Cinque notizie che non lo erano
A scuola si daranno ancora le note

 

1) Abolite le note disciplinari nelle scuole elementari

L’organizzazione del sistema scolastico in Italia è da molto tempo motivo di dibattito politico, anche se non si è ancora vista una risposta ai problemi più concreti, come la ristrutturazione degli edifici. L’ultima notizia, diffusa dai giornali in questi giorni, annuncia l’abolizione nelle scuole elementari delle note disciplinari, ritenute poco utili se applicate a bambini ancora piccoli. La decisione è stata però smentita fermamente dal Ministero dell’Istruzione, che ha parlato di «notizie infondate». L’abolizione di cui si parla riguarda infatti soltanto un Regio Decreto del 1928, già superato dai regolamenti d’istituto, ma rimarranno possibili le sanzioni «all’interno di un quadro normativo attualizzato».

 

2) Non ci sono mai stati morti sul lavoro come ora

In occasione delle manifestazioni per il Primo Maggio, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha tenuto un discorso sulla delicata questione delle morti sul lavoro. Ogni giorno, come spiegato dal segretario, ci sono circa 2,5 incidenti mortali, una cifra che secondo Landini sarebbe «senza precedenti». L’Agi ha approfondito il tema, consultando i dati forniti dall’Inail e rivelando che in realtà quella cifra è in linea, se non inferiore, a quanto si è registrato negli scorsi anni. Soltanto nel 2015 si contavano 3,2 incidenti mortali al giorno e la situazione è stata anche peggiore dal 2010 al 2012. Anche negli anni Sessanta e Settanta, spesso ricordati con troppo romanticismo, si sono verificati più del doppio degli incidenti mortali rispetto agli ultimi tempi. Il dato peggiore risale al 1963, quando le morti sono state 4644 in un solo anno, ovvero quasi 13 al giorno. Detto questo, la battaglia contro le “morti bianche” è importantissima e va combattuta con tutti i mezzi a disposizione, al di là di quante esse siano all’anno.

 

3) La prova che Greta Thumberg è manovrata da Soros

L’ultima bufala su Greta Thumberg, diffusa inizialmente da un sito svedese di estrema destra, rivelerebbe che Greta sarebbe in realtà soltanto un burattino manovrato dall’onnipresente Soros. Le prove sarebbero la sua amicizia e collaborazione con Lisa Neubauer, un’altra giovane attivista con cui è stata spesso fotografata. La ragazza infatti è ambasciatrice di una fondazione che ha tra le sue attività la promozione di uno sviluppo sostenibile secondo i criteri indicati dall’Onu. Tra i finanziatori della fondazione ci sono anche Bono Vox, Bill Gates e George Soros: questo collegamento sarebbe la dimostrazione inconfutabile dell’inaffidabilità delle due attiviste. In realtà, come spiegato su Wired, non esistono legami diretti con Soros e non esistono società segrete, come invece sostenuto da qualcuno. Le società sono tutte registrate e trasparenti e gli ambasciatori, fino a prova contraria, non hanno alcun vincolo nei confronti dei finanziatori.

 

4) Ritorna il fondo per i parlamentari in crisi

È tornata a circolare in questi giorni una vecchia bufala, di cui già ci eravamo occupati molto tempo fa, che rivelerebbe l’esistenza di una nuova legge proposta dal governo precedente e approvata in gran segreto. La legge, a prima firma di un senatore inesistente, tale Cirenga, avrebbe istituito il fondo per i parlamentari in crisi «creato in vista dell’imminente fine legislatura». Sarebbero quindi stati stanziati addirittura 134 miliardi di euro come “ammortizzatore sociale” per tutti quei deputati che non avrebbero trovato un posto di lavoro entro l’anno successivo alla fine del mandato. Come spiegato su Open, si trattava e si tratta dell’ennesima fake news.

 

5) Il derby di Torino e lo striscione «imposto dalla società»

La scorsa settimana si è disputato il derby di Torino, in concomitanza con le celebrazioni per la tragedia di Superga, evento che in passato aveva causato non poche polemiche per cori e striscioni irrispettosi e di pessimo gusto. Durante la partita, le immagini televisive hanno mostrato invece uno striscione apprezzato da tutte le tifoserie, esposto proprio dalla curva bianconera, che rendeva onore ai caduti granata. Sui social si è però diffusa un’altra immagine, condivisa inizialmente anche da un noto giornalista sportivo, che accortosi dell’errore l’ha poi cancellata. La fotografia, secondo quanto scritto, rivelava l’esistenza un altro striscione che sarebbe stato nascosto dalle televisioni e che comunicherebbe la reale posizione della curva juventina: «L’onore solo per i caduti bianconeri». Il sito di debunking Bufale.net ha ricostruito la vicenda, scoprendo che si trattava di un fotomontaggio: lo striscione infatti risaliva a una partita contro l’Atalanta del 2014.

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