«Il cuore di mio marito Giorgio
e il profondo dilemma del dono»

«Era il 27 maggio 1988, una bellissima giornata di sole, un venerdì. Il mio Giorgio è uscito la mattina per andare a lavorare, ricordo che cantava. Dopo mezz’ora mi hanno chiamato: aveva avuto un aneurisma. Lo hanno tenuto attaccato alle macchine per due giorni e il lunedì lo hanno preparato per l’espianto. Aveva 43 anni». Giorgio Balestra era il marito di Margherita Attuati e il papà di due figli adolescenti. Se n’è andato in modo talmente inaspettato e precoce, che non aveva nemmeno fatto in tempo a iscriversi all’Aido, anche se credeva nella donazione degli organi. Per Margherita quella di donare il cuore del suo Giorgio è stata una decisione difficilissima: «Fosse per me non lo avrei fatto, ma ho voluto rispettare le sue volontà. In quei giorni non capivo niente, ero frastornata dal dolore. Ricordo che ero seduta nello studio di un medico che mi ha chiesto se volevo donare gli organi di mio marito. Io gli ho detto di no e lui mi ha risposto in modo sgarbato che tanto potevano espiantarlo anche senza il mio consenso. Mi sono allungata sulla scrivania e l’ho preso per il bavero del camice. Per fortuna mi hanno fermato e mi hanno fatto parlare con uno psicologo. È stato grazie a lui che ho poi deciso di acconsentire alla richiesta».

 

 

Dopo il funerale del marito, Margherita ha smosso mari e monti per sapere a chi era stato destinato il cuore di Giorgio: «Non so come ho fatto, ma alla fine ci sono riuscita. Aveva salvato un giovane, padre di quattro figli. Per me è stato difficilissimo stare seduta davanti a lui, sapendo che in quel petto batteva il cuore di mio marito. Da quel momento non ne ho più voluto sapere nulla». Margherita si è rimboccata le maniche ed è andata avanti, nonostante le…

 

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