Dalla Malpensata a Colognola
prove di “Rinascimento urbano”

«In passato abbiamo fatto alcuni errori». Il mea culpa del presidente dell’Ance Ottorino Bettineschi è la premessa da cui partire per comprendere il significato e la portata del piano di “Rinascimento urbano” lanciato insieme a Comune di Bergamo, Università e Ubi Banca. Visto che di suolo da consumare ne resta ormai ben poco e che le case nuove non si vendono più, i costruttori edili hanno capito che per sopravvivere alla crisi bisogna invertire la rotta. Inutile costruire altri palazzi, meglio sistemare quelli che già ci sono, isolandoli per bene. In particolare, quelli della zona sud est, sorvolata quotidianamente dai voli di Orio e perciò più esposta al martellamento di decibel. Malpensata, Campagnola, Colognola e Carnovali: ecco i quartieri da cui partirà il “Rinascimento”.

Al netto degli slogan, si tratta di un maxi piano di riqualificazione (energetica, ma soprattutto acustica) dei condomini costruiti negli scorsi decenni. In campo scenderà anche l’Aler, che parteciperà investendo un milione di euro per ammodernare il suo patrimonio immobiliare. L’Università suggerirà metodi e tecniche, mentre Ubi Banca metterà a disposizione 15 milioni per il finanziamento degli interventi. Altri milioni potrebbero arrivare a fondo perduto dal bando europeo cui Bergamo parteciperà, in cordata con altre cinque città europee. «Ma il progetto partirà comunque – ha chiarito il sindaco Giorgio Gori – Se poi ci saranno anche le risorse comunitarie tanto meglio». Sarebbero utilissime, nella specie, per sostenere interventi che scongiurino i rischi idrogeologici del territorio. Il piano avrà interessanti ricadute anche sulla mobilità sostenibile: ogni condominio aderente otterrà un’auto elettrica da condividere tra vicini di pianerottolo.

 

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«Sette anni di crisi hanno ridisegnato l’edilizia – spiega Bettineschi – Bergamo vuole continuare a essere un punto di riferimento nel settore attraverso modelli innovativi». Cambia, insomma, la parola d’ordine: non più edificare ma ristrutturare, riqualificare. Fa un po’ sorridere che alla lunga l’Ance sia arrivata alle stesse conclusioni di Serge Latouche, ma tant’è. I signori del cemento hanno finalmente compreso che una “decrescita” intelligente può essere un affare anche per loro.

Tutti, però, ci guadagneranno: se i costruttori potranno far ripartire l’attività, i proprietari miglioreranno l’abitazione riducendo inquinamento acustico ed atmosferico. Con costi si spera ridotti, visto che ci sarà la possibilità di sfruttare le economie di scala. Quanto al Comune, otterrà il non trascurabile risultato di migliorare la qualità della vita nei quartieri più provati dai disagi del traffico aereo. Meno rumore per tutti, meno lamentele per le orecchie del sindaco. Quanto a Ubi, con i mutui casa fermi al palo, avrà nuovi clienti cui prestar denaro.

La campagna di marketing scatterà a settembre: in calendario quattro incontri con i residenti dei quartieri interessati. E qui farà la sua parte anche Bergamo 2.035, il pensatoio messo in piedi da Università e Italcementi: toccherà a professori e studenti favorire il coinvolgimento della cittadinanza, per convincerla che mettere i doppi vetri è cosa buona e giusta.