Ci siamo: è il Capodanno cinese
Stop al lavoro, sfila il Dragone

È un capodanno mobile, perché ogni anno varia. La data cambia, ma è sempre compresa tra il 21 gennaio e il 20 febbraio: il Capodanno cinese deve coincidere infatti con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. Nel 2019 il giorno fissato è per domani, martedì 5 febbraio, primo giorno del calendario lunare cinese. In altre parole è il Capodanno per il più grande popolo del mondo: per i cinesi è la festa nettamente più importante, quella in cui anche loro stakanovisti a oltranza staccano dal lavoro e si concedono più che una vacanza, un ritorno a casa.

 

 

I ragazzi che da tempo hanno lasciato l’immensa provincia del Paese per costruire la loro carriera nelle metropoli, prendono il treno non solo per fare i tanti chilometri che li distanziano da casa, ma anche per fare un salto indietro nel tempo, nelle braccia di quel che resta di una società rurale in cui sono nati. Le zone rurali, dove le tradizioni sono più sentite, si ripopolano grazie alle persone che tornano a casa, magari dalle varie città in cui lavorano; al contrario, molti quartieri delle grandi metropoli si svuotano per qualche giorno. Per molti di loro sono viaggi un altro mondo, anche se il Paese è lo stesso: la Cina. Per l’occasione del Capodanno cinese, infatti, sono sette i giorni di vacanza generalmente concessi. Per le scuole la pausa è più lunga e arriva sino alla festa delle Lanterne, due settimane dopo il Capodanno, martedì 19 febbraio. Il Capodanno cinese ha anche un colore (che non è molto diverso da quello che domina il nostro Natale): è il rosso. Ogni strada, casa o palazzo in cui si celebra il Capodanno viene decorato di rosso perché secondo la tradizione è colore di buon auspicio.

 

 

È un capodanno a tutti gli effetti, con cenone e fuochi d’artificio. In tavola domina il pesce, che in cinese suona come “abbondanza”. La Cina è poi la patria della pirotecnia, che non ha solo un valore di spettacolo, ma soprattutto un antidoto contro gli spiriti maligni, intimoriti dagli scoppi di luce. Nei tempi passati i fuochi venivano costruiti riempiendo di polvere da sparo le canne di bambù; ora sono veri e propri razzi, con conseguenze molte volte dolorose per chi non ha molta pratica.

Il Capodanno è anche l’occasione di grandi feste collettive e di parate spettacolari che attraversano le città. Ed è una tradizione che ha superato i confini della Cina, perché le comunità emigrate si danno da fare in ogni città dove si sono insediati. In Italia è spettacolare la sfilata del Dragone cinese prevista per domenica 10 febbraio nel cuore della chinatown meneghina, la zona di via Paolo Sarpi. È un corteo affascinante seguito da decine di migliaia di persone, che non a caso quest’anno è stato inserito tra le sette mete da non perdere per il Capodanno cinese dalla la piattaforma Viral, punto di riferimento on line per i viaggiatori: Milano si aggiunge ad altre grandi città globali come New York, Toronto, Amsterdam, Amburgo, Londra e Parigi. La sfilata sarà dominata da un enorme maiale gonfiabile, in quanto quello che comincia, nel sistema zodiacale cinese, è proprio l’anno del maiale: è l’ultimo ultimo segno dello zodiaco cinese, che viene associato alle caratteristiche di gentilezza, accondiscendenza, generosità, coraggio. Un buon anno dunque…

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