Cinque notizie che non lo erano
Quasi tutte (ancora) sui sacchetti

 

1) Il trucco per boicottare i sacchetti a pagamento

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L’anno nuovo si è aperto con una singolare polemica sui sacchetti biodegradabili utilizzati nei supermercati, che dal nuovo anno devono essere mostrati nello scontrino fiscale. Il costo, prima occulto, è ora trasparente, ma forse per un errore di comunicazione la direttiva è stata percepita come una nuova tassa a danno dei consumatori. Ha avuto molto spazio sui social un metodo di boicottaggio, documentato da varie fotografie, per evitare di pagare i sacchetti utilizzati per frutta e verdura. Secondo quanto spiegato, basterebbe applicare l’etichetta con il prezzo direttamente sul frutto, senza quindi acquistare alcun sacchetto. La soluzione è più scomoda per chi acquista e per chi lavora alle casse, ma sarebbe un modo per evitare il pagamento di 1 o 2 centesimi. I supermercati però hanno l’obbligo di inserire come voce nello scontrino ogni prodotto che viene pesato, il costo del sacchetto viene quindi incluso per ogni pezzo che viene posto sulla bilancia elettronica, anche quando questo non viene utilizzato. Questo meccanismo era già previsto da tempo, come spiegato dal blogger David Puente.

 

2) La legge sui sacchetti è stata voluta da Renzi

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Gli ultimi giorni di vacanze invernali sono stati ricchi di polemiche sulla questione dei sacchetti biodegradabili, in molti però hanno anche basato le proprie convinzioni su alcuni messaggi che sono circolati in rete e su WhatsApp. Un messaggio in particolare ha mosso accuse molto pesanti, attribuendo la decisione al segretario del PD, Matteo Renzi, convinto da un’amica che produce proprio questo genere di sacchetti. La legge in realtà è entrata in vigore per dare attuazione ad una direttiva europea del 2015, a cui tutti i Paesi dell’Unione si dovranno uniformare, e rientra in una serie di provvedimenti che vogliono contrastare l’inquinamento globale. Quindi: bufala.

 

3) Assalto a furgone di sacchetti biodegradabili

Il tema dei sacchetti biodegradabili ha prodotto una grande mole di bufale, alcune sono state causa di disinformazione, altre di semplice ilarità. Alcuni blog hanno raccontato di una rapina che sarebbe stata portata a termine sull’autostrada A7, in prossimità del casello di Bolzaneto, a danno di un camion che trasportava proprio sacchetti biodegradabili. Il mezzo avrebbe contenuto 10mila sacchetti ed avrebbe causato un danno notevole alle Coop genovesi, destinatarie della merce. La fotografia mostrata però si riferisce a un altro fatto di cronaca avvenuto in provincia di Milano nell’ottobre 2016 ed a diffondere la notizia sono stati soltanto blog che si definiscono “satirici”.

 

4) WhatsApp a pagamento (di nuovo)

Una vecchia bufala, leggermente modificata e riadattata, ha ripreso a circolare su WhatsApp e riguarda proprio il più famoso programma di messaggistica al mondo. Un messaggio informerebbe della recente acquisizione dell’azienda WhatsApp da parte di una proprietà cinese, che durante una conferenza tenutasi il 3 gennaio avrebbe annunciato l’intenzione di far diventare il servizio a pagamento a partire dal 13 gennaio 2018. L’unico modo per essere esenti da questo costo, che sarebbe di 1 centesimo a messaggio, sarebbe quello di inoltrare l’informazione ad almeno 20 persone, per essere segnalati come “utilizzatore assiduo”. Ovviamente non c’è nulla di vero e si tratta dell’ennesima catena di Sant’Antonio.

 

5) Il nipote della Boldrini assunto a palazzo Chigi

Laura Boldrini, nonostante abbia quasi terminato il proprio mandato da Presidente della Camera, rimane uno dei politici più attaccati dai creatori di bufale. In questi giorni è circolato sui social e su WhatsApp l’ennesimo messaggio che svelerebbe l’incarico concesso a un parente della Boldrini, assunto a Palazzo Chigi con uno stipendio da 8mila euro al mese. Il nipote infatti avrebbe trovato lavoro nella segreteria dell’ufficio verifica atti, nonostante abbia soltanto un diploma di scuola superiore. Si tratta ovviamente di una bufala, non è chiaro chi sia il ragazzo mostrato nella fotografia, ma non c’è nessun caso di favoritismo del genere che riguardi qualche nipote di Laura Boldrini.

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