La mappa mondiale dei migranti
A partire soprattutto dall’Italia

Secondo alcuni recenti dati Istat, in Italia le immigrazioni provenienti dall’estero sono scese a 307mila, contro le oltre 350mila del 2012. Gli italiani che lasciano il Belpaese per stabilirsi all’estero continuano invece ad aumentare, con circa 126mila unità registrate nel solo 2013, contro le 106mila dell’anno precedente.

Perché molti italiani abbandonano il proprio Paese. Alla base di questa fuga c’è un mix di fattori economici e sociali: la mancata crescita del PIL italiano, un tasso di disoccupazione giovanile del 42,3% (dati Istat aprile 2014), la costante crescita dei contratti temporanei e il fenomeno del precariato, l’aumento del fenomeno del “sottoinquadramento”, gli scarsi investimenti nella ricerca (1,26% del PIL contro una media UE del 2%, dati Istat). Ai risaputi problemi economici di cui l’Italia soffre da diversi anni, va aggiunta la cosiddetta fuga di cervelli. Dal 2001 al 2010, la percentuale dei laureati che hanno cercato fortuna all’estero è quasi raddoppiata (dall’8,3% al 15,9%). In generale, la propensione a spostarsi all’estero è più elevata per i laureati che provengono da discipline scientifiche, dei quali ben il 3,7% sceglie di espatriare, contro il 2,3% dei laureati in discipline umanistiche e politico-sociali.

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Sarà possibile selezionare anche le decadi e incrociare i continenti di provenienza]

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Dove emigrano gli italiani. Al primo posto tra le mete più gettonate dagli italiani c’è la Germania, preferita sia per la sua vicinanza sia per la ricchezza che questo paese ha dimostrato di saper produrre, anche in tempi di crisi. Seguono a pari merito Francia e Stati Uniti.

Anche il Canada dimostra di saper assorbire un flusso di persone molto consistente: qui ci sono interessanti politiche volte a favorire l’immigrazione di imprenditori stranieri e ad aumentare i posti di lavoro disponibili. L’iniziativa, in questo senso, più importante, si chiama Startup Visa ed è stata concepita per mettere in comunicazione imprenditori stranieri che vogliono trasferire all’estero la propria attività, con organizzazioni del settore privato già operanti e ben radicate in Canada.

La vicina Svizzera e la lontanissima Australia vantano un flusso in entrata piuttosto interessante, mentre la Spagna, un tempo meta piuttosto ambita, si posiziona oggi all’ultimo posto, forse per via della profonda crisi che ha investito il paese e che ha portato la disoccupazione giovanile ben oltre il 50%.

 

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Chi sono quelli che arrivano in Italia. Con 60 mila immigrati arrivati in Italia nel 2013, la Romania si conferma il principale Paese i cui abitanti risiedono sul territorio italiano, davanti a Marocco (19 mila), Cina (18 mila) e Albania (15mila). Tuttavia, gli arrivi dalla Romania sono diminuiti sensibilmente rispetto al 2012 (-25%), così come quelli dalla Cina (-12%).

Nella lista dei cittadini di diversa nazionalità che scelgono l’Italia come paese in cui vivere c’è anche una nazionalità che proprio non ci si aspetterebbe di trovare: quella americana. Ebbene si, con quasi 13 mila ingressi nel Bel Paese si piazzano prima dell’India (11.718), Egitto (9.871), Pakistan (9.599), Bangladesh (9.232), Filippine (8.916) e Moldova (8.808). La regione preferita dagli stranieri extracomunitari è la Lombardia (26,5%), seguita da Emilia Romagna (12,2%) e Veneto (11,6%).

Ecco quali sono i Peesi extracomunitari più rappresentati e in quale regioni sono più presenti: Marocco (513.374 – Lombardia 24%); Albania (497.781 – Lombardia 20%); Cina (304.768 – Lombardia 21%); Ucraina (224.588 – Lombardia 21%); Filippine (158.308 – Lombardia 33%); India (158.308 – Lombardia 36%); Moldova (149.231 – Veneto 26%); Egitto (123.529 – Lombardia 68%); Tunisia (121.483 – Emilia Romagna 22%); Bangladesh (113.811 – Lazio 26%). Le province nelle quali si concentra maggiormente la presenza straniera sono: Milano, Roma, Brescia, Torino, Bergamo e Firenze. Nelle province di Milano (11,6%) e Roma (8,4%) vive un quinto degli stranieri non comunitari che sono in Italia.