I dinosauri finiscono sotto inchiesta
(anche se sono piaciuti un sacco)

La segnalazione sembra sia arrivata proprio dal Comune. Qualche funzionario, infatti, pare abbia deciso di prendere carta e penna e scrivere alla Procura, denunciando una presunta irregolarità nelle modalità con cui Palazzo Frizzoni ha assegnato alla società Geomodel la realizzazione dei dinosauri protagonisti assoluti della mostra “Noi abbiamo cento anni, loro molti di più” organizzata dal Museo di Scienze Naturali Enrico Caffi per festeggiare il suo secolo di vita. E il pm Giancarlo Mancusi ha così aperto un fascicolo d’indagine per turbativa d’asta.

Una brutta tegola per il Comune di Bergamo, soprattutto perché legata a un indiscutibile successo: la mostra, infatti, da marzo a oggi ha fatto registrare oltre 83 mila visitatori. Numeri talmente positivi da aver convinto gli organizzatori a prolungare l’allestimento fino all’Epifania invece che chiuderlo il 30 settembre scorso, come inizialmente programmato. E, soprattutto, numeri che hanno permesso al Comune non solo di coprire i costi («Cosa non affatto scontata», afferma l’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti), ma addirittura di guadagnarci. Di certo, alla fin dei conti, non ci sono stati problemi a recuperare i circa quattrocentomila euro che Palazzo Frizzoni ha sborsato alla Geomodel per la realizzazione dei 52 modelli di dinosauri iperrealistici, che furono inizialmente molto criticati anche da alcuni esponenti delle opposizioni.

La Procura, però, ci vuole vedere chiaro. Il Comune, infatti, ha assegnato il lavoro alla società veneta attraverso un incarico diretto, cioè senza passare per una gara di evidenza pubblica come invece prevederebbe l’iter. L’assessore Ghisalberti, a L’Eco di Bergamo, ha spiegato…

 

 

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