Che cosa si sta macchinando
attorno (e contro) Papa Francesco

Tutto ha preso il via dalla pubblicazione il 26 agosto da parte del quotidiano La Verità e di alcuni siti ultraconservatori statunitensi di un lungo documento (11 pagine) firmato da Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti ed ex segretario del Governatorato, che contiene dure accuse nei confronti di papa Francesco. Viganò in quel testo scrive che le massime autorità vaticane sapevano dal 2000, quando Wojtyla lo promosse arcivescovo di Washington, che il cardinale Theodore McCarrick abusava dei seminaristi. La segnalazione era arrivata dai due nunzi a Washington, predecessori di Viganò, Gabriel Montalvo e Pietro Sambi. McCarrick venne comunque nominato cardinale da Wojtyla. Per difendere la memoria del papa fatto santo, Viganò sostiene che in realtà questa era stata una manovra del cardinale Angelo Sodano, allora segretario di Stato, che aveva tenuto nascoste al papa le informazioni arrivate dall’America. Cosa poco credibile, perché nel 2000 papa Wojtyla era ancora in grado di governare la chiesa.

L’attacco al papa. Fu nel 2009 papa Ratzinger a imporre in segreto a McCarrick una sorta di «clausura». Ordine che non venne rispettato perché l’allora cardinale continuò la sua attività senza soste, con celebrazioni in pubblico e conferenze. E Viganò non spiega come sia stato possibile che abbia disatteso in modo tanto plateale l’ordine di Benedetto XVI. Ma il vero obiettivo dell’ex nunzio è papa Francesco: così nel dossier racconta di aver reso noto a Bergoglio in un’udienza del 23 giugno 2013 tutte le accuse che pendevano sul capo di McCarrick. Ma, secondo Viganò, Bergoglio non avrebbe agito perché sviato dalle informazioni che arrivavano dal fronte dei vescovi progressisti americani che nel dossier vengono assimilati alla «corrente filo omosessuale» nella Chiesa. Viganò però non dice di aver inviato le accuse che erano nelle sue mani in forma scritta al papa. In questo modo all’accusa manca la controprova.

 

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Dove sono le prove? Ma il rumore mediatico sollevato dossier di monsignor Viganò non bada a questi “dettagli”, così la richiesta di “dimissioni” del Papa lanciata in quel documento ha preso il sopravvento sulla sostanza e veridicità delle accuse. E la sensazione è che la drammatica questione della pedofilia nella chiesa sia diventata la leva per un regolamento dei conti di una parte della gerarchia contro l’attuale assetto di potere in Vaticano. È dalla minoranza tradizionalista che arriva un sostegno alla richiesta di dimissioni, mentre dalla maggioranza rappresentata dal cardinale Daniel Di Nardo, arcivescovo di Galverston-Houston e presidente della Conferenza episcopale arriva la richiesta esplicita: «Fuori le prove», con riferimento a Viganò, che nel suo memoriale non ha prodotto nessuna documentazione a sostegno delle affermazioni.

Eppure, quel video… Ed è guerra senza quartiere, come dimostra un video del 2012 rivelato oggi, in cui si vede Viganò che applaude ed elogia pubblicamente McCarrick: il quale non avrebbe dovuto nemmeno essere lì se avesse rispettato l’ordine di papa Ratzinger che risaliva al 2009. I corvi volano, attaccano, ma volte s’azzoppano…

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