Date da bere ai vostri bambini
Quando serve e con tanta frutta

È fuori discussione. L’acqua, in estate, è l’“alimento” migliore per contrastare sete e disidratazione, con effetti ancora più efficaci se “supportata” da frutta e verdura, che la contengono naturalmente, incrementando ulteriormente le riserve idriche. La raccomandazione, nella stagione più calda dell’anno, è di non arrivare mai a percepire lo stimolo della sete, che scatta quando l’organismo è all’asciutto e ne sta facendo già le spese. Al bisogno fisiologico di abbeverarsi costantemente rispondono con sufficiente allerta e solerzia gli adulti, non altrettanto i piccoli e i ragazzi che avendo una più elevata soglia di tolleranza alla sete, si espongono con maggiori facilità a rischi da arsura – crampi muscolari, stanchezza generale, secchezza delle labbra, delle fauci e della pelle, fino al collasso – facilmente evitabili. Mettendo in atto alcune raccomandazioni sul consumo di bevande della qualità e quantità giuste, come suggerito dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale, Sipps, in collaborazione con Nestlé, nell’ambito del progetto Nutripiatto. Una iniziativa, quest’ultima, nata per educare, soprattutto i più giovani tra i 4 e i 12 anni, a un corretto apporto nutrizionale, sano e bilanciato, alla salutare idratazione e al movimento quotidiano. Curiosi di saperne di più? Basta visitare il sito: www.nutripiatto.nestle.it.

 

 

Il reintegro idrico. Più acqua da frazionare durante il giorno e un più ricco consumo di frutta e verdura: sono questi i capisaldi forniti degli esperti della SIPPS a mamma e papà per contrastare il possibile rischio di disidratazione. Un fenomeno che lascia a secco, in estate, soprattutto i piccoli più esposti a (dis)perdere liquidi per l’intensa attività fisica e/o ludica all’aperto, ma poco sensibili a sentire e percepire il bisogno di reintegrare l’apporto di acqua, invece vitale per la buona salute dell’organismo e la prevenzione di specifici sintomi correlati.

 

 

Come e quanto bere. Sempre, distribuendo correttamente l’acqua e le bevute in tutto l’arco della giornata, facendo attenzione alle dosi raccomandate dagli esperti, variabili a seconda delle fasi di crescita o dell’età dei bambini e dei ragazzi. Ad esempio il fabbisogno idrico giornaliero è pari a circa 1,4 litri al giorno per i bambini di 4-6 anni con un incremento fino a 1,8 litri tra i 7-10, raggiungendo i 2 litri nella prima adolescenza. Con un possibile ulteriore aumento delle quantità idriche anche in funzione di condizioni ambientali particolarmente calde, il dispendio energetico e l’eventuale presenza di disturbi o patologie come vomito, diarrea e malattie febbrili che “disidratano” con più facilità, per l’eliminazione di liquidi.

 

 

Non tutte le bevande sono uguali. Oltre alla quantità dei liquidi da bere per reintegrare è importante fare attenzione anche alla qualità delle bevande. Perché alcune potrebbero non favorire gli esiti desiderati. Nei mesi estivi, dicono gli esperti, è bene fornire all’organismo sostanze “fresche”, come frutta e verdura che apportano acqua dall’interno, consumata sia al naturale o integrata in altre pietanze di sostanza, quali passato, minestrone, insalata di pasta o riso, macedonia, gelato o in cibi più liquidi come succhi con frutta fresca, frappé o frullati, preziosi anche per il rifornimento di vitamine e sali minerali che vanno anch’essi in acqua, insieme ai liquidi. Tuttavia qualche avvertenza va rispettata: infatti, bevande preparate in casa hanno il potenziale vantaggio di essere più sane grazie alla possibilità di controllare l’apporto nutrizionale e la composizione/quantità degli ingredienti, primo fra tutti gli zuccheri, ma lo svantaggio di essere più esposte al rischio di contaminazione esterno o a condizioni igieniche o modalità di conservazione non sempre perfette. Mentre i prodotti industriali, quelli che si trovano belli e pronti sugli scaffali, sono sicuri perché sottoposti a processi di accurato controllo, ma più calorici. In questo caso occorre fare attenzione all’etichetta, perché per esempio, 100 ml di succo di frutta a seconda della tipologia, possono far assumere dalle 45 alle 60 calorie. Siate strategici se la gola è tentatrice: per evitare gli eccessi, scegliete brick monodose e non confezioni famiglia dove un bicchiere tira l’altro, ed è facile dire addio alla soglia limite. Stesse regole “moderate e controllate” vanno rispettate anche nei confronti di bevande zuccherate e alcolici.

 

 

Cosa dire delle bibite energizzanti. Sono molto amate e consumate soprattutto dagli adolescenti, ignari tuttavia dell’elevato contenuto di sostanze eccitanti, prime fra tutte caffeina, taurina, guaranà, ginseng e niacina. Il peggio può capitare quando vengono assunte dai bambini, come attesta un documento dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), con l’obiettivo fittizio di contrastare la sensazione di stanchezza e potenziare la loro forza e/o resistenza fisica. O dai giovani in associazione agli alcolici, amplificando gli effetti di disinibizione comportamentale. Un’azione preventiva è possibile? Sì, ed è svolta soprattutto dalla famiglia cui spetta il compito di responsabilizzare, educare e sensibilizzare i giovanissimi all’assunzione corretta di queste bevande e mettendo in guardia contro possibili pericoli. È importante, dicono gli esperti, spiegare ai giovani quanto queste sostanze possono diventare insidiose e altamente dannose per il loro impatto sia sul comportamento sia in termini di tossicità sull’organismo, senza trascurare il fatto che aumentano il rischio di disidratazione, a un effetto vasodilatatorio che favorisce la perdita di acqua e la sensazione illusoria e di essersi idratati adeguatamente. Invece a torto con gli annessi pericoli, in aggauato.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.