Come combattere le zanzare
che sono sopravvissute finora

L’incubo zanzare, ora che siamo a settembre, sembrava superato. Invece no, nonostante la siccità di questa estate che ne ha ridotto comunque il numero e la presenza, per via di minori ristagni di acqua, habitat ideale per la prolificazione delle zanzare, ancora viaggiano nell’aria, disturbando soprattutto i nostri sonni notturni, già provati dal rientro, ma anche le nostre giornate. Gli esperti dell’Accademia nazionale dei Lincei, spiegano però che un trucco per liberarci della loro indesiderata e insidiosa presenza, almeno fino al prossimo anno, c’è: occorre proteggere l’ecosistema, occupandosi di tutelare soprattutto la biodiversità.

 

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I predatori delle zanzare. Sembrerebbe strano, eppure le zanzare si combattono con la stessa arma. Altri animali, predatori, che le ingoiano in un sol boccone. Parola di esperti etologi che cominciano, nel rispetto della biodiversità con il raccomandare di popolare i giardini, nel limite del possibile anche quelli abitativi, di differenti specie faunistiche tra cui piccoli e innocui rettili almeno per l’uomo come gechi e lucertole ad esempio, di uccelli o pipistrelli se il territorio lo consente. Questi ultimi possono essere attirati e mantenuti negli spazi verdi con delle bat-box, cioè dei rifugi normalmente in legno nei quali i pipistrelli possono soggiornare quando c’è luce e uscire a compiere al loro missione mangereccia di zanzare di notte, quando serve e quando questi insetti sono più fastidiosi. Stessa regola per gli uccelli che possono essere richiamati con delle cassette nido; i benvenuti sono soprattutto le specie con piccoli becchi che fungono da pinzette e che amano molto nutrirsi di zanzarine, moscerini e ogni micro-volatile. Insomma questi animali predatori sarebbero un prezioso e sano insetticida naturale.

 

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Evitare i rimedi chimici. Di norma, la prima strategia cui si pensa per abbattere le zanzare è ricorrere a un insetticida spray, quelli che comunemente si trovano in commercio. Invece sconsigliato da chi di animali se ne intende e le ragioni, spiegano, sono diverse. Essi, quando si spruzzano, possono essere pericolosi per animali di piccola taglia che girano per la casa e i giardini, come i cani o i gatti, ma anche per i bambini. Inoltre queste sostanze chimiche, disperse nell’aria o sul terreno, come nel caso di insetticida per le formiche ad esempio, potrebbero intossicare piccoli insetti che vengono poi mangiati da altri insetti. I quali, se non sono destinati a morire, potrebbero però non essere più in grado di riprodursi, con un danno per l’ecosistema, della cui bontà e salute invece dobbiamo preoccuparci.

 

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Non trascurare i tafani. Si è parlato soprattutto di zanzare, l’insidia maggiore estiva nelle città, e non solo, ma ci sono anche loro: i tafani. Una famiglia cosmopolita di insetti, appartenete all’ordine dei Ditteri, che nella stagione autunnale popola soprattutto le aree in cui è presente la selvaggina selvatica.  È in questo periodo dell’anno che i tafani sono più cattivi, tendendo a pungere con maggiore facilità; dunque per chi ama andare per boschi o altro, meglio coprirsi bene, da capo a piedi. E se gli indumenti non sono certo una strategia anti-morso, un ruolo preventivo/protettivo lo svolgono efficacemente.

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