stipendi dei parlamentari?

La proposta di modifica dei compensi ai parlamentari presentata dal tesoriere del Pd Zanda ha scatenato forti polemiche, in particolare con il Movimento 5 Stelle. Il vicepremier Di Maio ha accusato il Pd di voler aumentare gli stipendi da 13 a 19 mila euro, mentre la risposta di Zingaretti è stata opposta: «Zanda aveva proposto di abbassare gli stipendi dei parlamentari, mettendoli allo stesso piano di quelli dei parlamentari europei, che sono inferiori». L’Agi ha analizzato la proposta di legge ed è emerso che nessuno dei due schieramenti ha realmente ragione: lo stipendio fisso mensile sarebbe infatti calato, ma, integrando le altre voci di reddito, non ci sarebbero stati cambiamenti sostanziali nella cifra finale.

 

3) L’equipaggio della Mare Jonio indagato

La “battaglia” di Matteo Salvini contro le Ong e le navi di soccorso che operano nel Mar Mediterraneo non sembra essersi placata, nonostante a oggi non siano emerse prove concrete di reati commessi. Il caso più recente è stato quello della Mare Jonio, in cui il ministro dell’Interno aveva annunciato l’avvio dell’indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nei confronti dell’equipaggio e il sequestro preventivo dell’imbarcazione. La procura di Agrigento ha però smentito la notizia: l’equipaggio non è stato iscritto nel registro degli indagati, a differenza del comandante e dell’armatore, mentre è stato confermato il sequestro probatorio ma non quello preventivo. Secondo l’Agi si tratterebbe però soltanto di un atto necessario per proseguire le indagini e accertare i fatti.

 

4) Il video di Gad Lerner sui rom ai Parioli

Il debunker David Puente, su Open, si è occupato negli scorsi giorni di un filmato che circola da qualche settimana in rete, con protagonista Gad Lerner. Durante una trasmissione televisiva, il giornalista avrebbe spiegato come i rom non potrebbero mai essere ospitati nei quartieri più ricchi di Roma, in quello che è stato definito come una sorta di manifesto dei “radical chic”. Il filmato completo però, pubblicato dallo stesso Lerner, rivela un discorso ben più ampio espresso durante il suo intervento, che ipotizzava addirittura espropri dei palazzi di proprietà dei benestanti in nome della coerenza con i valori di sinistra.

 

5) La cannabis legale è droga

Matteo Salvini la scorsa settimana si è occupato del tema delle droghe e in particolare della cosiddetta “cannabis light”, venduta in negozi autorizzati che seguono precise disposizioni di legge. Il ministro ha attaccato queste attività, dichiarando che «non esistono droghe depotenziate, esiste la droga, che ci fa male». Gli ha risposto il ministro della Salute, Giulia Grillo, che ha spiegato che in Italia non esiste alcuna liberalizzazione di droghe, né pesanti né leggere. La definizione di “droga” è in realtà è molto variabile, ma se si intende la capacità di una sostanza di alterare lo stato di lucidità. Si può quindi confermare che questi negozi commercializzano infiorescenze che hanno un contenuto di principio attivo talmente basso da risultare inefficaci a quello scopo.

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